giovedì 24 settembre 2015

Il Movimento 5 Stelle presenta un ordine del giorno in consiglio comunale per aderire alla campagna di Libera sul “reddito minimo”

Secondo l’Istat, dal 2008 al 2014 la crisi ha raddoppiato i numeri della povertà. Il 28% degli italiani è a rischio povertà e, fra questi, oltre 6 milioni vivono in una condizione di povertà assoluta. Per questo l’Associazione Libera di don Luigi Ciotti ha recentemente lanciato una campagna sul “Reddito di Dignità” con la quale si richiede di istituire a livello nazionale il Reddito minimo o Reddito di cittadinanza.
Come in molte altre parti d’Italia, il Movimento 5 Stelle ha presentato un’ordine del giorno per il prossimo consiglio comunale a sostegno dell’iniziativa. 
«Il Reddito Minimo o di Cittadinanza è uno strumento di supporto al reddito che garantisce una rete di sicurezza per chi non riesce a trovare un lavoro, per chi pur avendolo non riesce vivere dignitosamente, per chi non può accedere a sistemi di sicurezza sociale adeguati» spiega il consigliere comunale Riccardo Sartor. «È’ una misura necessaria per invertire la rotta della crisi , una risposta concreta ed efficace a povertà e mafie perché garantisce uno standard minimo di vita per coloro che non hanno adeguati strumenti di supporto economico».
Il Reddito minimo è una misura prevista già da tutti i paesi europei, con l’esclusione di Italia, Grecia e Bulgaria«Il Parlamento Europeo ci chiede dal 2010 di varare una legge che introduca un “reddito minimo, nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva”. Sono passati cinque anni e nulla è successo. Non si tratta una proposta irrealistica, ma una scelta di buon senso. Milioni di italiani non possono più aspettare» commenta l’esponente del Movimento 5 Stelle.
In Parlamento ci sono diverse proposte di legge già depositate, formulate da più parti politiche. La campagna di Libera chiede che, a partire dalle proposte presentate,  si arrivi a discutere ed approvare in tempi brevi una buona legge sul reddito di dignità. 
Recentemente la Caritas, nel suo Rapporto 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia, ha criticato fortemente il governo incolpandolo per non aver ancora assunto una posizione precisa sulla lotta alla povertà,  ed ha rimarcato la necessità di adottare interventi strutturali come quella del reddito minimo di inclusione sociale. Sempre la Caritas ha evidenziato come l’attenzione verso la lotta all’indigenza sia cresciuta nel dibattito politico grazie soprattutto al Movimento 5 Stelle, che ha fatto “della lotta alla povertà, attraverso il reddito di cittadinanza, una propria bandiera”.