martedì 10 febbraio 2015

Parco acquatico, 5 Stelle: “Si rischia di avere una cattedrale nel deserto”

Il paziente è ammalato ed invece che pensare a curarlo si pensa ad addobbare la casa, questa è forse la metafora che rende maggiormente l'idea di cosa sia il progetto parco acquatico a Rocca d'Arsiè. Il lago è classificato come non balneabile e la soluzione prevista è un parco acquatico la cui idea appare priva di qualsiasi logica per una serie di motivazioni oggettive, in primis i soldi.

Se la somma stanziata può servire per avviare i lavori, come qualsiasi tecnico con competenza in materia potrà confermare, non permette di realizzare l'opera completa così come appare dallo Studio di fattibilità, allo stato unico documento ufficiale sull'argomento e sulla base del quale è stato ottenuto il finanziamento con i fondi Brancher. Nel bagaglio dei costi dovrebbero essere poi considerate le opere di urbanizzazione come la strada di accesso ed i parcheggi visto che l'area interessata al momento non è asservita da alcuna viabilità mentre nel progetto non vi è alcun cenno alle stesse. Manca totalmente un piano economico, manca il buonsenso del buon padre di famiglia, infatti prima di investire in progetti di carattere impattante sia dal punto di vista economico che ambientalistico si dovrebbero fare delle analisi su costi e benefici mentre su ammissione diretta in campagna  elettorale da parte dell'attuale amministrazione, nessuna valutazione è mai stata fatta.

Un ulteriore aspetto di preoccupazione infatti sarebbe il mantenimento della struttura perché difficilmente un privato si accollerebbe mesi di inattività a fronte di un breve periodo di fruizione; il bacino di utenza infatti non garantirebbe un afflusso di clienti adeguato in quanto competere con le piscine di Borso del Grappa o con le strutture trentine è pura illusione. Pensare poi di riscaldare l'acqua con l'uso di pannelli solari è pura utopia anche in funzione del fatto che Rocca non si trova in pianura padana o sulla cima di una montagna ma sul fondo di una valle con la conseguente limitata esposizione solare. Stagioni disgraziate dal punto di vista metereologico come quella passata rappresenterebbero infine la pietra tombale sull'opera e chi vive in questi territori sa quanto poco duri il caldo dell'estate nel bellunese.

Volendo poi passare a fare delle considerazioni sul lago, non è assolutamente vero l'obbligo della presenza di un bagnino mentre la balneabilità non dovrebbe essere valutata solo in funzione delle attività natatorie. Si sarebbero invece dovuti fare dei campionamenti mirati e specifici per combattere le potenziali ed in alcuni casi effettive criticità come il depuratore o lo scarico del torrente Aurich. Tali campionamenti potrebbero essere stati fatti ed anche gratuitamente dall'ARPAV a fronte di una semplice richiesta in Regione da parte dell'Amministrazione, richiesta che non è mai stata inviata forse perché certe situazioni si preferisce non affrontarle e tenere la testa sotto la sabbia.

Il lago del Corlo è apprezzato dai turisti, in special modo da quelli olandesi e tedeschi, proprio per la sua naturalità, per il suo essere poco antropizzato. Il lago confina con il massiccio del Grappa, zona tutelata come ZPS; inserire il bacino nel progetto Natura2000 darebbe ulteriore slancio alla sua vocazione naturalistica e conseguentemente turistica.
Rischiamo invece di trovarci nella prospettiva più rosea con un'opera in perenne debito (ed indovinate a chi andranno a chiedere i soldi per coprirlo), al peggio con l'ennesima cattedrale in cemento armato incompleta per "mancanza di fondi".

Per il Movimento 5 Stelle

Roberto Grando
attivista Meetup Arsiè

Riccardo Sartor

Consigliere Comunale a Feltre

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