domenica 22 marzo 2015

Il M5S spinge per la pedonalizzazione totale di via XXXI Ottobre-Largo Castaldi e ZTL in centro storico

Dopo aver analizzato le indagini sui flussi di traffico e le diverse possibilità di chiusura, totale o parziale, del centro cittadino abbiamo deciso di riconfermare la proposta avanzata già un anno fa, nell’obiettivo di scaricare il centro dal passaggio delle auto per trasformarlo in un piacevole salotto dove muoversi a piedi o in bicicletta.

Nella cittadella, dentro le mura, pensiamo ad una Zona a Traffico Limitato con accesso fisso da porta Oria attraverso un varco elettronico; un’azione che punta a valorizzare la parte storica della città di Feltre, limitando il transito ai soli residenti ed alle attività commerciali per il carico/scarico. Resta da cercare una soluzione condivisa con i residenti per i parcheggi di via Luzzo.

Fuori le mura, spingiamo sulla pedonalizzazione completa di via XXXI Ottobre, dalla rotonda di ponte delle Tezze all’edicola di Largo Castaldi, in nome di una maggiore vivibilità, perché i veicoli in circolazione sono perlopiù di semplice attraversamento. Conosciamo le preoccupazioni dell’Ascom cittadina, ma sarebbe errato credere che il banale passaggio di veicoli di fronte alle attività assicuri facili vendite. I parcheggi vicini non mancano e consentono di raggiungere il centro in pochi minuti, cosa che nei fatti già avviene poichè non vi sono aree di sosta lungo i bordi della strada fra via XXXI Ottobre e Largo Castaldi (salvo due posteggi, il resto della sosta a bordo strada è irregolare).  Fra le zone di parcheggio più prossime al “cuore” della città ricordiamo piazzale della Lana, viale Piave, piazzale Plebiscito, piazza Isola, Via Campogiorgio e Campomosto, piazzale Nasci di fronte all’istituto Rizzarda, la Manifattura. E ancora, seppur più “distanti”, Pra’ del Moro, Pra’ del Vescovo e il Foro Boario. Si potrebbe pensare poi di ricavare ulteriori parcheggi a sud utilizzando gli spazi della ex-Metallurgica.

Contestualmente alla chiusura si deve intervenire su tutti gli elementi di “contorno” che non devono passare in secondo piano:  oltre alle indicazioni segnaletiche dei parcheggi, dei servizi e quelle turistiche, alla revisione della sosta per garantire un rapido turnover nei posteggi più prossimi al centro, è necessario riorganizzare il trasporto pubblico attraverso un confronto con Dolomitibus (oggi molti autobus girano quasi vuoti), valutando anche la fattibilità di un bus navetta.

Anche senza lo studio sulla mobilità eravamo consapevoli che una pedonalizzazione, anche solo parziale, avrebbe comportato un aumento del traffico sulle vie periferiche della città, ma è evidente che la situazione va gestita nel suo complesso, anche adottando i correttivi necessari (come il senso unico in via Campomosto per evitare il carico su Borgo Ruga). Sicuramente in un primo momento potrà esservi qualche disagio, ma tutto è superabile se ben strutturato.

Sperimentazioni, sensi unici di brambilliana memoria, chiusure parziali e temporanee, o soluzioni raffazzonate, sono a nostro parere inefficaci e fuori tempo. A due anni dalla scadenza del mandato, siamo in forte ritardo su questa decisione. In questi 3 anni si doveva lavorare maggiormente, soprattutto a livello culturale, per disincentivare l'uso dell'auto a favore dei mezzi di trasporto alternativi (autobus, bici, piedi), ma riteniamo non si sia fatto abbastanza. Il centro è stato pedonalizzato esclusivamente in occasione delle manifestazioni, mentre si sarebbe potuto sperimentare, sin da inizio mandato, una chiusura totale di via XXXI Ottobre e Largo Castaldi nei giorni di mercato e soprattutto nei fine settimana (come peraltro avevamo già chiesto), abituando la gente a vivere diversamente il centro città, e intervenendo nel contempo sui percorsi pedonali-ciclabili di collegamento fra i nodi strategici della città (centro, stazione, ospedale, scuole ed i quartieri più popolosi come Farra e Boscariz). Tutte queste azioni avrebbero portato la cittadinanza ad avere un approccio più sensibile nei confronti della mobilità sostenibile, a tal punto che la decisione di pedonalizzare oggi sarebbe emersa molto più facilmente.

Siamo convinti che la pedonalizzazione del centro rappresenti un cambiamento nel senso di usufruibilità della città che i cittadini, spesso per pigrizia personale, hanno ben radicato nella propria indole consumistica. Parliamo di un’idea forte di città intesa come bene da fruire in modo diverso, più sicura, vivibile e respirabile, una “evoluzione morbida” di consumo della città a piedi, fondamentale anche in un’ottica di valorizzazione e attrazione turistica-commerciale del centro cittadino.

Verso una Città più sostenibile. Nec Spe Nec Metu… sine Auto?

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