giovedì 31 dicembre 2015

Lotta alle slot machine, Sartor e Zallot sostengono l’iniziativa del Comune

I consiglieri di minoranza Riccardo Sartor (Movimento 5 Stelle) e Giulio Zallot (L’Altra Feltre) esprimono viva soddisfazione per la battaglia intrapresa dal Comune di Feltre nel contrastare il fenomeno dilagante delle slot machines e dei gratta e vinci.

Giulio Zallot
(L'Altra Feltre)
«Accogliamo positivamente la scelta di premiare i locali che rinunciano alle slot machinesGià all’inizio del mandato avevamo sollecitato l’Amministrazione ad attivarsi in questo senso» commenta Zallot, che aveva chiesto in particolare di promuovere una campagna di informazione sui pericoli del gioco d’azzardo. «Viviamo quotidianamente a contatto con questa tragica realtà, fra chi divora gratta e vinci e chi passa intere giornate davanti alle slot - evidenzia - Queste dipendenze si traducono molto spesso in veri e propri drammi sociali ed umani, a carico di tutta la comunità».
Riccardo Sartor
(Movimento 5 Stelle)

«Quella contro il gioco d’azzardo è una battaglia sempre più difficile da combattere, perchè si gioca ad armi impari, con i Comuni che chiedono di frenare questo fenomeno e lo Stato che lavora in direzione contraria perchè asservito a grandi lobby di potere» sottolinea Sartor. «Siamo consapevoli che questo piccolo sgravio non potrà compensare i grandi introiti delle macchinette, ma rappresenta un segnale molto importante di contrasto al gioco d’azzardo». Il consigliere 5 Stelle spera che si possa giungere presto anche alla realizzazione di un simbolo “no-slot” da esporre sulla vetrina dei locali, quale contrassegno identificativo della campagna di sensibilizzazione.

«Non possiamo che esprimere vivo apprezzamento per la scelta intrapresa dall’Amministrazione; in particolare vogliamo ringraziare l’Assessore alle Politiche Sociali, Giovanni Pelosio, che fin dall’inizio ha condiviso con noi questo percorso» sottolineano infine i consiglieri.

Riccardo Sartor
Gruppo Consiliare "Movimento 5 Stelle"

Giulio Zallot
Gruppo Consiliare "L'Altra Feltre"

martedì 24 novembre 2015

Piscina di Pedavena, M5S: “Serve sinergia dei comuni per scongiurarne la chiusura”

Un'immagine della piscina di Pedavena
«La chiusura della piscina di Pedavena rappresenterebbe una grave perdita per l’intero territorio sotto l’aspetto sportivo, ricreativo, sociale e turistico. I Comuni contermini devono condividere il valore dell’impianto e attivare tutte le sinergie possibili per scongiurarne la chiusura». È il commento del Movimento 5 Stelle di Feltre dopo le notizie di stampa relative ad una possibile chiusura dell’impianto sportivo alla fine del 2016 a causa dei problemi strutturali e della mancanza di finanziamenti per la ristrutturazione.
Sulla questione i 5 Stelle hanno presentato una domanda di attualità in Consiglio Comunale, ricordando come la piscina di Pedavena sia «una struttura di importante valenza comprensoriale, a servizio di tutta la comunità feltrina» con un’utenza che per il solo 20 per cento proviene da Pedavena e che per il restante 80 per cento proviene da fuori comune, soprattutto da Feltre.

«Migliaia di cittadini residenti nel comune di Feltre, fra cui bambini, adolescenti, adulti e soprattutto anziani, hanno bisogno di attingere a questa struttura per mantenere e in molti casi recuperare la salute e il benessere fisico» evidenzia il consigliere comunale Riccardo Sartor.  «Non si può quindi ignorare le esigenze di quanti sono costretti a rivolgersi a Pedavena per praticare attività fisica non solo a livello agonistico, dal momento che non esistono altre strutture simili nella vallata feltrina (la più vicina è a Santa Giustina) e che il Comune di Feltre, il più popoloso del feltrino con i suoi ventimila abitanti, non è dotato di una piscina propria».
Il consigliere M5S Riccardo Sartor
«Per questo alcuni cittadini si sono già mobilitati raccogliendo un consistente numero di firme per sollecitare un’intervento anche del Comune di Feltre» ricorda Sartor.
Nella domanda di attualità i 5 Stelle chiedono se e in quale modo il Comune di Feltre intende appoggiare il Comune di Pedavena nel reperimento dei fondi necessari per tenere in vita questo impianto sportivo e se l’Amministrazione stia valutando la possibilità di candidare l’intervento di ristrutturazione della piscina all’interno dei prossimi bandi relativi ai Fondi per i comuni di confine.


domenica 22 novembre 2015

Treni Belluno-Padova, M5S sarà presente alla manifestazione dei sindaci: “Bellunese sempre più penalizzato, dalla Regione solo chiacchiere mentre servono veri investimenti”


Sindaci, studenti e cittadini uniti in difesa della ferrovia bellunese. Alla manifestazione di sabato saranno presenti anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, con il deputato bellunese Federico D’Incà, il consigliere feltrino Riccardo Sartor e numerosi attivisti.
«Dal 13 dicembre gli utenti saranno obbligati a cambiare il treno a Montebelluna e attendere la coincidenza per Padova, quindi avranno un fastidio in più e un aggravio nei tempi di percorrenza di quasi 10 minuti. Una scelta che avrà pesanti ricadute soprattutto sui lavoratori pendolari e sugli studenti» sottolineano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.
«Dopo la cancellazione dei treni diretti per Venezia questo è l’ennesimo colpo basso per il nostro territorio – tuona il consigliere comunale Riccardo Sartor - è inaccettabile che da Belluno non siano previsti treni diretti per gli snodi di Venezia-Mestre e Padova, stazioni di riferimento per i treni a lunga percorrenza, e quindi per i collegamenti con il resto d'Italia. Il servizio ferroviario da e per Belluno è sempre peggio e la gente è costretta ad utilizzare i propri mezzi per potersi spostare».

«La Regione deve investire sulla nostra ferrovia, da troppi anni attendiamo investimenti che puntualmente non arrivano - sottolinea il parlamentare bellunese Federico D’Incà - Servono treni nuovi, adeguati alle esigenze del nostro territorio di montagna. I ritardi sempre più pesanti per i cittadini, le rotture dei treni e gli altri inconvenienti non sono altro che il frutto dei mancati investimenti della Regione, nel tentativo di incentivare la mobilità su gomma a discapito di quella su rotaia. Sabato faremo sentire la nostra voce di dissenso, anche se Regione e Trenitalia hanno ormai già deciso. Ma è difficile credere alle loro rassicurazioni sulla maggiore puntualità dei convogli e sui futuri investimenti nel rinnovo del parco rotabile».

mercoledì 11 novembre 2015

Emissioni SAPA, M5S: "Si faccia chiarezza per tutelare la salute pubblica"

Una delle nostre prime interrogazioni fatte in Consiglio Comunale fu proprio quella relativa alle emissioni della fonderia SAPA, in cui chiedevamo lumi sulle condizioni dell’impianto, sui filtri installati nei camini e sulla periodicità dei controlli a seguito dei lavori di ampliamento dell'impianto di produzione. Allora qualcuno ci accusò di fare strumentalizzazione politica.
Oggi si viene a sapere che ARPAV, durante uno dei due controlli quinquennali nello stabilimento, rileva dati di emissioni che non corrispondono a quelli forniti dalla stessa SAPA, bensì maggiori ed oltre i limiti di legge. La mancata corrispondenza fra i rilievi ARPAV e i dati forniti dall'azienda è grave, pertanto sull'episodio è indispensabile fare chiarezza, soprattutto se la causa è attribuibile ad un malfunzionamento dei filtri. Se così fosse, ci si chiede cosa abbiano respirato i feltrini mentre veniva loro garantito che le emissioni erano nella norma. 
In attesa di ulteriori sviluppi, rimarchiamo la necessità di tutelare la salute pubblica e garantire la massima sicurezza a chi vive quotidianamente a contatto con una fonderia situata a pochi passi dal centro cittadino e in una vallata la cui conformazione non favorisce il ricambio d'aria. Ci sembra superfluo ricordare come la fonderia abbia lavorato per sessant'anni senza alcun filtro per le emissioni in atmosfera, e siamo convinti che la città ne stia tutt'ora pagando alcune conseguenze a livello patologico.

lunedì 26 ottobre 2015

I 5 Stelle bocciano i new jersey di cemento in via Bagnols sur Ceze: “Pericolosi”

I new-jersey installati in via Bagnol Sur Ceze
I new jersey in cemento installati dall’Amministrazione comunale lungo via Bagnol Sur Ceze non convincono il Movimento 5 Stelle feltrino che, sollecitato anche da diversi cittadini, ha presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale. 

«Pur apprezzando le finalità dell’intervento, con la creazione di un percorso protetto per la messa in sicurezza di pedoni e biciclette in un tratto di strada particolarmente trafficato» si legge nell’interpellanza firmata dal consigliere comunale Riccardo Sartor «rileviamo che questi blocchi di cemento costituiscono un pericolo per i conducenti dei veicoli che, appena superata la rotonda di Pasquer, si ritrovano ad affrontare un improvviso restringimento della carreggiata. Rappresentano un ostacolo di dimensioni importanti, rischiosi soprattutto di notte qualora rimanessero poco segnalati e scarsamente visibili. Infatti qualche automobilista ha già urtato contro questa nuova struttura! Infine rendono difficile l’immissione nelle vie laterali e nei passi carrai, se non con manovre molto ampie, rischiando di invadere l’altra corsia e costituendo così intralcio al traffico».

Sotto accusa anche l’aspetto estetico: «L’opera è poco piacevole anche dal punto di vista estetico, sembra un cantiere di lavori in corso. Si poteva installare un delimitatore di margine architettonicamente più gradevole, anche in considerazione del fatto che la strada è l’arteria principale di accesso alla città da est. Si prenda ad esempio, senza andare molto lontano, il percorso ciclabile protetto a lato strada lungo via Marisiga, all’ingresso di Belluno, costituito da un cordolo di cemento con un guard-rail in legno e acciaio cortain».
Il percorso ciclabile di via Marisiga in comune di Belluno

Il Movimento pone una considerazione anche sulle modalità e tempistiche dei lavori: «L’intervento doveva essere concluso in breve tempo e i lavori andavano ultimati a stretto giro: dalla posa dei new jersey al rifacimento della segnaletica orizzontale ci sono voluti più di due mesi, periodo in cui la strada è rimasta con una corsia più stretta dell’altra, rappresentando quindi un pericolo per la circolazion stradale. A tutt’oggi poi la presenza dei new jersey non è segnalata adeguatamente, soprattutto di notte, e si dovrà verificare se causeranno problemi col passaggio degli spartineve dal momento che non sono ancorati al terreno».

mercoledì 21 ottobre 2015

Inquinamento del Veneto, al cinema di Feltre il film "Bandiza"

Martedì 3 novembre, alle ore 20.30, presso l’Officinema di Feltre (ex cinema Astra) verrà proiettato il film “BANDIZA – Storie venete di confine”, che raccoglie molti racconti ed esperienze personali di degrado ambientale ed inquinamento nella regione Veneto.

Il film, girato nelle varie province della Regione, è prodotto e realizzato da "BANDIZA Group", un gruppo di volontari guidati dal regista ed anima dell'opera Alessio Padovese, sensibili alle tematiche ambientali e al degrado generalizzato. E' una opera ricercata e minuziosa che denuncia situazioni e contesti dove inquinamento, miopia amministrativa e disinteresse politico hanno poi determinato una situazione anche drammatica viste le testimonianze raccolte.

“Sono le storie che hanno il volto di persone che vivono in condizioni di sofferenza, che raccontano di esistenze vissute all’ombra dell’inceneritore e delle industrie – spiega il Comitato promotore del film-documentario – Storie di chi vive vicino alle industrie pesanti che emettono veleni, con l’inquinamento veicolare, e tutto ciò a causa della visione che i governanti hanno di amplificare questo senso di soffocamento con altro spargimento di catrame e cemento; esistenze alle quali hanno tolto la dignità con la privazione del minimo sostentamento economico, l’annullamento della possibilità di avere un lavoro, e la degradante consapevolezza di aver perso tutto dopo decenni di sacrifici”.

L’ingresso è libero e gratuito, e si auspica una importante partecipazione di pubblico in modo da riscontrare una forte sensibilità dei cittadini verso tematiche e contesti cosi prepotentemente d'attualità. A margine della proiezione seguirà un breve dibattito fra i presenti.

Il trailer del film è visionabile su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=wZ0dCMCqfzM

La S.V. è invitata a partecipare.

venerdì 9 ottobre 2015

Rifiuti abbandonati nelle isole ecologiche, il M5S chiede più controlli contro gli ecofurbi

Alcune foto scattate nelle isole ecologiche
dove spesso si riscontra la presenza
di rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti.
Sartor (M5S) chiede il pugno duro contro chi abbandona i rifiuti

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Sartor chiede all’Amministrazione un maggiore controllo delle isole ecologiche per stanare i furbetti che troppo spesso abbandonano i propri rifiuti fuori dagli appositi cassonetti.

Una cattiva abitudine, questa, che ricorre con frequenza soprattutto in alcune zone della città. Il consigliere riporta l’esempio dell’isola ecologica in piazzale Plebiscito: «Ogni giorno passo qui davanti per recarmi al lavoro, e molto spesso vedo cassette di plastica o di legno abbandonate per terra o rifiuti di altro genere posati sopra o dietro i cassonetti. Qui non si tratta di una svista o di ingenuità, ma di qualche furbetto che pensa di usare le isole ecologiche come discarica personale. Lo stesso fatto mi viene segnalato anche in altre zone della città, per esempio nell’isola ecologica di via Vignigole e in quella di via Peschiera, ma evidentemente il fenomeno è diffuso».

«Serve il pugno di ferro contro gli incivili, che vanno individuati e sanzionati» afferma Sartor «perchè danneggiano tutti gli altri cittadini rispettosi delle regole e dell'ambiente». Le sanzioni previste dal regolamento rifiuti non mancano e sono piuttosto salate «ma mi risulta che negli ultimi anni sia diminuito il numero di controlli, ai quali seguiva quasi sempre una sanzione. Serve invece una maggiore sorveglianza soprattutto laddove i casi di abbandono di rifiuti si verificano con più frequenza ed è necessaria la massima inflessibilità».

Infine Sartor pone l’attenzione sulla raccolta dell’umido, dove «aprendo i bidoni si vedono ancora troppi casi in cui si conferisce il rifiuto organico nei sacchetti di plastica e di nylon, mentre vanno utilizzati i sacchetti biodegradabili e compostabili. Serve quindi una maggiore sensibilizzazione della cittadinanza anche su questo aspetto».

giovedì 24 settembre 2015

Il Movimento 5 Stelle presenta un ordine del giorno in consiglio comunale per aderire alla campagna di Libera sul “reddito minimo”

Secondo l’Istat, dal 2008 al 2014 la crisi ha raddoppiato i numeri della povertà. Il 28% degli italiani è a rischio povertà e, fra questi, oltre 6 milioni vivono in una condizione di povertà assoluta. Per questo l’Associazione Libera di don Luigi Ciotti ha recentemente lanciato una campagna sul “Reddito di Dignità” con la quale si richiede di istituire a livello nazionale il Reddito minimo o Reddito di cittadinanza.
Come in molte altre parti d’Italia, il Movimento 5 Stelle ha presentato un’ordine del giorno per il prossimo consiglio comunale a sostegno dell’iniziativa. 
«Il Reddito Minimo o di Cittadinanza è uno strumento di supporto al reddito che garantisce una rete di sicurezza per chi non riesce a trovare un lavoro, per chi pur avendolo non riesce vivere dignitosamente, per chi non può accedere a sistemi di sicurezza sociale adeguati» spiega il consigliere comunale Riccardo Sartor. «È’ una misura necessaria per invertire la rotta della crisi , una risposta concreta ed efficace a povertà e mafie perché garantisce uno standard minimo di vita per coloro che non hanno adeguati strumenti di supporto economico».
Il Reddito minimo è una misura prevista già da tutti i paesi europei, con l’esclusione di Italia, Grecia e Bulgaria«Il Parlamento Europeo ci chiede dal 2010 di varare una legge che introduca un “reddito minimo, nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva”. Sono passati cinque anni e nulla è successo. Non si tratta una proposta irrealistica, ma una scelta di buon senso. Milioni di italiani non possono più aspettare» commenta l’esponente del Movimento 5 Stelle.
In Parlamento ci sono diverse proposte di legge già depositate, formulate da più parti politiche. La campagna di Libera chiede che, a partire dalle proposte presentate,  si arrivi a discutere ed approvare in tempi brevi una buona legge sul reddito di dignità. 
Recentemente la Caritas, nel suo Rapporto 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia, ha criticato fortemente il governo incolpandolo per non aver ancora assunto una posizione precisa sulla lotta alla povertà,  ed ha rimarcato la necessità di adottare interventi strutturali come quella del reddito minimo di inclusione sociale. Sempre la Caritas ha evidenziato come l’attenzione verso la lotta all’indigenza sia cresciuta nel dibattito politico grazie soprattutto al Movimento 5 Stelle, che ha fatto “della lotta alla povertà, attraverso il reddito di cittadinanza, una propria bandiera”.

giovedì 27 agosto 2015

Deiezioni canine su marciapiedi e aiuole, 5 Stelle: "Troppo incivili, serve un maggiore controllo"

Sono sempre più numerose le segnalazioni pervenute al gruppo locale del Movimento 5 Stelle di cittadini che denunciano l’incuria di molti proprietari e conduttori di cani che non raccolgono le deiezioni dei propri animali lasciandole lungo strade, marciapiedi, aiuole e parchi.

In alcune zone lo slalom tra i rifiuti organici dei migliori amici dell’uomo sembra diventato inevitabile: le segnalazioni raccolte riguardano, in particolare, il percorso pedonale e l’area verde in Manifattura, il marciapiede in via Boscariz, via Segusini, via Balistiche, via Fusina (dove alcuni residenti avevano persino appeso dei cartelli ad hoc), lo spiazzo antistante la chiesa del Boscariz e il vicino campetto da calcio, ma il fenomeno si registra un po’ ovunque, persino in Galleria Romita.

Inevitabile l’irritazione di cittadini e residenti, che evidenziano come la mancata rimozione delle deiezioni animali sul suolo pubblico, oltre a costituire atto di inciviltà, può comportare seri rischi per la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più esposte quali bambini, ipovedenti e anziani. Si registra anche qualche lamentela dei commercianti, che spesso sono costretti a pulire i “ricordini” altrui lasciati davanti al proprio negozio.

«Certamente non è colpa degli amici a quattro zampe, bensì dei proprietari, incuranti del rispetto altrui e dell’igiene urbana, due componenti essenziali del vivere civile» - dichiara Luciano Tonello, attivista del Movimento 5 Stelle feltrino, anch’egli proprietario di cani - «Probabilmente finché queste persone non saranno sanzionate non potrà essere debellato questo insano fenomeno».

Il M5S vuole stimolare l’amministrazione comunale affinché sia attivato un capillare controllo del territorio. «Esiste da anni un’ordinanza per arginare l’abbandono delle deiezioni canine, ma evidentemente i mezzi a disposizione della polizia municipale per contrastare il fenomeno non sono molti. Servirebbero più controlli per multare questo genere di comportamenti e colpire quanti trasgrediscono, ma le risorse umane ed economiche non sempre sono sufficienti» evidenzia Tonello.

Da qui la proposta del M5S per vigilare su questo indecoroso fenomeno è quella di reclutare qualche volontario o pensionato facente la funzione di “vigile ausiliario”. «In aprile ho incontrato personalmente il Sindaco a cui ho spiegato il problema e illustrato questa possibile iniziativa» - conclude Tonello - «si è dimostrato bendisposto e mi ha garantito una risposta nel giro di qualche settimana.  Ora ci aspettiamo qualche sviluppo concreto visto che sono già passati quattro mesi senza aver più saputo nulla. Nel frattempo abbiamo intrapreso contatti con l’associazione San Francesco, che si è dimostrata sensibile all’argomento e disponibile a collaborare, anche mettendo a disposizione dei volontari».

martedì 4 agosto 2015

Pochi bagni pubblici in centro città, il Movimento 5 Stelle sollecita il Comune

Tanti turisti ma pochi bagni pubblici. Nella piena stagione estiva il Movimento 5 Stelle pone l’attenzione sulla carenza di servizi igienici in città. «L’unico bagno pubblico è in galleria Romita, verso l’uscita nord, che oltre a non essere segnalato risulta distante dal centro città vero e proprio, inservibile per la cittadella e quindi utilizzato solo da chi percorre il tunnel in direzione del centro o dei parcheggi di attestamento Drio Le Rive. Bagno che spesso non si presenta in condizioni proprio ottimali, sicuramente per colpa della maleducazione della gente, ma forse anche per il contesto ambientale non proprio sano in cui é inserito» commenta il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Riccardo Sartor, che ha presentato un’interrogazione sul tema. 
 «Feltre deve avere un servizio efficiente di bagni pubblici, servizio tuttora insufficiente; di questa mancanza ne sanno qualcosa i turisti che si trovano a passeggiare per il centro storico e anche i cittadini, che di fronte ad una necessità impellente sono costretti a fare una visita al bar per usufruire del bagno privato». 
Bagni pubblici di ogni tipo, anche a pagamento, sono installati in molte città, soprattutto nei grandi centri turistici. Il Movimento 5 Stelle suggerisce di verificare la possibilità di realizzare alcuni bagni pubblici nell’ex-pescheria in via Roma, attualmente in fase di alienazione. «Anche l’ultimo tentativo di vendita è stato un buco nell’acqua. Si potrebbe ripensare l’alienazione e ragionare sulla possibilità di adibire lo stabile a toilette pubbliche, ricercando gli opportuni finanziamenti» spiega Sartor. «L’immobile è situato in posizione centrale ed è indubbiamente meno decentrato rispetto ai bagni della galleria. Tornerebbe così alla sua funzione natia e potrebbe diventare un servizio comodo e molto funzionale, gradito ai cittadini e alle migliaia di turisti che visitano la città di Feltre, soprattutto in occasione delle manifestazioni». 
Quanto a bagni pubblici il centro storico è invece in assoluta sofferenza: l’assenza di servizi igienici costringe turisti e visitatori a rivolgersi nei bar e nei ristoranti. «Ma i pubblici esercizi non sono obbligati a mettere il proprio bagno a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, anche se poi molti gestori si comportano secondo buonsenso. Bisogna attrezzarsi come del resto ha fatto ogni città turistica. Feltre rimane una delle poche città a non avere, in pieno centro storico, le toilette. Bisogna trovare una soluzione a questa mancanza. Chiediamo quindi all’Amministrazione quali azioni prevede di intraprendere per rafforzare un importante servizio per la collettività, residente ed ospite, della città di Feltre».

giovedì 16 luglio 2015

Scalette Vecchie, peggioramento delle condizioni del soffitto. M5S presenta domanda di attualità in consiglio per chiedere rapidi interventi.

Lo scorso autunno sono comparse alcune grosse crepe sul soffitto a metà della scalinata di Porta Pusterla, all'altezza del capitello della Madonna, e pertanto l’area è stata provvisoriamente transennata ed interdetta al pubblico per impedire che eventuali crolli arrecassero danno ai passanti.

Oggi, mercoledì 15 luglio, rileviamo un importante crollo di materiale dal soffitto (legno e intonaco), che ora presenta un buco particolarmente vistoso attraverso il quale è possibile intravedere le cantinelle di legno sottostanti in condizioni precarie. Il danno architettonico è notevole e nuoce, purtroppo, all’immagine turistica della città, specialmente in un periodo dal considerevole afflusso di visitatori. Pare superfluo ricordare l’importanza delle “scalette vecchie” quale percorso storico-turistico di collegamento nonchè porta di ingresso alla Cittadella storica e a Piazza Maggiore.
Evidenziato quindi l’aggravarsi della situazione, lo stato di degrado del soffitto e quindi la necessità di interventi rapidi di messa in sicurezza, di rifacimento della copertura e di sistemazione degli intonaci;

SI CHIEDE all’Amministrazione Comunale quali interventi sono prospettati nel breve periodo per mettere il sito in completa sicurezza e salvaguardare così le nostre bellezze architettoniche.

Riccardo Sartor 
Consigliere Comunale
MOVIMENTO 5 STELLE

domenica 12 luglio 2015

Sfalci d’erba e fogliame in ecocentro, il Movimento 5 Stelle sollecita l’amministrazione

Sacchi neri riempiti di foglie
abbandonati in un'isola ecologica
Da quando l’impianto del Maseròt a Santa Giustina non permette più il conferimento di sfalci d’erba e di fogliame, anche l’ecocentro di Feltre ha vietato il conferimento di rifiuti biodegradabili prodotti da giardini, anche in piccole quantità, ammettendo solo residui di potature.
Da qui la necessità per i cittadini di provvedere autonomamente allo smaltimento attraverso il compostaggio domestico mediante cumulo, fossa o compostiera.
 «Ma vi sono cittadini che si trovano oggettivamente in difficoltà a smaltire sfalci e fogliame, o perché la campana domestica risulta insufficiente, o perchè perchè non hanno la possibilità di fare una zona di accumulo o perché non hanno il tempo di tagliare l’erba con più frequenza e lasciarla a terra» sottolinea il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Sartor, che ha presentato un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale.
 Il problema si ripresenta di anno in anno. Sono molte, infatti, le lamentele e le sollecitazioni dei cittadini, più volte raccolte dai consiglieri e portate all’attenzione dell’Amministrazione Comunale. «Chi abita in campagna o fuori città non sente particolarmente questo problema, ma chi vive in città sì: penso, per esempio, a chi possiede un giardino con piante a foglie caduche e siepi da tagliare o piccoli manti erbosi da tenere sfalciati e ordinati. Cosa devono fare in questo caso i cittadini?» si chiede Sartor.
«Talvolta capita di osservare sul territorio comunale bidoni dell’umido riempiti con sfalci d’erba e fogliame, oppure cumuli scaricati abusivamente in qualche canale o lungo le scarpate. Alcuni giorni fa ho trovato dei sacchi neri riempiti di foglie e abbandonati incivilmente in un’isola ecologica (foto in allegato)».
 «Dato che al Maseròt non è possibile portare questi rifiuti, diversi comuni della provincia hanno deciso di offrire comunque questo servizio ai cittadini, associandosi tra di loro, con le Unioni Montane o provvedendo in proprio, e per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di attivarsi in tal senso» conclude il consigliere.

venerdì 10 luglio 2015

Ulss unica provinciale, il commento del Movimento 5 Stelle: unificare le funzioni amministrative e valorizzare le specialità dei singoli nosocomi


Oggi mi è stato chiesto di rilasciare un commento per Telebelluno sulla proposta di Zaia di riduzione delle Ulss venete, argomento del quale se ne parla ormai da diversi anni. Premesso che bisognerà leggere nel dettaglio il testo di legge depositato in consiglio regionale, ho voluto ricordare che come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto la necessità di ragionare sull’unificazione delle due ULSS bellunesi in questi termini:
- Unificando ciò che riguarda la parte dirigenziale e soprattutto le funzioni amministrative che possono essere aggregate;
- Mettendo in rete tutti i presidi ospedalieri presenti sul territorio che vanno mantenuti e vanno potenziati soprattutto per i servizi di primo soccorso e per l’assistenza sanitaria di base;
- Ragionando anche sulla riorganizzazione gestionale di alcuni reparti, in modo che vi siano dei reparti con una specializzazione maggiore, quindi un bacino di utenza molto più ampio, una maggiore casistica e una migliore qualità della prestazione offerta ai pazienti.
Unire le due Ulss per noi non significa quindi tenere un solo ospedale a discapito di un altro, non significa chiudere o depotenziare l’ospedale di Feltre, ma significa valorizzare le specialità dei singoli nosocomi e nel contempo eliminare le negatività e i doppioni nella gestione.
Alla fine ho ricordato (non appare nell’intervista perché tagliata) che una scelta di questo tipo va studiata ed approfondita coinvolgendo il territorio e che dobbiamo iniziare a ragionare seriamente su questa possibilità senza preconcetti, senza pregiudizi e abbandonando sterili campanilismi, perché altrimenti rischiamo che questa scelta venga calata dall’alto senza concertazione, con il rischio che a decidere non siano i bellunesi bensì Venezia con chissà quali criteri e con chissà quali conseguenze.
Riccardo Sartor
consigliere comunale di Feltre
per il Movimento 5 Stelle

martedì 30 giugno 2015

Ennesimo camion smarrito alla rotonda di Anzù

Sfortunato episodio, questa mattina, per un autocarro che ha sbagliato percorso ed ha imboccato la strada che da Anzù conduce a Villaga (in foto). Un fatto, questo, che si verifica con frequenza. «Spesso autocarri di provenienza estera, talvolta anche italiani, si perdono in prossimità della rotonda di Anzù, forse spinti in errore dal navigatore satellitare» segnala il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Riccardo Sartor, residente nella frazione di Villaga, che più volte ha assistito ad analoghi episodi come quello di stamattina. «Quando si accorgono di aver imboccato la strada errata cercano di fare retromarcia lungo via Campose, di girarsi poco prima del “ponte delle corde” oppure sotto il cavalcavia della superstrada, manovre non facili per mezzi di queste dimensioni». «Ho segnalato il fatto all’amministrazione comunale e ho suggerito di installare almeno un cartello di divieto di transito ai mezzi pesanti all’inizio della strada, sperando possa servire a qualcosa».

martedì 21 aprile 2015

Risposta all'interrogazione su via Panoramica

Ecco la risposta del Sindaco alla nostra interrogazione sulle criticità di via Panoramica.

Riassumendo:
- entro qualche mese nell'incrocio con via Cavour verrà installato un portale di segnalazione illuminato sopra l'attraversamento pedonale;
- gli uffici stanno valutando possibilità e costi per sostituire le attuali lampade con altre a tecnologia LED;
- l'installazione dell'impianto semaforico all'incrocio di via Cavour è potenzialmente fattibile, ma l'onere economico è notevole;
- dovrà essere affrontato a breve il punto dolente rappresentato dall'attraversamento pedonale verso la stazione ferroviaria scendendo lungo la Panoramica;
- la soluzione definitiva per togliere il traffico pesante è il prolungamento della superstrada oltre Anzù, purtroppo non a breve/medio termine;
- è necessario incidere sul modo di spostarsi dei cittadini, promuovendo percorsi ciclopedonali e potenziando il trasporto pubblico;
- va valutata attentamente l'idea di pedonalizzare il centro città alle auto alla luce del rischio di spostare maggiore traffico veicolare proprio su via Panoramica;
- va ripresa l'ipotesi di istituire una sorta di grande senso unico per i camion, vietando agli stessi di percorrere via Panoramica in uno dei due sensi di marcia.

domenica 22 marzo 2015

Il M5S spinge per la pedonalizzazione totale di via XXXI Ottobre-Largo Castaldi e ZTL in centro storico

Dopo aver analizzato le indagini sui flussi di traffico e le diverse possibilità di chiusura, totale o parziale, del centro cittadino abbiamo deciso di riconfermare la proposta avanzata già un anno fa, nell’obiettivo di scaricare il centro dal passaggio delle auto per trasformarlo in un piacevole salotto dove muoversi a piedi o in bicicletta.

Nella cittadella, dentro le mura, pensiamo ad una Zona a Traffico Limitato con accesso fisso da porta Oria attraverso un varco elettronico; un’azione che punta a valorizzare la parte storica della città di Feltre, limitando il transito ai soli residenti ed alle attività commerciali per il carico/scarico. Resta da cercare una soluzione condivisa con i residenti per i parcheggi di via Luzzo.

Fuori le mura, spingiamo sulla pedonalizzazione completa di via XXXI Ottobre, dalla rotonda di ponte delle Tezze all’edicola di Largo Castaldi, in nome di una maggiore vivibilità, perché i veicoli in circolazione sono perlopiù di semplice attraversamento. Conosciamo le preoccupazioni dell’Ascom cittadina, ma sarebbe errato credere che il banale passaggio di veicoli di fronte alle attività assicuri facili vendite. I parcheggi vicini non mancano e consentono di raggiungere il centro in pochi minuti, cosa che nei fatti già avviene poichè non vi sono aree di sosta lungo i bordi della strada fra via XXXI Ottobre e Largo Castaldi (salvo due posteggi, il resto della sosta a bordo strada è irregolare).  Fra le zone di parcheggio più prossime al “cuore” della città ricordiamo piazzale della Lana, viale Piave, piazzale Plebiscito, piazza Isola, Via Campogiorgio e Campomosto, piazzale Nasci di fronte all’istituto Rizzarda, la Manifattura. E ancora, seppur più “distanti”, Pra’ del Moro, Pra’ del Vescovo e il Foro Boario. Si potrebbe pensare poi di ricavare ulteriori parcheggi a sud utilizzando gli spazi della ex-Metallurgica.

Contestualmente alla chiusura si deve intervenire su tutti gli elementi di “contorno” che non devono passare in secondo piano:  oltre alle indicazioni segnaletiche dei parcheggi, dei servizi e quelle turistiche, alla revisione della sosta per garantire un rapido turnover nei posteggi più prossimi al centro, è necessario riorganizzare il trasporto pubblico attraverso un confronto con Dolomitibus (oggi molti autobus girano quasi vuoti), valutando anche la fattibilità di un bus navetta.

Anche senza lo studio sulla mobilità eravamo consapevoli che una pedonalizzazione, anche solo parziale, avrebbe comportato un aumento del traffico sulle vie periferiche della città, ma è evidente che la situazione va gestita nel suo complesso, anche adottando i correttivi necessari (come il senso unico in via Campomosto per evitare il carico su Borgo Ruga). Sicuramente in un primo momento potrà esservi qualche disagio, ma tutto è superabile se ben strutturato.

Sperimentazioni, sensi unici di brambilliana memoria, chiusure parziali e temporanee, o soluzioni raffazzonate, sono a nostro parere inefficaci e fuori tempo. A due anni dalla scadenza del mandato, siamo in forte ritardo su questa decisione. In questi 3 anni si doveva lavorare maggiormente, soprattutto a livello culturale, per disincentivare l'uso dell'auto a favore dei mezzi di trasporto alternativi (autobus, bici, piedi), ma riteniamo non si sia fatto abbastanza. Il centro è stato pedonalizzato esclusivamente in occasione delle manifestazioni, mentre si sarebbe potuto sperimentare, sin da inizio mandato, una chiusura totale di via XXXI Ottobre e Largo Castaldi nei giorni di mercato e soprattutto nei fine settimana (come peraltro avevamo già chiesto), abituando la gente a vivere diversamente il centro città, e intervenendo nel contempo sui percorsi pedonali-ciclabili di collegamento fra i nodi strategici della città (centro, stazione, ospedale, scuole ed i quartieri più popolosi come Farra e Boscariz). Tutte queste azioni avrebbero portato la cittadinanza ad avere un approccio più sensibile nei confronti della mobilità sostenibile, a tal punto che la decisione di pedonalizzare oggi sarebbe emersa molto più facilmente.

Siamo convinti che la pedonalizzazione del centro rappresenti un cambiamento nel senso di usufruibilità della città che i cittadini, spesso per pigrizia personale, hanno ben radicato nella propria indole consumistica. Parliamo di un’idea forte di città intesa come bene da fruire in modo diverso, più sicura, vivibile e respirabile, una “evoluzione morbida” di consumo della città a piedi, fondamentale anche in un’ottica di valorizzazione e attrazione turistica-commerciale del centro cittadino.

Verso una Città più sostenibile. Nec Spe Nec Metu… sine Auto?

lunedì 9 marzo 2015

Test in bici sulle pedane, M5S: «Si era escluso qualsiasi problema, invece serviranno ulteriori spese»

Test in bici sulle pedane, M5S: «Si era escluso qualsiasi problema, invece serviranno ulteriori spese». I grillini di Feltre, con il consigliere comunale Riccardo Sartor, vogliono saperne di più sulla faccenda dei supporti che l'amministrazione sta predisponendo per diminuire il dislivello degli attraversamenti pedonali rialzati in via Marconi. Il tutto in vista della 24 Ore Castelli: «Apprendiamo dal Gazzettino - dichiara Sartor - che l'amministrazione sta svolgendo alcuni test sui dissuasori di velocità per garantire la sicurezza dei ciclisti in vista della corsa del 12 e 13 giugno». Su quella strada, infatti, gli atleti raggiungono una velocità notevole (50 km orari), e senza strumenti idonei rischiano di «spiccare il volo» sulle tre nuove pedane volute dalla giunta comunale. «Siamo rimasti davvero sorpresi - continua il consigliere di minoranza - che ora, a cantiere concluso, si pongano problemi alle consolidate manifestazioni ciclistiche: prima di iniziare i lavori l'amministrazione, insieme ai tecnici incaricati, aveva escluso qualsiasi problema derivante dall'installazione dei nuovi attraversamenti rialzati per gli eventi sportivi». Sartor cita anche un verbale della secondo Commissione Consiliare del 2 aprile 2014: «Rispondendo ai dubbi emersi da alcuni membri sui dossi in viale Marconi, si sottolinea che sono stati studiati per non creare problemi in caso di manifestazioni ciclistiche». Ora invece si dovranno affrontare ulteriori spese, non ancora quantificate, e che non si sa se verranno coperte dal Comune o meno. 
Per quanto riguarda i costi, interviene l'assessore allo sport Giovanni Pelosio. L'amministratore risponde che non è stato quantificato l'intervento, anche perché deve essere fatto un ulteriore approfondimento. Ma assicura che, quando si sarà certi sulla soluzione più idonea, l'amministrazione lo comunicherà. I 5 Stelle: «Sarebbe paradossale che questi interventi, realizzati grazie ad un finanziamento destinato al turismo e poi dirottato sull'accessibilità del centro, vadano a compromettere proprio la buona riuscita di manifestazioni che richiamano i turisti».
dal Gazzettino di Belluno, articolo del 08/03/2015

venerdì 27 febbraio 2015

Aggiornamento dal Consiglio Comunale del 26 febbraio sulla palestra di Farra

Ieri sera in consiglio comunale abbiamo proposto l’emendamento, sottoscritto anche dal gruppo consiliare L’Altra Feltre, per togliere la palestra di Farra dal piano triennale delle alienazioni. L’Amministrazione, pur condividendo le motivazioni di fondo sull’importanza della palestra e delle attività che in essa si svolgono, ha evidenziato come il lotto abbia valore di mercato solo nella sua interezza, e pertanto se fosse diviso due parti non avrebbe reali possibilità di essere venduto. L’amministrazione ha quindi deciso di mantenere il lotto intero nel piano delle alienazioni, nell’obbiettivo di venderlo (la stima del bene è di 2milioni e 200 mila euro) e di destinare il ricavato alla realizzazione di altre opere di interesse per la collettività (una nuova struttura per le associazioni, la sistemazione di edifici scolastici, etc..). Il Comune sta anche ragionando se esista la possibilità di sistemare e mettere a norma l’edificio delle vecchie scuole che ospitavano il Centro Giovani con un intervento meno oneroso rispetto a quello ipotizzato (in quel caso si potrebbe evitare l'alienazione). Nonostante il nostro emendamento sia stato bocciato (4 sì, 11 no, 1 astenuto) la nostra azione ha permesso di strappare una promessa al sindaco: se entro fine mandato l’Amministrazione non sarà in grado di vendere il Centro Giovani e la palestra, tutto il lotto verrà tolto dal piano delle alienazioniin modo che la prossima amministrazione sia libera di scegliere se reinserirlo o meno.

giovedì 19 febbraio 2015

Piano delle alienazioni, il M5S chiede di salvare la palestra di Farra

Ieri sera in seconda commissione si è discusso del piano triennale delle alienazioni. L'amministrazione riproporrà, nell'annualità 2016, anche la vendita delle ex-scuole elementari di Farra, in via Dolci, che fino a qualche mese fa ospitavano il Centro Giovani. Lo storico edificio necessita di importanti interventi di sistemazione straordinaria e i fondi economici per rimettere in piedi la struttura non ci sono.

In commissione abbiamo espresso perplessità sull'alienazione dell'intero lotto, poiché così facendo verrebbe inclusa anche la palestra adiacente; quest'ultima però non presenta problemi strutturali, negli ultimi anni è stata oggetto di alcuni interventi interni di miglioramento (il Judo Club, per esempio, vi ha installato un tatami fisso e protezioni morbide alle pareti), e infine dispone di un campetto da pallacanestro e pallavolo all’esterno.

Attorno alla struttura gravitano diverse realtà associative del territorio che la utilizzano costantemente; in particolare la palestra si è rivelata utilissima per tutte quelle associazioni che propongono attività sia fisiche che sedentarie, per anziani, adulti o bambini. Rappresenta quindi un importante punto di riferimento per la collettività, luogo di aggregazione sportiva e sociale, in un quartiere già impoverito dal trasferimento delle attività del Centro Giovani e dall’inevitabile trasloco delle associazioni che attualmente hanno sede nello stabile (il Radio Club, il Wwf e Italia Nostra, il Gruppo Alpini di Farra, il gruppo Solo Voci, etc..).

Alienare tutto, a nostro avviso, sarebbe un grave errore, anche nell’ipotesi di destinare l’introito della vendita alla costruzione ex-novo di una palestra. Abbiamo proposto quindi di scorporare la palestra dall’alienazione, dividendo il lotto in due porzioni, e mettendo in vendita solo il vecchio edificio scolastico, pur consapevoli che questa operazione limiterebbe notevolmente l’interesse del compratore (il lotto diventerebbe più piccolo, quindi con un volume edificatorio minore). Il ricavato dall’alienazione potrebbe però essere destinato ad interventi di miglioramento della palestra stessa e dell’area antistante, a beneficio delle associazioni e della Città.

La chiusura di questo centro aveva portato non pochi malumori; un anno fa, nel consiglio comunale di febbraio, era stato proposto un emendamento, che chiedeva di togliere il Centro giovani dal pacchetto alienazione per trovare soluzioni alternative, ma non venne accolto per un solo voto.

sabato 14 febbraio 2015

Sicurezza stradale e attraversamenti pedonali in via Panoramica, il Movimento 5 Stelle interroga la giunta

Un attraversamento pedonale
con strisce bianche su sfondo rosso

Dopo l’ultima, ennesima, segnalazione ricevuta dai residenti del quartiere San Paolo e Tortesen sulla pericolosità di via Panoramica, dove ad ottobre ha perso la vita un residente investito mentre attraversava le strisce pedonali, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Sartor ha presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione “quali intenzioni e quali risposte concrete si vogliono dare ai cittadini”.

“La situazione è sotto gli occhi di tutti da troppo tempo” spiega Sartor,  illustrando l’interpellanza: i residenti evidenziano in particolare, oltre al traffico intenso, l’elevata velocità dei mezzi, la difficoltà per i pedoni di attraversare la strada in completa sicurezza, soprattutto nelle ore notturne.

Premessa la difficoltà di intervenire sul problema dei tir che vanno e vengono dalla Fenadora-Anzù (“la soluzione definitiva è ancora molto lontana e comunque qualsiasi progetto di prolungamento della superstrada richiederà diversi anni per la sua realizzazione” ricorda Sartor) il Movimento si concentra sulla risoluzione delle altre criticità evidenziate dagli abitanti. 

Esistono sistemi di illuminazione notturna con luce bianca a led che garantiscono la massima visibilità degli attraversamenti pedonali anche da lunghe distanze,  segnali di attraversamento retroilluminati e strisce pedonali su sfondo di diversa colorazione; soluzione quest’ultima che consente di rendere maggiormente visibile l’attraversamento anche nelle ore diurne” osserva il consigliere.

Sotto accusa anche la difficoltà degli automobilisti di immettersi su via Panoramica uscendo da via Cavour a causa della scarsa visibilità: “Attualmente ci si affida ad uno specchio stradale e, molto spesso, alla sorte” dice Sartor “ma i residenti da anni suggeriscono l’installazione di un semaforo intelligente con sensore di presenza”.
Un sistema di illuminazione notturna
a led con cartello retroilluminato

 “Così come sono stati spesi 240 mila euro per costruire le pedane rialzate in via Marconi, si devono trovare i soldi necessari per mettere in sicurezza gli attraversamenti ancor più critici, come quelli sulla Panoramica o in altre zone della città” sottolinea il consigliere pentastellato, che rimarca l’importanza di garantire e salvaguardare l’incolumità dei propri cittadini, siano essi pedoni od automobilisti.  

Nell’interrogazione, per la quale il Movimento 5 Stelle ha chiesto una risposta scritta, si chiede anche se, e con quali tempi, è in programma il miglioramento e la messa in sicurezza della visibilità, anche notturna, degli altri passaggi pedonali presenti sul territorio comunale, laddove risultano difficilmente visibili, con maggiore attenzione a quelli situati in zone ad alto traffico e a maggior frequentazione pedonale.

LEGGI L'INTERROGAZIONE COMPLETA

martedì 10 febbraio 2015

Parco acquatico, 5 Stelle: “Si rischia di avere una cattedrale nel deserto”

Il paziente è ammalato ed invece che pensare a curarlo si pensa ad addobbare la casa, questa è forse la metafora che rende maggiormente l'idea di cosa sia il progetto parco acquatico a Rocca d'Arsiè. Il lago è classificato come non balneabile e la soluzione prevista è un parco acquatico la cui idea appare priva di qualsiasi logica per una serie di motivazioni oggettive, in primis i soldi.

Se la somma stanziata può servire per avviare i lavori, come qualsiasi tecnico con competenza in materia potrà confermare, non permette di realizzare l'opera completa così come appare dallo Studio di fattibilità, allo stato unico documento ufficiale sull'argomento e sulla base del quale è stato ottenuto il finanziamento con i fondi Brancher. Nel bagaglio dei costi dovrebbero essere poi considerate le opere di urbanizzazione come la strada di accesso ed i parcheggi visto che l'area interessata al momento non è asservita da alcuna viabilità mentre nel progetto non vi è alcun cenno alle stesse. Manca totalmente un piano economico, manca il buonsenso del buon padre di famiglia, infatti prima di investire in progetti di carattere impattante sia dal punto di vista economico che ambientalistico si dovrebbero fare delle analisi su costi e benefici mentre su ammissione diretta in campagna  elettorale da parte dell'attuale amministrazione, nessuna valutazione è mai stata fatta.

Un ulteriore aspetto di preoccupazione infatti sarebbe il mantenimento della struttura perché difficilmente un privato si accollerebbe mesi di inattività a fronte di un breve periodo di fruizione; il bacino di utenza infatti non garantirebbe un afflusso di clienti adeguato in quanto competere con le piscine di Borso del Grappa o con le strutture trentine è pura illusione. Pensare poi di riscaldare l'acqua con l'uso di pannelli solari è pura utopia anche in funzione del fatto che Rocca non si trova in pianura padana o sulla cima di una montagna ma sul fondo di una valle con la conseguente limitata esposizione solare. Stagioni disgraziate dal punto di vista metereologico come quella passata rappresenterebbero infine la pietra tombale sull'opera e chi vive in questi territori sa quanto poco duri il caldo dell'estate nel bellunese.

Volendo poi passare a fare delle considerazioni sul lago, non è assolutamente vero l'obbligo della presenza di un bagnino mentre la balneabilità non dovrebbe essere valutata solo in funzione delle attività natatorie. Si sarebbero invece dovuti fare dei campionamenti mirati e specifici per combattere le potenziali ed in alcuni casi effettive criticità come il depuratore o lo scarico del torrente Aurich. Tali campionamenti potrebbero essere stati fatti ed anche gratuitamente dall'ARPAV a fronte di una semplice richiesta in Regione da parte dell'Amministrazione, richiesta che non è mai stata inviata forse perché certe situazioni si preferisce non affrontarle e tenere la testa sotto la sabbia.

Il lago del Corlo è apprezzato dai turisti, in special modo da quelli olandesi e tedeschi, proprio per la sua naturalità, per il suo essere poco antropizzato. Il lago confina con il massiccio del Grappa, zona tutelata come ZPS; inserire il bacino nel progetto Natura2000 darebbe ulteriore slancio alla sua vocazione naturalistica e conseguentemente turistica.
Rischiamo invece di trovarci nella prospettiva più rosea con un'opera in perenne debito (ed indovinate a chi andranno a chiedere i soldi per coprirlo), al peggio con l'ennesima cattedrale in cemento armato incompleta per "mancanza di fondi".

Per il Movimento 5 Stelle

Roberto Grando
attivista Meetup Arsiè

Riccardo Sartor

Consigliere Comunale a Feltre

venerdì 6 febbraio 2015

Sicurezza stradale, via la vegetazione alta che ostacola la visuale agli automobilisti

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Sartor, su sollecitazione di diversi cittadini, segnala la pericolosità della rotatoria situata fra via delle Industrie, via Culiada e via Dante Alighieri. “La vegetazione nella rotonda è troppo alta e impedisce la visuale ai veicoli” sottolinea Sartor. “Probabilmente è stata fatta crescere troppo, pertanto mi auguro che gli uffici possano intervenire. Le aree verdi delle rotatorie stradali devono anzitutto garantire la sicurezza a quanti vi transitano: quando i veicoli si immettono nella rotonda devono poter vedere quelli in arrivo dalle altre direzioni, altrimenti si rischiano possibili incidenti. Queste aiuole vanno costantemente manutentate e la vegetazione deve essere tenuta sempre sotto controllo in nome della sicurezza stradale”. La segnalazione è stata inviata al servizio Pronto Manutenzioni del Comune di Feltre.



martedì 20 gennaio 2015

Tour nelle frazioni per raccogliere le firme del referendum sull'euro

Il Movimento 5 Stelle organizza delle riunioni nelle frazioni del comune di Feltre per raccogliere le firme del referendum sull'euro e, più in generale, per incontrare i cittadini e confrontarsi su tematiche locali e nazionali.

La prima tappa è prevista già per venerdì 23 gennaio, alle ore 20.30, presso il Bar Centrale di Mugnai. Agli incontri, aperti a tutti i cittadini, saranno presenti alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle insieme al rappresentante in consiglio comunale.

Le date successive degli incontri verranno comunicate di volta in volta sul nostro blog, sui social e a mezzo stampa.

giovedì 15 gennaio 2015

Il Movimento 5 Stelle raccoglie le firme per uscire dall’euro


Il 13 dicembre il Movimento 5 Stelle ha avviato su tutto il territorio nazionale una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per indire un referendum sull’uscita del nostro paese dalla moneta unica.


“Gli interessi sul debito pubblico stanno ammazzando il nostro Paese e smantellando lo stato sociale, sottraendo ai cittadini pensioni, sanità, ammortizzatori sociali, istruzione, risorse per le piccole medie imprese” sottolinea il Movimento 5 Stelle. “Da quando abbiamo adottato l'euro, abbiamo perso un quarto della nostra produzione industriale. Oggi la disoccupazione è alle stelle, la povertà in aumento e migliaia di imprese chiudono al ritmo di due ogni ora. Restare nell’euro a queste condizioni non è più razionale, dobbiamo riprenderci la sovranità monetaria. Usciamo prima che sia troppo tardi, è la nostra unica salvezza per non finire spolpati dagli interessi delle banche”.

Le 50mila firme necessarie per depositare la proposta di legge sono già state raccolte, ma l’obiettivo del Movimento è quello di arrivare nei prossimi mesi al milione di firme, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere il Parlamento alla discussione in Aula. Se la proposta fosse approvata in tempi utili, già a dicembre 2015 gli italiani potrebbero andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull'uscita dall'euro attraverso un referendum consultivo.
È possibile aderire all’iniziativa anche nel feltrino: i residenti di Feltre, Pedavena, Seren Del Grappa, Arsiè, Fonzaso, Lamon e Sovramonte potranno firmare presso gli uffici elettorali del proprio Comune.

Saranno poi allestiti specifici banchetti e incontri informativi sul territorio: il prossimo gazebo per la raccolta firme è programmato per sabato 17 gennaio, dalle 14.30 alle 18.30, in Largo Castaldi (in caso di maltempo il gazebo verrà rinviato).


Ulteriori informazioni sull'iniziativa: www.beppegrillo.it/fuoridalleuro
Per eventuali contatti relativamente alla raccolta firme nel feltrino: movimento5stellefeltre@gmail.com