sabato 29 novembre 2014

Tunnel sotto il Telva, tra sogno e realtà. L'intervento del M5S in consiglio comunale

Di seguito riportiamo un riassunto di quanto detto in Consiglio Comunale sull’ordine del giorno relativo al prolungamento verso est della strada a scorrimento veloce “Fenadora-Anzù”.

Con l’apertura della variante fra Arten di Fonzaso e Anzù di Feltre, lungo la SS50 del Grappa e Passo Rolle, una grossa parte del traffico pesante diretto a Belluno attraversa la città di Feltre e, in particolare, percorre via Panoramica e via Casonetto, zone densamente abitate e particolarmente fragili sotto l’aspetto viario ed infrastrutturale. La “Fenadora-Anzù” manca quindi di uno sbocco verso est che consenta di togliere dalla città l’elevato flusso di traffico.

Nel 2002 l’Amministrazione Comunale di Feltre accolse, su sollecitazione dei cittadini, l’ipotesi di prolungamento della superstrada attraverso la realizzazione di un tunnel sotto il monte Telva e inserì il tracciato nel Piano di Assetto del Territorio. Il progetto preliminare consiste in una galleria a canna unica di lunghezza pari a 3,5 kilometri, con un tunnel di servizio parallelo, innesto in località San Fermo a Villaga e uscita in zona Cincina a Nemeggio, incanalandosi nella statale che conduce alla rotatoria di Busche. Il costo dell’opera è stimato in circa 300 milioni di euro, una cifra che non è paragonabile a quelle che effettivamente potrebbero essere messe in campo di questi tempi. Il tunnel del Telva è quindi un’opera che ha scarse possibilità di essere realmente finanziata.

Il progetto, inoltre, avrà un pesante impatto sul territorio; si andranno a creare imponenti infrastrutture – innesti, svincoli, rotonde, viadotti - in una zona urbana molto delicata e già pesantemente trasformata negli ultimi anni. La popolazione della zona sarà costretta a subire ulteriori disagi: si aprirà un enorme cantiere che porterà con sé un viavai di camion e macchinari, con rumori, polveri e materiali di risulta.

Il tunnel progettato sfocia poi in un punto sostanzialmente morto perché arriva all’”imbuto” di Busche; in questo caso non si andrebbero a risolvere definitivamente i problemi di traffico, ma si rischeirebbe soltanto di spostarli altrove limitandosi a by-passare Feltre. Si tratta di una scelta che porta necessariamente ad ingenerare altre scelte successive; tradotto significa necessità di progettazioni e costi ulteriori.

Senza dimenticare che gli importi economici per queste opere, già pesantemente alti, tendono sempre a lievitare durante la realizzazione causa imprevisti, ostacoli e quindi necessità di modifiche ai progetti.
E semmai il tunnel venisse finanziato vedrebbe la luce tra un considerevole numero di anni. Ma quanto ancora dovranno attendere i tanti cittadini espasperati prima di avere una risposta concreta a queste problematiche?

Il Movimento 5 Stelle ritiene che l’unico modo per arrivare ad una soluzione certa in tempi ragionevoli sia quello di studiare la soluzione dal minor impatto possibile sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico. In questo modo, avendo un’opera realizzabile con costi minori e impatto ridotto, sarebbe teoricamente più facile giungere ad un risultato concreto.

Una proposta alternativa è già sul piatto da qualche anno. Se è vero che non vi sono soluzioni “interne” per convogliare il traffico verso la zona industriale di Villapaiera bypassando l’abitato di Anzù, allora si dovrebbe ragionare sul proseguimento della superstrada lungo la SS348 Feltrina - con un miglioramento dell’asse viario - e sulla progettazione di un ponte sospeso sul fiume Piave che, dall’abitato di Sanzan, vada a congiungersi con la strada esistente in Sinistra Piave.

Va ricordato che la Sinistra Piave, a seguito di alcuni importanti interventi in materia di viabilità, sta diventando la strada portante della viabilità in Valbelluna, asse di collegamento strategico fra il bellunese e il trevigiano.

Un ponte sul Piave all’altezza di Sanzan può rappresentare il collegamento completo est-ovest della superstrada della Valbelluna con la Valsugana. In una visione complessiva del sistema viario provinciale, la soluzione più razionale ed intelligente è quella di proseguire in questa direzione.

Rilevato che nel corso degli ultimi anni si sono susseguite diverse ed importanti modifiche alla viabilità provinciale, sarebbe auspicabile ed opportuno che le nuove progettualità stradali, come appunto il prolungamento della Fenadora-Anzù, siano riviste in virtù dello scenario in cui ci si ritrova ad amministrare.

Se invece si vuole insistere con il traforo del telva riteniamo che, alla lunga, non si andrà da nessuna parte. È’ assurdo continuare a pensare che il tunnel, prima o poi, si possa fare. 

E’ paradossale poi che un’ Amministrazione comunale che si erge a tutela del territorio, dei Beni Comuni e della mobilità sostenibile possa accettare un simile progetto. Si dimostrerebbe politicamente in contraddizione e culturalmente darebbe un pessimo segnale ai cittadini.

Per questo chiediamo una forte assunzione di responsabilità politica per cambiare il progetto, nonché il tracciato, del prolungamento della Fenadora-Anzù.


martedì 11 novembre 2014

Domanda di attualità sulla gestione dello stadio del ghiaccio e sulle tariffe orarie


Alcune settimane fa i Red Muss Feltre, società sportiva di Hockey amatoriale che da dieci anni si allena sulla pista del Palaghiaccio di Feltre una volta a settimana, ha annunciato la propria dipartita dalla struttura a causa dell’elevato costo orario richiesto dal gestore, la Cooperativa Feltreghiaccio.

A settembre 2011 la società pagava 65 euro + IVA per ogni ora del ghiaccio. Nel giro di un anno la Cooperativa ha aumentato la tariffa portandola a 120 euro + IVA; la quota è raddoppiata in meno di un anno senza alcun miglioramento del servizio ed è il doppio rispetto alla quota pagata dalle società iscritte alla FISG che invece pagano dai 38 ai 60 euro all’ora + IVA.

Nella scorsa stagione i Red Muss sono riusciti ad allenarsi pur sottostando alle tariffe richieste dalla cooperativa, puntualmente pagate con un importante sforzo economico. Quest’anno avevano richiesto di abbassare la quota, ma la risposta è stata secca: o così o qui non giocate. E ad oggi infatti i Red Muss non giocano più al Palaghiaccio di Feltre.
Va ricordato che, per venire incontro alle richieste dei gestori, lo scorso anno i Red Muss si sono costituiti ufficialmente come società, ma le tariffe di quest’anno sono state riconfermate tale e quali, e non sono state abbassate per renderle più simili a quelle degli altri.
La società aveva anche dato disponibilità a tesserarsi alla FISG (attualmente è tesserata AICS) allineandosi così alle altre società per poter pagare meno, ma nessuno ha assicurato che in quel caso avrebbe ricevuto lo stesso trattamento degli altri.

A tutto questo vanno aggiunte anche le pesanti condizioni imposte per l’utilizzo della struttura, fra cui l’obbligo di andarsene mezzora dopo la fine dell’allenamento, l’impossibilità di organizzare qualcosa sulla pista da ghiaccio (come una premiazione sui pattini o le foto di rito) poiché appena scattano le 22.30 entra la rolba sul ghiaccio, l’impossibilità di invitare altri amatori a giocare perché, oltre ai 15 atleti in più consentiti, e oltre al costo orario del ghiaccio, si dovrebbero aggiungere 7 euro in più per ciascun giocatore, etc.. Nessun’altro Palaghiaccio costringe le squadre a sottostare a simili condizioni, delle quali anche l’Amministrazione comunale è stata portata a conoscenza circa due anni fa.

I Red Muss chiedevano soltanto di poter pagare il giusto e non, invece, cifre esorbitanti e fuori da qualsiasi legge di mercato, anche rispetto ai prezzi rilevati negli altri palaghiacci del Triveneto.

Ad Asiago e Claut si paga 70/85 euro all’ora + IVA; a Courmayeur e Malè 95-100 euro all’ora + IVA con sconto di 15-20 euro per le squadre che garantiscono una continuità per tutta la stagione; Selva di Val Gardena dai 60 ai 110 euro all’ora + IVA a seconda del periodo e delle ore, ma sempre con uno sconto di 15-20 euro all’ora;  Merano e Cortina siamo a 118 e 120 euro all’ora + IVA , ma anche qui c’è una scontistica speciale di circa 20 euro per le squadre costanti e di “tradizione”.

Altrove i palaghiacci accolgono a braccia aperte queste società, perché a Feltre sembra non essere così? Si sta dando un’immagine positiva di questa struttura che - va ricordato – è di proprietà comunale e che è di fondamentale importanza per l’intero comprensorio feltrino? E’ questo il modo con il quale far crescere un palaghiaccio? Con una gestione che preferisce lasciar fuori una squadra amatoriale piuttosto che accoglierla abbassando le quote? Con una gestione che preferisce lasciare le ore vuote anziché avere degli introiti? E’ questa una gestione che porta alla crescita della struttura o che invece, in questo modo, la mette in cattiva luce, genera pubblicità negativa e allontana le persone?
Si chiede pubblicamente cosa ne pensa l’Amministrazione comunale.

Il sindaco e l’assessore hanno parlato più volte con i gestori della struttura, ma nulla è cambiato. È possibile che su un bene pubblico qual’è il Palaghiaccio, costruito e pagato con i soldi della collettività, il comune non abbia alcuna voce in capitolo?

La squadra amatoriale di hockey Red Muss
Va ricordato che il comune di Feltre versa ogni anno circa 100mila euro come contributo alla cooperativa; si fa presente poi che nel contratto di gestione della struttura, all’articolo 8, si dice che la Cooperativa deve compiere ogni operazione che possa permettere “il più ampio godimento ed utilizzo degli impianti”. Riteniamo che la situazione creatasi stia andando esattamente nel senso opposto.

Siamo convinti che il palaghiaccio vada gestito con capacità e intraprendenza, poiché deve essere un ritrovo per tutta la comunità, fruibile da tutti gli amanti e praticanti dello sport sul ghiaccio e non, un luogo accessibile a tutti e a costi ragionevoli; non può essere ridotto a struttura per soli abbienti.

Si sottolinea, infine, che con la dipartita dei Red Muss, abbiamo perso l’occasione di portare qui una volta a settimana una trentina di persone - e forse più - che venivano dalle province di Belluno, Treviso e Vicenza per allenarsi e giocare qui, creando anche un piccolo indotto nei dopopartita, andando i centro, nei bar e nei locali di Feltre che da questo potevano trarne qualche beneficio. Ora non sarà più così.


È un’altra piccola perdita per la nostra Città.

Riccardo Sartor
Consigliere Comunale Portavoce
Movimento 5 Stelle Feltre

In risposta alla nostra interpellanza, l'Assessore allo sport ha evidenziato come l'Amministrazione abbia cercato di mediare fra la Cooperativa Feltreghiaccio e l'associazione sportiva, senza però riuscire ad ottenere il risultato auspicato. Ha ricordato che, da contratto, la Cooperativa gode di massima autonomia nella gestione della struttura sportiva e che il Comune non ha voce in capitolo sulle tariffe. Si è comunque sottolineato il trattamento "poco a favore dello sport" riservato dalla cooperativa all'associazione sportiva.