giovedì 7 agosto 2014

TASI, è stangata per famiglie numerose e aumenti per rendite catastali medie rispetto all’Imu


Duro il commento del Movimento 5 Stelle di Feltre:  “Tassa iniqua a causa di scelte perverse del governo nazionale”

Sulla carta viene istituita per coprire i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, manutenzione stradale, anagrafe etc), ma nella pratica serve a rimpiazzare il gettito dell’ex-Imu prima casa, che quindi sopravvive con un acronimo diverso. Inizia così il duro commento del Movimento 5 Stelle di Feltre sulla TASI, le cui aliquote saranno discusse e approvate nella seduta odierna del Consiglio Comunale.

«Rispetto all’anno scorso si paga, e si paga anche più di prima. Se nel 2013 i cittadini erano stati esonerati dal pagamento dell’Imu prima casa perché compensata dai versamenti dello Stato ai Comuni (i contribuenti avevano pagato infatti solo la cosiddetta “mini-Imu”), quest’anno con la TASI la maggior parte dei contribuenti dovrà pagare un conto più salato rispetto all’Imu, una vera beffa» esordisce Riccardo Sartor, portavoce del Movimento 5 Stelle che in queste settimane ha analizzato attentamente la nuova tassa.

Riccardo Sartor, portavoce M5S
Va ricordato che la vecchia IMU prevedeva una detrazione fissa di 200 euro per ogni immobile e di 50 euro per ciascun figlio a carico sotto i 26 anni: questo meccanismo serviva ad alleviare notevolmente l’impatto sulle famiglie, in alcuni casi perfino annullandolo.  Con la TASI, laddove immesse, le detrazioni sono inferiori a quelle che si pagavano precedentemente con l'Imu e pertanto «ci saranno brutte sorprese per i contribuenti e il nostro comune, purtroppo, non farà eccezione».

La TASI colpirà in particolar modo le famiglie più numerose e quelle con rendita catastale media (in particolare fra i 400 e i 600 euro); quest’ultima rappresenta la maggior parte del parco abitativo sul quale si trasferirà il carico della nuova TASI. Tutte le famiglie con una rendita catastale inferiore a 800 euro pagheranno di più rispetto alla vecchia Imu, ad eccezione delle rendite sotto ai 260 euro che, con le detrazioni previste dall’Amministrazione, saranno esentate dal pagamento».

Calcolatrice alla mano, il Movimento snocciola tutta una serie di dati: «Chi ha una rendita catastale di 350 euro pagava, di Imu, senza figli, 82 euro. Di Tasi ora ne paga 94. Con rendita a 450 si passa dai 163 euro di Imu ai 179 di Tasi, mentre con rendita 550 da 243 euro a 304 euro. Queste differenze aumentano notevolmente in presenza di figli a carico. Una famiglia media con rendita catastale di 450 euro, che quindi dovrà corrispondere 179 euro di Tasi,  con l’Imu pagava 113 euro con un figlio a carico e 63 euro con due figli a carico (cioè tre volte di meno della Tasi!) Per le famiglie molto numerose, con 3 o 4 figli a carico, e rendita catastale sotto i 500 euro, il salasso sarà ancora maggiore; in qualche caso alcune famiglie che prima non pagavano l’Imu grazie alle detrazioni per i figli potrebbero vedersi costrette a pagare una Tasi molto elevata.

Alla faccia di chi, come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, diceva “State tranquilli e sereni, che gli italiani con la Tasi pagheranno meno”.

«Il paradosso è che, quanto più cresce la rendita, meno salata diventa la TASI in confronto con l’IMU, infatti per le rendite catastali oltre gli 800 euro la Tasi diventa conveniente rispetto all’Imu: una casa con rendita catastale di  1.000 euro ad esempio pagava quasi 606 euro di IMU, mentre con la TASI pagherà 554 euro. Questo effetto è dovuto alla natura stessa della TASI che non è equa e che va favorire i grandi patrimoni sulle prime abitazioni. Per assurdo, la tanto detestata Imu presentava maggiore equità rispetto alla Tasi».

«Una proposta più equa sarebbe stata quella di legare le detrazioni all’effettiva capacità contributiva delle famiglie, ma ci è stato detto che attualmente non è praticabile perché non vi sarebbe alcuna garanzia sulle coperture. Bisogna costruire una base dati dei redditi familiari per potervi poi applicare detrazioni più eque il prossimo anno» auspica il consigliere pentastellato.

«È vero che l’Amministrazione non aumenta le tasse e mantiene lo stesso carico fiscale dello scorso anno, ma è altrettanto vero che la maggior parte dei cittadini pagherà di più rispetto al 2012 e quindi la TASI sarà un ulteriore aggravio per le famiglie» precisa Sartor, che si scaglia duramente contro le scelte del governo nazionale.

«Va ricordato ai cittadini che tutto questo ha una chiara e precisa responsabilità politica del governo delle cosiddette “larghe intese”. L’ex presidente del Consiglio Letta ha sostituito l’IMU con la TASI per assecondare la promessa di Berlusconi (“cancelleremo la tassa sulla prima casa”), mentre l’attuale premier Renzi ha mantenuto questa tassa tale e quale e, anzi, ha dato la possibilità ai comuni di aumentarne le aliquote, scaricando di fatto la responsabilità sugli amministratori locali, chiamati nuovamente a fare i gabellieri a causa delle scelte perverse del governo. Questo va sottolineato e rimarcato, per far capire ai cittadini dove stia l’origine dei problemi di tanti Comuni Italiani».

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