lunedì 25 agosto 2014

Il servizio civico non decolla. Sartor e Zallot: “Regolamento ostativo, va modificato”

Il regolamento per l'impiego di cittadini volontari nei servizi comunali sembra proprio non voler decollare. Se negli altri Comuni, da Treviso e Belluno, è un susseguirsi di iniziative che vedono i cittadini svolgere piccoli lavoretti per la collettività (sfalcio dell’erba nelle aree pubbliche, pulizia di parchi cittadini, bonifica di aree degradate, sistemazione di steccati e panchine, etc), a Feltre tutto è fermo al palo.

A riportare il tema al centro del dibattito sono i consiglieri di minoranza Riccardo Sartor (Movimento 5 Stelle) e Giulio Zallot (L'Altra Feltre), che hanno presentato un’interrogazione per il prossimo Consiglio Comunale. I due consiglieri chiamano in causa il regolamento approvato dal Consiglio Comunale meno di un anno fa ed in particolare le modalità di accesso al servizio; va ricordato, infatti, che lo svolgimento delle varie attività previste nel regolamento è consentito ai cittadini solo se costituiti in Associazioni o Comitati riconosciuti, e non al singolo cittadino.

«L'avevamo già sottolineato in Consiglio Comunale. Oggi i nostri timori si dimostrano fondati: obbligare un cittadino ad iscriversi in un apposito comitato per poter eseguire qualche lavoretto è controproducente. In altri Comuni l’accesso al servizio è consentito anche ai singoli volontari. Perché noi vogliamo andare in direzione opposta? Consentire ai volontari di fare qualche lavoretto non può diventare una corsa ad ostacoli» spiegano i consiglieri.

«Ci eravamo promessi di sperimentarlo sul campo e di rivederlo qualora si fossero riscontrate delle difficoltà nella sua applicazione; riteniamo che il regolamento approvato non stia funzionando, anzi risulti ostativo e rappresenti un freno allo slancio dei cittadini. Pertanto chiediamo che venga modificato. Inoltre invitiamo all’Amministrazione a stipulare un'apposita polizza assicurativa a copertura dei volontari durante lo svolgimento di queste attività ».

Un tentativo per “ovviare” alla rigidità del regolamento era stato fatto con la costituzione, lo scorso maggio, nell'ambito dei laboratori di cittadinanza, del comitato “Far par Feltre”, che subito si era occupato di distribuire il materiale per la raccolta porta a porta nelle frazioni alte della città. Dopo questa prima attività, però, non ve ne sono seguite altre.

Nell’interrogazione i consiglieri di minoranza sottolineano infine la « scarsa propensione dell’Amministrazione Comunale nel promuovere ed incentivare forme di volontariato attivo e di collaborazione fra Comune e cittadini al fine di riappropriarsi della cura del proprio territorio. Abbiamo più volte sollecitato la realizzazione di iniziative in tal senso (giornate ecologiche di pulizia, progetti con le scuole e con gli studenti, proposte di “adozione” di aree verdi da parte di ditte e/o associazioni per la relativa manutenzione…) ma non abbiamo visto ancora nulla». Da qui l’invito a trasformare le parole in azioni concrete. Poi dipenderà dai cittadini e dalla loro voglia di mettere a disposizione gratuitamente un po’ del loro tempo libero a servizio della comunità.

mercoledì 20 agosto 2014

A quando l'archivio on-line delle registrazioni video del Consiglio Comunale?


Ci era stato promesso (qui la risposta dell'Assessore, pag.2) che a partire da maggio l'Amministrazione comunale avrebbe attivato il servizio di archiviazione e consultazione online dei video delle sedute del Consiglio Comunale (attualmente, infatti, è prevista la sola diretta streaming). Sono passati 4 mesi dalla nostra ultima sollecitazione (quasi due anni dalla nostra prima richiesta) e ancora non abbiamo visto nulla... quanto dovremo ancora aspettare?

giovedì 7 agosto 2014

TASI, è stangata per famiglie numerose e aumenti per rendite catastali medie rispetto all’Imu


Duro il commento del Movimento 5 Stelle di Feltre:  “Tassa iniqua a causa di scelte perverse del governo nazionale”

Sulla carta viene istituita per coprire i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, manutenzione stradale, anagrafe etc), ma nella pratica serve a rimpiazzare il gettito dell’ex-Imu prima casa, che quindi sopravvive con un acronimo diverso. Inizia così il duro commento del Movimento 5 Stelle di Feltre sulla TASI, le cui aliquote saranno discusse e approvate nella seduta odierna del Consiglio Comunale.

«Rispetto all’anno scorso si paga, e si paga anche più di prima. Se nel 2013 i cittadini erano stati esonerati dal pagamento dell’Imu prima casa perché compensata dai versamenti dello Stato ai Comuni (i contribuenti avevano pagato infatti solo la cosiddetta “mini-Imu”), quest’anno con la TASI la maggior parte dei contribuenti dovrà pagare un conto più salato rispetto all’Imu, una vera beffa» esordisce Riccardo Sartor, portavoce del Movimento 5 Stelle che in queste settimane ha analizzato attentamente la nuova tassa.

Riccardo Sartor, portavoce M5S
Va ricordato che la vecchia IMU prevedeva una detrazione fissa di 200 euro per ogni immobile e di 50 euro per ciascun figlio a carico sotto i 26 anni: questo meccanismo serviva ad alleviare notevolmente l’impatto sulle famiglie, in alcuni casi perfino annullandolo.  Con la TASI, laddove immesse, le detrazioni sono inferiori a quelle che si pagavano precedentemente con l'Imu e pertanto «ci saranno brutte sorprese per i contribuenti e il nostro comune, purtroppo, non farà eccezione».

La TASI colpirà in particolar modo le famiglie più numerose e quelle con rendita catastale media (in particolare fra i 400 e i 600 euro); quest’ultima rappresenta la maggior parte del parco abitativo sul quale si trasferirà il carico della nuova TASI. Tutte le famiglie con una rendita catastale inferiore a 800 euro pagheranno di più rispetto alla vecchia Imu, ad eccezione delle rendite sotto ai 260 euro che, con le detrazioni previste dall’Amministrazione, saranno esentate dal pagamento».

Calcolatrice alla mano, il Movimento snocciola tutta una serie di dati: «Chi ha una rendita catastale di 350 euro pagava, di Imu, senza figli, 82 euro. Di Tasi ora ne paga 94. Con rendita a 450 si passa dai 163 euro di Imu ai 179 di Tasi, mentre con rendita 550 da 243 euro a 304 euro. Queste differenze aumentano notevolmente in presenza di figli a carico. Una famiglia media con rendita catastale di 450 euro, che quindi dovrà corrispondere 179 euro di Tasi,  con l’Imu pagava 113 euro con un figlio a carico e 63 euro con due figli a carico (cioè tre volte di meno della Tasi!) Per le famiglie molto numerose, con 3 o 4 figli a carico, e rendita catastale sotto i 500 euro, il salasso sarà ancora maggiore; in qualche caso alcune famiglie che prima non pagavano l’Imu grazie alle detrazioni per i figli potrebbero vedersi costrette a pagare una Tasi molto elevata.

Alla faccia di chi, come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, diceva “State tranquilli e sereni, che gli italiani con la Tasi pagheranno meno”.

«Il paradosso è che, quanto più cresce la rendita, meno salata diventa la TASI in confronto con l’IMU, infatti per le rendite catastali oltre gli 800 euro la Tasi diventa conveniente rispetto all’Imu: una casa con rendita catastale di  1.000 euro ad esempio pagava quasi 606 euro di IMU, mentre con la TASI pagherà 554 euro. Questo effetto è dovuto alla natura stessa della TASI che non è equa e che va favorire i grandi patrimoni sulle prime abitazioni. Per assurdo, la tanto detestata Imu presentava maggiore equità rispetto alla Tasi».

«Una proposta più equa sarebbe stata quella di legare le detrazioni all’effettiva capacità contributiva delle famiglie, ma ci è stato detto che attualmente non è praticabile perché non vi sarebbe alcuna garanzia sulle coperture. Bisogna costruire una base dati dei redditi familiari per potervi poi applicare detrazioni più eque il prossimo anno» auspica il consigliere pentastellato.

«È vero che l’Amministrazione non aumenta le tasse e mantiene lo stesso carico fiscale dello scorso anno, ma è altrettanto vero che la maggior parte dei cittadini pagherà di più rispetto al 2012 e quindi la TASI sarà un ulteriore aggravio per le famiglie» precisa Sartor, che si scaglia duramente contro le scelte del governo nazionale.

«Va ricordato ai cittadini che tutto questo ha una chiara e precisa responsabilità politica del governo delle cosiddette “larghe intese”. L’ex presidente del Consiglio Letta ha sostituito l’IMU con la TASI per assecondare la promessa di Berlusconi (“cancelleremo la tassa sulla prima casa”), mentre l’attuale premier Renzi ha mantenuto questa tassa tale e quale e, anzi, ha dato la possibilità ai comuni di aumentarne le aliquote, scaricando di fatto la responsabilità sugli amministratori locali, chiamati nuovamente a fare i gabellieri a causa delle scelte perverse del governo. Questo va sottolineato e rimarcato, per far capire ai cittadini dove stia l’origine dei problemi di tanti Comuni Italiani».