giovedì 21 gennaio 2016

5 Stelle: “Sperimentazione porta a porta della plastica garantisce migliore qualità, ma con sistema ibrido si raccoglie ben poco. Bisogna estendere la raccolta domiciliare”

Sulla riorganizzazione della raccolta differenziata, attuata dall’Amministrazione comunale oltre un anno fa, manifestammo alcune perplessità, soprattutto sul sistema “ibrido” di raccolta degli imballaggi in plastica e lattine (IPL): da un lato, infatti, si andava a sperimentare una raccolta porta a porta solo in alcune frazioni del territorio, mentre dall’altro si mantenevano le campane stradali nel resto della città.

Eravamo certi che la qualità della plastica raccolta con il porta a porta sarebbe stata migliore rispetto a quella stradale, ma avvertivamo anche che con un sistema ibrido i cittadini, soprattutto quelli che dalle frazioni scendono con maggiore frequenza in città, avrebbero potuto continuare a conferire la plastica nelle prime campane stradali disponibili, e quindi evidenziavamo il rischio che con il porta a porta limitato solo ad alcune frazioni si rischiava di raccogliere ben poco.

Oggi dobbiamo constatare che le nostre preoccupazioni erano più che fondate. Il Piano Finanziario dei Rifiuti anche per l’anno 2016 sottolinea come il servizio sperimentale della raccolta porta a porta del rifiuto IPL ha portato degli ottimi risultati a livello qualitativo (nel PaP il livello di impurità scende sotto il 10% contro il 30% della raccolta stradale), ma è ancora poco sfruttato dagli utenti poiché presenta una raccolta pro-capite di circa 1/3 rispetto quella stradale.

Questo ci spinge ancora una volta a rimarcare la bontà del sistema di raccolta porta a porta, che garantisce livelli di purezza dei materiali da riciclo ben maggiori di quelli riscontrati nei cassonetti stradali che, nonostante generino comunque alti livelli di raccolta differenziata (oltre l’80%), presentano dei limiti oggettivi nella qualità di quanto in essi conferito.

Da qui è evidente la necessità di estendere il Porta a Porta anche in altre zone del territorio comunale, eliminando gradualmente la raccolta stradale degli IPL (e in futuro, perché no, anche delle altre frazioni merceologiche). Se è vero che il PaP comporta dei costi più elevati nella gestione, è altrettanto vero che garantisce introiti maggiori derivanti dalla vendita del materiale da riciclo di gran lunga migliore in termini di purezza.

Si tratta quindi di studiare la soluzione migliore per arrivare a questo obbiettivo, magari intraprendendo scelte condivise anche con i comuni circostanti (vista anche la creazione del nuovo ATO provinciale sui rifiuti), con possibilità di creare economie di scala. Auspichiamo pertanto che l’Amministrazione voglia intraprendere questa strada.