domenica 9 ottobre 2016

Stazione, rimosse le panchine nella sala d’aspetto. 5 Stelle: "Per colpa di pochi ci rimette l’intera collettività"

Quello della stazione ferroviaria continua ad essere tema di attualità in città; nei mesi scorsi, a seguito degli episodi che hanno visto fra l’altro i bagni devastati e un principio di incendio, l’argomento è stato oggetto di numerose sollecitazioni da parte della minoranza in consiglio comunale. Fra questi anche il Movimento 5 Stelle, che da tempo raccoglie il malumore di tanti cittadini, dei viaggiatori nonchè dei gestori del vicino buffet della stazione, registrando quotidianamente episodi di accattonaggio e molestie ai passanti. È di alcune settimane fa la decisione di Rfi di rimuovere le panchine collocate nella sala d’attesa della stazione ferroviaria perché diventate bivacco di gruppi di persone che passavano lì intere giornate a dormire sdraiate. «Non possiamo biasimare Rfi, evidentemente ha ritenuto che la situazione non potesse più essere accettata e costituisse un problema per il decoro della stazione» afferma il consigliere Riccardo Sartor. «Questo rappresenta un ulteriore disagio per i fruitori del treno, siano essi lavoratori , studenti o turisti. Teniamo presente che si sta avvicinando la stagione fredda e quindi gli utenti avranno la necessità di attendere il treno in un luogo caldo e non fuori al gelo. Confidiamo nella buona volontà di Rfi, che ha sempre dimostrato interesse e impegno concreto per la nostra stazione, e ci auguriamo che questa situazione possa essere risolta, magari posizionando delle panchine “antibivacco”, come fatto anche in altre realtà». «È evidente che ci troviamo di fronte ad un problema sociale, che dispiace umanamente, ma questo non significa permettere di trasformare la stazione in un bivacco. In ogni caso – conclude Sartor – è inaccettabile che per colpa di pochi ci rimetta l’intera collettività”.

martedì 6 settembre 2016

Bando per la manutenzione dei cimiteri, i 5 Stelle chiedono lumi sul ritardo della gara

Lo scorso gennaio il consiglio comunale approvava le linee di indirizzo per la riorganizzazione dei servizi cimiteriali di fronte all’impossibilità di procedere alla sostituzione di tre dipendenti comunali dei cinque in organico. In quell’occasione il consiglio dava mandato all’Amministrazione di procedere con l’appalto a ditta esterna per gli interventi relativi alle sepolture e alla manutenzione ordinaria dei tredici cimiteri comunali.

Dopo 8 mesi, però, la gara d’appalto non è stata ancora fatta. A chiedere spiegazioni su questo ritardo è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Sartor, che ha presentato un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale.

«Viste le difficoltà nel garantire un’adeguata manutenzione dei cimiteri, l’Amministrazione avrebbe dovuto emanare in tempi brevi un bando di gara per l’assegnazione di tali servizi, ma questo passaggio a tutt’oggi non è stato ancora fatto» evidenzia Sartor, che ricorda come «negli ultimi mesi i cittadini hanno assistito ad uno stato di trascuratezza e di degrado dei cimiteri senza precedenti».

Il consigliere ricorda che «oggi i cimiteri sono ripuliti solamente perché in alcuni (Mugnai e Vellai) hanno provveduto gruppi di cittadini volontari, mentre negli altri è intervenuta un’associazione onlus di Faenza che, realizzando attività di volontariato giovanile, ha percepito dal Comune un contributo una tantum di diemila euro da destinare a missioni benefiche in America Latina. Se non si fosse verificato questo caso fortuito i cimiteri oggi sarebbero ancora in degrado come prima, in attesa della gara d’appalto».


Nell’interrogazione si chiede quali sono i motivi di tale ritardo nell’emanazione del bando, se lo stesso è già stato predisposto dagli uffici comunali e quali sono i tempi previsti per l’uscita del bando, la durata e quindi l’assegnazione dei servizi a ditta esterna. «I cittadini – conclude Sartor - chiedono che la pulizia e il decoro dei cimiteri comunali tornino ad essere garantiti in maniera ordinaria e costante per tutto l’anno”.

sabato 3 settembre 2016

Spazzatura e sporcizia, degrado a Pra’ del Vescovo

Dal Corriere delle Alpi del 2 settembre 2016. L'area camper di Pra' del Vescovo è chiusa dal 31 agosto a tempo indeterminato - almeno così risulta dal cartello attaccato sulla sbarra di accesso che non indica nessuna scadenza - “per operazioni di pulizia e manutenzione”. Ieri mattina uno spazzino ha ripulito la zona della sosta dei mezzi, ma basta spostare lo sguardo poco più in là per vedere come il boschetto retrostante sia stato preso per una latrina a cielo aperto e trasformato in una discarica. C'è persino un materasso buttato in mezzo all'erba con un ombrello chiuso appoggiato sopra, oltre a bottiglie vuote, lattine, palloni bucati, scarpe, ciabatte e plantari, pacchetti vuoti di sigarette e cartacce, ma anche una batteria proveniente dal cofano di un veicolo, tazze, bicchieri, pannolini e carta igienica. Anche il rubinetto della fontanella è stato chiuso. A segnalare il degrado dilagante sono i consiglieri di minoranza del gruppo l'Altra Feltre Giulio Zallot e del Movimento 5 Stelle Riccardo Sartor: «Non è un caso che il Comune abbia deciso di chiudere l'area. Non puntiamo il dito sull'amministrazione, perché la colpa è dell'inciviltà delle persone, ma la situazione deve migliorare se si vuole rilanciare la zona camper, che ha grandi potenzialità ed è stupenda, però va curata», affermano in coro. «Con l'introduzione del servizio di sosta a pagamento, chi spende si aspetta decoro e pulizia, e invece trova una condizione poco accogliente e poco confortevole. È preoccupante», tuonano Zallot e Sartor, che invocano più controllo e chiedono la recinzione dell'area, perché «così non si può andare avanti». Sono molte infatti le segnalazioni giunte alle orecchie dei consiglieri, che riferiscono di numerose lamentele da parte dei camperisti, che a loro volta si sono rivolti al Camper club con una serie di sollecitazioni. «Diverse persone sono arrivate qua e sono ripartite immediatamente, senza fermarsi nemmeno», raccontano Giulio Zallot e Riccardo Sartor. «Con il passaparola poi fa presto a spargersi la voce e il rischio è che tanti non tornino più. Serve una bonifica dell'area, e anche in tempi rapidi, se abbiamo l'ambizione di chiamarci città turistica e vogliamo rilanciare l'area camper, che dovrebbe essere un volano. Da parte sua il custode sta lavorando bene, ma di più non può fare». Senza dimenticare che lì vicino c'è anche il percorso per mountain bike utilizzato dal Pedale Feltrino con i suoi giovani: «Ci sono bambini che si divertono a due passi da una situazione veramente paradossale. Qualcuno ha pensato che il boschetto sia un bagno pubblico», ribadiscono Zallot e Sartor. «Questo degrado deve terminare».

Leggi anche: "La situazione di degrado dell'area camper di Prà del Vescovo è precipitata" (Il Gazzettino, 02/09/2016)

sabato 27 agosto 2016

Volontari al lavoro per ripulire la città


Dal Gazzettino di Belluno del 26 agosto 2016 (e.s.) I cittadini si riappropriano della loro città e con grande senso civico iniziano a ripulire dalle erbacce il centro di Feltre. Vedere la città abbandonata, con le erbacce che la sovrastano, è come un colpo al cuore. Ecco perché in questi giorni, in modo spontaneo, alcuni cittadini hanno deciso di non polemizzare, magari sui social, ma di passare ai fatti, ripristinando qualche angolo di via Mezzaterra, le scalinate fra Via Crispi e Via Terilli e le scalette del Battistero, solo per portare qualche esempio. «Quello che ci spinge - racconta un cittadino - è che è brutto vedere la città lasciata in degrado, sia per noi feltrini che per quelli che vengono da fuori. Ricordiamo che Feltre punta ad essere una città turistica. Dato che il Comune non riesce ad arrivare, per tutte le varie ragioni, le persone hanno deciso di fare qualcosa, di dare il loro piccolo contributo per la città». 
È un riappropriarsi del proprio paese, un dare qualcosa senza chiedere nulla in cambio. A dare un po' il via a questo movimento, i consiglieri feltrini Riccardo Sartor e Giulio Zallot, che qualche settimana fa avevano tolto l'erba sotto le bacheche in Largo Castaldi. «Credo che tutto questo riappropriarsi della città che alcuni cittadini hanno iniziato a fare sia da incentivare - racconta Riccardo Sartor (5 stelle) -. Io, con il consigliere Giulio Zallot (l'Altra Feltre), nel nostro piccolo, abbiamo iniziato a fare qualcosa». Ma le idee sono tante. «Vorremmo creare una squadra di volontari che possa contribuire e dare una mano - prosegue Sartor - compatibilmente con il tempo a disposizione che ognuno di noi ha. Dedicare magari anche 4/5 ore a settimana a fare questo tipo di attività di volontariato credo si possa fare».

Leggi anche "Dagli scranni comunali al giardinaggio" (Il Gazzettino, 20 agosto 2016)

Dagli scranni comunali al "giardinaggio" Sartor e Zallot ripuliscono dalle erbacce l’area delle bacheche pubbliche.  FELTRE - Alcuni consiglieri di opposizione hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. Nel pomeriggio di giovedì, l’esponente de L'Altra Feltre Giulio Zallot e il collega del movimento 5 stelle Riccardo Sartor, «stufi del degrado che regna in centro città», e in particolare sotto le bacheche e le panchine in largo Castaldi, hanno deciso di armarsi di pazienza e senso civico e si sono messi a rimuovere le erbacce che facevano capolino. «Due orette di lavoro dedicate volentieri al decoro della città. E per le prossime puntate sono ben accetti altri volontari», ha commentato Sartor. «Un degrado nel centro città in un periodo di importante afflusso turistico che era ormai diventato un pugno in un occhio», è il parere dell’opposizione. Un nuovo intervento svolto in maniera volontaria per il decoro della città, dopo quello dei volontari nei cimiteri di Mugnai, Vellai e Feltre centro.

mercoledì 20 luglio 2016

Erbacce e degrado in cimitero, 5 Stelle: “Vergognoso”


Cimitero sempre più invaso dalle erbacce, vialetti abbandonati all’incuria
La denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle, che evidenzia le cattive condizioni di manutenzione del camposanto cittadino.
«La situazione è oramai sotto gli occhi di tutti - denuncia il consigliere comunale Riccardo Sartor - La vegetazione spontanea cresce intorno alle lapidi e nelle stradine; ci sono vere e proprie zone coperte di infestanti, segno che da troppo tempo manca una seria e adeguata manutenzione».
«Ho fatto presente questo problema anche nell’ultimo consiglio comunale. Il perdurare di questo degrado è davvero indegno per un luogo particolarmente delicato che meriterebbe invece rispetto e cura, sia per i defunti che per i visitatori».

Lo stato del cimitero cittadino provoca reazioni di rabbia proprio tra chi lo frequenta abitualmente per far visita ai cari defunti. «Si percepisce un grande malcontento fra la gente – sottolinea Sartor – e recandomi in cimitero ho avuto modo di sentire numerose lamentele per questa situazione. Capisco che possano esserci difficoltà ad intervenire per la carenza di personale, ma tenere un cimitero in queste condizioni è vergognoso. In tanti anni non ho mai visto un degrado così diffuso. I cittadini chiedono che venga restituita dignità e decoro a questo luogo. Sarebbe davvero spiacevole che un luogo dedicato alla memoria dei nostri cari diventi l'ennesimo simbolo di degrado».

giovedì 7 luglio 2016

Degrado in stazione ferroviaria, 5 Stelle: “Situazione inaccettabile, il Comune pretenda una risoluzione del problema”

I bagni rotti, il bivacco degli sbandati, i parapiglia e le intimidazioni ai passanti. Per il Movimento 5 Stelle di Feltre quello che succede intorno alla stazione ferroviaria è davvero troppo.

«Con gli ultimi episodi si è superato il limite della tolleranza e della decenza, questa situazione è inaccettabile» tuona il consigliere comunale Riccardo Sartor. «Cittadini e viaggiatori respirano un clima di malessere e di comprensibile preoccupazione, anche in considerazione del fatto che la stazione è molto frequentata da ragazzini, studenti, mamme e anziani, una fascia di popolazione più debole rispetto alle altre; spaventa pensare che non si possa attendere tranquillamente il treno o l'autobus, soprattutto se da soli, senza il timore di incorrere in spiacevoli circostanze».

«L’area della stazione non può essere messa a soqquadro da qualche sbandato» sottolinea il consigliere «questo è un pessimo biglietto da visita, inaccettabile anche per i turisti che arrivano in città. E male si sposa con la buona volontà di Rfi, che sta investendo molto sulla stazione».

Sartor - che sul tema ha presentato, come altri consiglieri, una domanda di attualità per il consiglio comunale di lunedì - sollecita un maggiore controllo sinergico da parte delle forze dell’ordine e chiama in causa il Comune: «Il sindaco è autorità di pubblica sicurezza, deve pretendere una risoluzione decisiva del problema».

venerdì 17 giugno 2016

D’Incà e Sartor dei 5 Stelle «Bene il voto dei sindaci Umf sulla ferrovia»

Il voto unanime e favorevole dei sindaci dell’Unione montana feltrina al progetto di collegamento ferroviario tra Feltre e Primolano suscita il plauso del deputato del Movimento 5 Stelle, Federico D’Incà, a fianco del consigliere comunale Riccardo Sartor, il quale ha avuto il merito di riportare all’attenzione della politica un’idea seppellita in un cassetto: «È sempre più importante l'unità del nostro territorio nella visione dell'assetto ferroviario e viabilità fatto di interventi mirati a risolvere le reali criticità del territorio. Per questo motivo ringrazio i sindaci dell'Unione montana feltrina».
Prosegue lo stesso Sartor: «Nel costituendo tavolo di lavoro fra enti ed istituzioni sarà opportuno ripartire proprio da quel dettagliato studio di fattibilità redatto nel 1999 su commissione del Comune di Feltre, per verificarne la fattibilità del percorso allora ipotizzato, studiarne gli aggiustamenti necessari e quindi stimarne i relativi costi anche richiamando ed ascoltando i progettisti che già all'epoca lavorarono sull'opera».
I due esponenti del Movimento 5 Stelle giudicano infine con entusiasmo la notizia che arriva da Bruxelles, dove si è ribadito il no al prolungamento dell'A27.

giovedì 7 aprile 2016

Trivelle, il Movimento 5 Stelle Feltre invita a votare SI al referendum del 17 aprile


Il Movimento 5 Stelle di Feltre si schiera a favore del “Sì” in vista del referendum sulle trivellazioni che si svolgerà il prossimo 17 aprile e sprona i cittadini ad andare a votare.
 «È un referendum importante e siamo tutti chiamati a partecipare, consapevoli che è una prima risposta permettere al riparo i nostri mari dalle attività petrolifere» dichiara Riccardo Sartor, portavoce 5 Stelle a Feltre.  «L'energia fossile rappresenta il passato. È fondamentale spingere la politica a fare quei passi verso le energie rinnovabili che in altri paesi europei sono stati fatti negli anni passati e che in Italia sono al palo, o quasi».

«Non possiamo mettere a repentaglio il nostro fragile equilibrio ambientale; il Mediterraneo è un mare chiuso e le conseguenze di un eventuale disastro petrolifero sarebbero gravi ed irreversibili. Gli impianti attualmente presenti sul mare italiano rappresentano già un grande pericolo per le coste (con effetti su pesca, fauna, turismo) rispetto alla bassa quantità e alla scarsa qualità di petrolio estratto. Inoltre il Ministero dello Sviluppo Economico ha stimato che tutto il petrolio presente sotto il mare italiano sarebbe appena sufficiente per coprire il fabbisogno nazionale per appena 8 settimane. Bucare i fondali non risolverà la nostra dipendenza energetica dall’estero».

Una vittoria dei sì consentirebbe comunque di estrarre idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa, ma solo fino alla scadenza delle attuali concessioni e non a tempo indeterminato fino all’esaurimento dei giacimenti.

Da qui l’appello dei pentastellati: «Dobbiamo andare a votare e dobbiamo votare sì. L’astensione e il “no” fanno gli interessi delle grandi multinazionali e di Renzi, che sta tentando di boicottare il referendum. Per scongiurare il quorum il governo non ha voluto accorpare il referendum alle elezioni amministrative, sprecando così 300 milioni di euro di soldi pubblici».

«Partecipare al referendum rappresenta la massima espressione di democrazia in un paese civile» conclude Sartor «per questo auspico la più ampia partecipazione di tutti i cittadini». 

domenica 3 aprile 2016

Feltre-Primolano, M5S: “Si riparta dallo studio di fattibilità del 1999 senza perdere altro tempo!”

Apprendiamo dalla stampa locale – per voce del deputato Roger De Menech -  che il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi è particolarmente interessato alla realizzazione del collegamento ferroviario Feltre-Primolano e che la provincia di Trento “è disponibile ad intervenire nella progettazione con un sostanzioso impegno finanziario”.

De Menech ritiene indispensabile avviare gli studi per capire la fattibilità del collegamento. Forse al deputato è sfuggito qualcosa, ma uno studio di fattibilità sulla Feltre-Primolano esiste già e certifica la fattibilità, tecnica ed economica, di questa nuova ferrovia!
Elaborato dai tecnici Baccega, Savi e Cappelletti, su commissione del Comune di Feltre nel 1999, lo studio prevede un tracciato di circa 18 km, pendenza massima del dodici per mille (compatibile anche per un eventuale traffico merci), con partenza dalla stazione di Primolano, passaggio in galleria sino ad Arsiè, attraversamento in trincea della piana di Fonzaso, transito in galleria sotto l’Aurin, e arrivo a Feltre lungo il corso del torrente Stizzon.

Il Consigliere M5S Riccardo Sartor
I progettisti che realizzarono lo studio affermano con convinzione che quel percorso risulta ancora attualissimo, salvo alcuni accorgimenti, e che l’opera è realizzabile con un costo di circa 150 milioni di euro, che certamente non é una cifra astronomica introvabile (si faccia un paragone con la Pedemontana Veneta che costa oltre 3 miliardi di euro!).

Il Movimento 5 Stelle, che in questi mesi ha fortemente contribuito ad innescare un nuovo dibattito su quest’opera, rispolverando un progetto dimenticato per anni in un cassetto, chiede alle istituzioni di riprendere in mano quello studio e di aggiornarlo! Visto il forte interesse della Provincia di Trento a questa progettualità, si colga la palla al balzo e non si aspetti altro tempo!

Riccardo Sartor
Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Feltre

sabato 27 febbraio 2016

Treno Feltre-Primolano: una grande opportunità a detta di tutti

Continuano gli incontri del Movimento 5 Stelle per sollecitare il dibattito pubblico sull’ipotesi di prolungamento ferroviario fra Feltre e Primolano; venerdì sera l’appuntamento presso l’Hotel Casagrande di Feltre ha riscosso notevole interesse.

"La firma del Protocollo d’intesa tra Regione Veneto e Provincia di Bolzano per la realizzazione della Calalzo-Dobbiaco – dice il consigliere comunale Riccardo Sartor introducendo la serata – rappresenta un significativo e concreto impegno delle istituzioni per la parte nord dell’Anello ferroviario delle Dolomiti. La Feltre-Primolano si configura come l’elemento necessario per il completamento a sud di questo anello”. L’esponente pentastellato ha poi illustrato l’ordine del giorno approvato nell’ultimo Consiglio Comunale per sostenere e rilanciare l’opera.

Abbiamo rispolverato un progetto dimenticato per anni in un cassetto” – dichiara Federico D’Incà, deputato del Movimento 5 Stelle – “Fino a qualche anno fa non sapevamo nemmeno se la Ponte-Calalzo sarebbe rimasta aperta, oggi finalmente si parla di Anello e di elettrificazione. Attorno a queste opere deve nascere un movimento popolare. Più forte è la richiesta dei cittadini, più la politica segue questa volontà. Serve un impegno comune”.

Filiberto Dal Molin, presidente del Comitato per l’Anello ferroviario delle Dolomiti, evidenzia come “la ferrovia può essere soluzione a molti problemi del nostro territorio. Il potenziamento dell’esistente e la costruzione delle nuove tratte, integrandole con il trasporto su gomma e con i percorsi ciclabili, rappresenterebbe un importante volano economico per tutto il bellunese. Abbiamo potenzialità straordinarie”.

Dello stesso avviso anche l’ing. Nino Bonan, ex consigliere comunale di Feltre. “Le nostre ferrovie sono le stesse di cento anni fa” – sottolinea – “Le strade sono ormai congestionate, vi sono alti elementi di inquinamento dell’aria. L’attuale ferrovia è destinata ad una lenta agonia se non viene collocata all’interno di un progetto strategico. Attraverso la Feltre-Primolano possiamo collegarci al sistema ferroviario nazionale e internazionale, e lo stesso vale per la Calalzo–Dobbiaco”.

E’ toccato infine all’ingegner Alberto Baccega illustrare lo studio di fattibilità da lui elaborato nel 1999, ipotizzando un tracciato di circa 18 kilometri con partenza dalla stazione di Primolano, passaggio in galleria sino ad Arsiè, attraversamento in trincea della zona industriale di Fonzaso e Arten e arrivo a Feltre lungo il corso del torrente Stizzon. Percorso che a detta dell’ingegnere risulta tutt’ora fattibile, salvo alcuni accorgimenti, con un costo ipotizzabile in circa 150 milioni di euro.

Nel corso del dibattito è emerso come sia prioritaria la partita dell’elettrificazione della linea esistente, nell’anello basso costituito dal collegamento Conegliano-Ponte-Belluno e Belluno-Feltre-Montebelluna, operazione che favorirebbe immediatamente il trasporto locale e che consentirebbe di evitare anche le rotture di carico, ripristinando i treni diretti verso Padova e Venezia. Da più parti l’auspicio è che il “treno delle Dolomiti” non sia relegato al solo asse Venezia-Conegliano-Ponte-Calalzo, bensì ricomprenda anche tutta la Valbelluna e il feltrino con il possibile collegamento a Primolano.

Presente in sala anche l’assessore del Comune di Feltre Valter Bonan: “Riteniamo opportuno il rilancio del collegamento con il Trentino. Il presidente della provincia di Trento, Ugo Rossi, ha già chiesto a Zaia l’apertura urgente di un tavolo tecnico di discussione sulla Feltre-Primolano. Abbiamo la necessità di tenere insieme questa intuizione, oggi attualissima, con il rilancio dei nostri collegamenti nella tratta Belluno-Padova attraverso l’elettrificazione della linea”. Da tutti la speranza è che le buone intenzioni su queste progettualità non siano solo propaganda, e che dalle parole si passi presto ai fatti concreti.

martedì 23 febbraio 2016

Ordine del giorno sulla Feltre-Primolano approvato all'unanimità del Consiglio Comunale!

Ecco il testo definitivo dell'ordine del giorno sulla Feltre-Primolano (integrato da alcuni emendamenti del Partito Democratico al testo originale del Movimento 5 Stelle) approvato dal Consiglio Comunale di Feltre il 22 febbraio 2016.

La recente firma del Protocollo d'intesa tra la Regione del Veneto e la Provincia Autonoma di Bolzano per il collegamento ferroviario Calalzo-Dobbiaco indica un significativo e concreto impegno delle istituzioni per la parte Nord dell'Anello ferroviario delle Dolomiti.

L'avvio della procedura per il riconoscimento dell'Anello ferroviario delle Dolomiti nel contesto della rete "comprensive network" del programma Reti Trans Europee indica il valore non solo locale e regionale attribuito a questa infrastruttura.

In questo contesto risulta coerente anche l’attuazione del collegamento Feltre-Primolano, che si configura come l’elemento necessario al completamento a Sud dell’Anello ferroviario delle Dolomiti, infrastruttura a servizio dell’ampia zona montana ed opera dalla straordinaria suggestione dal punto di vista turistico, in linea con lo sviluppo infrastrutturale previsto nella Convenzione delle Alpi.

L’ipotesi di realizzazione della Feltre-Primolano (20 kilometri circa) fu avanzata per la prima volta nel 1864 e si ripropone oggi come un’interessante opportunità per il feltrino e per il bellunese che potrebbe sottendere un ampio scenario di sviluppo e valorizzazione del nostro territorio.

Il collegamento Feltre-Primolano aumenterebbe il flusso di viaggiatori durante tutto l'anno, rendendo più agevole la mobilità di tutte le fasce della società, avvalorando il ruolo strategico ed interregionale dell'Ulss n. 2 di Feltre, fornendo nuove possibilità per studenti e lavoratori e creando le condizioni per un potenziamento del servizio ferroviario verso la Valbelluna, verso il Trevigiano e verso l'Alto Vicentino.

Negli ultimi anni - anche grazie all’apertura della galleria che ha bypassato le “scale di Primolano” e al miglioramento della tratta Arsiè-Fenadora - i flussi di traffico verso la Valsugana si sono notevolmente rafforzati sia nella componente merci che in quella passeggeri, sia verso Ovest (Vicenza – Milano ecc.), sia verso Nord (Trento, Bolzano, Brennero ecc.).

Inoltre la linea della Valsugana, forte di un’utenza che negli ultimi dieci anni è più che raddoppiata, a breve sarà ulteriormente potenziata, non solo nel trasporto passeggeri ma anche nella componente merci.

Il collegamento ferroviario Feltre-Valsugana dovrebbe costituire pertanto un nuovo elemento di attrazione per la domanda potenziale di mobilità non solo del feltrino e del bellunese, ma anche dell’alto trevigiano, nelle loro relazioni con il Trentino, l’Alto Adige e, più in generale, con il Centro-Nord dell’Europa.

In uno studio elaborato per Confindustria Belluno Dolomiti e Camera di Commercio nel 2011, lo società zurighese di ingegneria dei trasporti Ibv Hüsler (la stessa che si è occupata della ferrovia della Val Venosta) ha certificato le potenzialità di uno scenario che risulterebbe radicalmente modificato in presenza della costruzione della tratta Calalzo-Cortina-Dobbiaco e della tratta Feltre-Primolano.

Partiti politici, forze sociali e comitati popolari sostengono da tempo questo tipo di scelte infrastrutturali strategiche per le Dolomiti.

Recentemente sia la Regione del Veneto sia alcuni rappresentanti del Governo Italiano si sono dichiarati favorevoli, in questo senso, al potenziamento della ferrovia per il Bellunese.

Anche il Trentino e il Sud Tirolo in più occasioni hanno espresso vivo interesse per la realizzazione di una strada ferrata che collegherebbe la Valsugana alla soprastante Valbelluna con conseguenti possibilità di potenziare l'offerta turistica, sia estiva (montagna, bicicletta, itinerari urbani) sia invernale.

La previsione di un collegamento ferroviario fra Feltre e Primolano è inserita, inoltre, nel Piano di Assetto del Territorio del Comune di Feltre e nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Belluno, quale azione strategica per lo sviluppo e il potenziamento del sistema infrastrutturale feltrino e bellunese.

Il Consiglio Comunale di Feltre con delibera 121 del 1998 ha già espresso all’unanimità un parere favorevole alla realizzazione del collegamento ferroviario ed ha impegnato la Giunta a realizzare uno studio di fattibilità, il quale ha prodotto un’ipotesi di massima del percorso della tratta che oggi deve però essere riaggiornata, sia dal punto di vista del tracciato sia dal punto di vista economico.

La realizzazione delle nuove tratte ferroviarie Calalzo-Dobbiaco e Feltre-Primolano, che andrebbero a chiudere il cosiddetto “Anello delle Dolomiti”, deve legarsi infine all’elettrificazione della linea ferroviaria bellunese, per la quale Governo e Regione hanno dichiarato recentemente il proprio sostegno ed impegno. La cancellazione della tratta diretta Belluno-Padova e l’istituzione di un cambio obbligato a Montebelluna ha allungato i tempi di percorrenza verso le maggiori città di pianura. La mancanza dell’elettrificazione e l’inadeguatezza del materiale rotabile circolante rendono l’attuale tratta Belluno – Treviso, che dovrà fornire una solida base per il collegamento Feltre-Primolano, una delle peggiori del Veneto e dell’intero Paese. Si ricordi a tal proposito che la tratta Belluno-Padova era stata definita da Legambiente la terza peggiore tratta ferroviaria italiana.

TUTTO CIÒ PREMESSO IL CONSIGLIO COMUNALE
impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi relativamente ai sottoelencati punti dispositivi:

1. Chiedere alla Regione Veneto e a Trenitalia di intervenire concretamente sulla tratta ferroviaria Belluno-Feltre-Treviso provvedendo ad elettrificare la linea da Castelfranco a Belluno e dotandola di materiale rotabile all’altezza;

2. Prendere contatto con gli amministratori del Feltrino, del Primiero, del Tesino, della Valsugana e dell'Alto Vicentino, con la Provincia di Belluno, con la Provincia Autonoma di Trento e con la Regione Veneto, al fine di costruire un tavolo permanente per lo sviluppo dell'infrastruttura;

3. Chiedere alla Regione del Veneto e all'Assessore Elisa De Berti di attivarsi per la stipula di un Protocollo d'intesa con la Provincia Autonoma di Trento per l'opera strategica FeltrePrimolano;

4. Sollecitare la Regione del Veneto a partecipare ai bandi sui trasporti (CEF) recentemente promossi dall’Unione Europea con finalità di sviluppo dei collegamenti ferroviari transfrontalieri, fra cui anche la realizzazione dei collegamenti mancanti e l’accrescimento dell’interoperabilità ferroviaria;

5. Rendersi disponibili per fornire la documentazione presente negli archivi comunali per la creazione di un database con gli studi di fattibilità, i dati dei flussi del trasporto pubblico e della mobilità turistica degli ultimi 20 anni;

6. Inviare, per conoscenza, il presente ordine del giorno a tutti i Comuni del Feltrino, ai Parlamentari e Consiglieri Regionali bellunesi, all'Unione Montana Feltrina, alle Comunità di Valle del Primiero e del Tesino, ai Comuni del Trentino e del Vicentino contermini, al Presidente della Provincia di Belluno, di Trento e di Treviso, al Presidente della Giunta Regionale del Veneto, all'Assessore Regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti De Berti, all'On. Laura Puppato, al Ministro delle Infrastrutture Del Rio.

giovedì 21 gennaio 2016

5 Stelle: “Sperimentazione porta a porta della plastica garantisce migliore qualità, ma con sistema ibrido si raccoglie ben poco. Bisogna estendere la raccolta domiciliare”

Sulla riorganizzazione della raccolta differenziata, attuata dall’Amministrazione comunale oltre un anno fa, manifestammo alcune perplessità, soprattutto sul sistema “ibrido” di raccolta degli imballaggi in plastica e lattine (IPL): da un lato, infatti, si andava a sperimentare una raccolta porta a porta solo in alcune frazioni del territorio, mentre dall’altro si mantenevano le campane stradali nel resto della città.

Eravamo certi che la qualità della plastica raccolta con il porta a porta sarebbe stata migliore rispetto a quella stradale, ma avvertivamo anche che con un sistema ibrido i cittadini, soprattutto quelli che dalle frazioni scendono con maggiore frequenza in città, avrebbero potuto continuare a conferire la plastica nelle prime campane stradali disponibili, e quindi evidenziavamo il rischio che con il porta a porta limitato solo ad alcune frazioni si rischiava di raccogliere ben poco.

Oggi dobbiamo constatare che le nostre preoccupazioni erano più che fondate. Il Piano Finanziario dei Rifiuti anche per l’anno 2016 sottolinea come il servizio sperimentale della raccolta porta a porta del rifiuto IPL ha portato degli ottimi risultati a livello qualitativo (nel PaP il livello di impurità scende sotto il 10% contro il 30% della raccolta stradale), ma è ancora poco sfruttato dagli utenti poiché presenta una raccolta pro-capite di circa 1/3 rispetto quella stradale.

Questo ci spinge ancora una volta a rimarcare la bontà del sistema di raccolta porta a porta, che garantisce livelli di purezza dei materiali da riciclo ben maggiori di quelli riscontrati nei cassonetti stradali che, nonostante generino comunque alti livelli di raccolta differenziata (oltre l’80%), presentano dei limiti oggettivi nella qualità di quanto in essi conferito.

Da qui è evidente la necessità di estendere il Porta a Porta anche in altre zone del territorio comunale, eliminando gradualmente la raccolta stradale degli IPL (e in futuro, perché no, anche delle altre frazioni merceologiche). Se è vero che il PaP comporta dei costi più elevati nella gestione, è altrettanto vero che garantisce introiti maggiori derivanti dalla vendita del materiale da riciclo di gran lunga migliore in termini di purezza.

Si tratta quindi di studiare la soluzione migliore per arrivare a questo obbiettivo, magari intraprendendo scelte condivise anche con i comuni circostanti (vista anche la creazione del nuovo ATO provinciale sui rifiuti), con possibilità di creare economie di scala. Auspichiamo pertanto che l’Amministrazione voglia intraprendere questa strada.