sabato 19 aprile 2014

Il M5S propone il Bilancio Partecipativo

Nell’ottica di promuovere pratiche amministrative sempre più ispirate alla democrazia partecipativa, il Movimento 5 Stelle di Feltre ha presentato una mozione da discutere in Consiglio Comunale per impegnare la giunta ad introdurre il Bilancio Partecipativo.

«Si tratta di un procedimento attraverso il quale la popolazione, individualmente e attraverso le proprie forme di aggregazione sociale, è chiamata a stabilire le modalità di assegnazione di una parte delle risorse a disposizione dell'ente comunale» spiega il portavoce Riccardo Sartor. «Il bilancio partecipativo è un contributo alla trasparenza, alla partecipazione e alla cooperazione dei cittadini nelle politiche e nelle scelte della propria Amministrazione. In Italia molti Comuni lo hanno introdotto come meccanismo di redazione di una parte del Bilancio di Previsione».

«Siamo comunque consapevoli che la carenza di risorse dell’ente limiterà, di fatto, un’efficace applicazione di questo strumento» sottolinea Sartor. «Per decidere come destinare i pezzetti di torta, infatti, serve la torta».

Il Bilancio Partecipativo è stato sperimentato nel 1989 per la prima volta a Porto Alegre, si è diffuso rapidamente in America Latina, in Europa; in Italia ha fatto il proprio ingresso principalmente dopo il I° Social Forum Mondiale svoltosi proprio a Porto Alegre; oggi viene fortemente promosso e praticato anche in grandi città americane come New York e Chicago. Nel 1996 è stato riconosciuto dall’ONU come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo ed oggi viene promossa da altri istituzioni internazionali come la World Bank.

A mero titolo esemplificativo si presenta di seguito un breve riassunto delle principali fasi del processo, così come è stato applicato in altri Comuni:

a) condivisione del progetto del Bilancio Partecipativo: informazione/formazione per coinvolgere i cittadini ;

b) emersione dei bisogni: realizzazione di assemblee con i cittadini e possibilità da parte loro di rivolgere domande, segnalare problemi e proporre idee e progetti, anche attraverso strumenti di rilevamento alternativi e piattaforme informatiche;

c) fase deliberativa: dei cittadini delegati si incontrano per conoscere le esigenze emerse, per studiarle e trasformarle in potenziali interventi concreti, e trasmetterle quindi agli uffici tecnici per una loro valutazione;

d) verifica di fattibilità: i tecnici valutano la fattibilità delle proposte ricevute aiutando i cittadini ad effettuare  una stima dei costi e, se possibile, fornendo i tempi necessari per l'attuazione;

e) scelta di priorità: le informazioni derivanti dallo studio di fattibilità vengono comunicate ed i cittadini sono chiamati ad esprimere la propria preferenza tra le proposte che hanno superato la verifica di fattibilità;

f) griglia delle priorità: si costruisce una griglia di priorità in base all'esito della votazione;

g) Bilancio di Previsione: le proposte votate come prioritarie vengono inserite nel Bilancio Previsionale dell'anno successivo.

giovedì 17 aprile 2014

Mercatino dei sapori durante la Mostra dell'Artigianato, il M5S presenta un'interrogazione

Recentemente sulla stampa locale si è tornati a parlare del mercatino dei sapori legato alla Mostra dell’Artigianato e del braccio di ferro fra una cooperativa di ambulanti, il Comune di Feltre e indirettamente il comitato organizzatore della mostra. Questa cooperativa da tre anni tenta invano di farsi assegnare dal Comune l’occupazione di suolo pubblico fra Largo Castaldi e via Roma; lo strappo risale al 2010 di fronte alla decisione del comitato organizzatore di aumentare notevolmente la tariffa per un gazebo espositivo.

Il 17 febbraio 2014 è intervenuto il Difensore Civico che ha intimato il Sindaco di accogliere la cooperativa per l’edizione 2014 della Mostra e quindi concedere l’occupazione di suolo pubblico. A cascata, poi, il difensore ha mosso una serie di rilievi sulla gestione pregressa degli spazi espositivi, chiedendo giustificazioni all’Amministrazione comunale. Nella lettera che il difensore civico ha spedito al primo cittadino si afferma che “il comitato organizzatore della Mostra opererebbe secondo un Regolamento generale che non sarebbe stato approvato dal consiglio comunale”, contenenti clausole ritenute vessatorie contrarie al codice civile e quindi potenzialmente illegittimo.

A tal proposito si cita testualmente l’intervista che il difensore civico ha rilasciato agli organi di stampa, in cui afferma: “In pratica chi firma la scheda di adesione, firma una sorta di cambiale in bianco al comitato, che opera per nome e per conto del comune, che dunque avrebbe dovuto controllare ed esprimersi comunque con un voto in consiglio comunale”. Secondo il difensore civico, quindi, gli spazi della Mostra esterni al centro storico, in un’area non soggetta al pagamento del biglietto d’ingresso, negli ultimi quattro anni non sarebbero stati gestiti correttamente dalle amministrazioni Vaccari e Perenzin che si sono succedute.

Sembra infatti necessaria l’approvazione di un regolamento - che ottemperi alla normativa della legge regionale - in cui l’amministrazione comunale stabilisca i criteri di assegnazione/esclusione, nonché di formulazione di eventuali graduatorie, degli spazi pubblici dati in concessione per la realizzazione dei mercatini.

Si ricorda che la cooperativa - in caso di un’ulteriore diniego da parte del Comune - è pronta a presentare anche un ricorso al TAR, quindi con possibili ripercussioni sull’Ente e sulla manifestazione stessa.

Pertanto abbiamo presentato un'interrogazione per il prossimo Consiglio Comunale per chiedere al Sindaco quale sia la posizione dell’Amministrazione Comunale a seguito di quanto sostenuto dal difensore civico, e se intenda risolvere definitivamente questa vicenda adottando criteri di trasparenza e imparzialità, affinché la stessa situazione non si possa più ripresentare in futuro.

domenica 6 aprile 2014

Raccolta differenziata, le preoccupazioni del M5S sul sistema ibrido della plastica

Il Movimento 5 Stelle di Feltre, da sempre molto attento alle politiche di gestione dei rifiuti, torna sul tema della raccolta differenziata dopo le ultime scelte operate dall’Amministrazione comunale relative all’acquisto di un nuovo automezzo compattatore e di 210 nuove campane per la raccolta stradale come quelle già presenti nel territorio (per un investimento complessivo di circa 680.000,00 Euro) e contemporaneamente alla sperimentazione di un sistema porta a porta per gli Imballaggi in Plastica e Lattine (IPL) solo nelle frazioni più alte del Comune.

Un sistema di raccolta, quello degli IPL, che quindi diventerà ibrido (porta a porta nelle frazioni più alte, campane stradali nel resto della città) ma che nutre qualche perplessità nei 5 Stelle.

«Ci auguriamo davvero che questa sperimentazione possa funzionare, ma dobbiamo essere consapevoli che l’iniziativa potrebbe anche rivelarsi un insuccesso. Il rischio concreto infatti è che i cittadini, soprattutto quelli che dalle frazioni scendono con maggiore frequenza in città, continuino a conferire gli IPL nelle prime campane stradali disponibili, e che quindi con il porta a porta si raccolga ben poco» precisa il Movimento.

Questo perché «un sistema a macchia di leopardo è rischioso. Cassonetti stradali e porta a porta sulla stessa tipologia di materiale, in un comune come quello di Feltre, sono sistemi in conflitto fra di loro».

«Ma se anche il sistema funzionasse – e questo è comunque l’auspicio dei 5 Stelle - la qualità degli IPL sarebbe potenzialmente migliore (poiché questo consente il porta a porta) solo in quelle frazioni e non nel resto della città. Risulta quindi necessario ragionare ulteriormente sul miglioramento generale della qualità della frazione IPL».

A tal proposito si ricorda infatti che le impurità riscontrate nella plastica raccolta dai cassonetti stradali restano a livelli preoccupanti (spesso fra il 25% e il 30%, cioè un quarto e talvolta un terzo di quanto raccolto!), inficiandone la qualità e quindi comportando minori entrate per l’Ente derivanti dalla vendita del materiale ai centri di riciclo. Dati allarmanti se paragonati a quelli degli altri comuni della Comunità Montana Feltrina, dove lo scarto è quasi sempre inferiore al 4,5% grazie ad un sistema porta a porta applicato su tutto il territorio dei vari municipi.

Il Movimento 5 Stelle avrebbe quindi preferito un porta a porta degli IPL esteso a tutto il Comune di Feltre, che però avrebbe causato conseguentemente l’inutilizzo delle campane della plastica noleggiate dalla precedente amministrazione sino al 2015, e il sottoutilizzo del camion compattatore, acquistato con un leasing che durerà fino al 2017.

Il Movimento non nasconde invece il proprio disappunto per l’investimento nelle campane e nel camion nuovi: «i cassonetti e la macchina compattatrice della Nord Engineering dispongono di brevetti specifici per lo svuotamento delle campane; se adesso si acquistano 210 nuove campane e un altro mezzo, ci vincoleremo ulteriormente a questo sistema per diversi anni ancora, e cambiarlo risulterà sempre più difficile. Anche perchè sarà sempre più faticoso, in futuro, rivendere tutte queste attrezzature, perché chi oggi vuole migliorare la raccolta differenziata punta su sistemi porta a porta, e non più sulla raccolta stradale».

A questo si aggiunge infine la decisione di non aderire al nuovo bando di gara della CMF per la raccolta della carta e degli IPL, dove «ancora una volta Feltre dimostra un atteggiamento di mancata condivisione delle scelte con la Comunità Montana Feltrina» sottolineano i 5 Stelle. «Risulterebbe invece necessario intraprendere scelte territoriali condivise e politiche comuni, anche perchè in futuro ne sarà interessata anche tutta la provincia di Belluno che, con la recente Legge regionale 52, viene considerata Ambito Territoriale Omogeneo per la gestione dei rifiuti». 

giovedì 3 aprile 2014

Regolamento volontari, giunta in ritardo. M5S: "Dopo sei mesi, ancora nulla"

Sono passati 6 mesi dall’approvazione del regolamento sull’impiego di cittadini volontari nei servizi e nelle strutture del comune di Feltre. Durante la discussione in consiglio comunale si sollecitava da più parti la creazione immediata di un comitato che potesse fare da intermediario fra i singoli volontari e l’Amministrazione comunale, ovviando al fatto che il servizio civico fosse accessibile solo ad organizzazioni (associazioni o comitati) pre-esistenti o costituiti ad hoc.

Ad oggi però questo non è stato ancora fatto. Il Movimento 5 Stelle, che su questa iniziativa aveva sollecitato l’Amministrazione comunale,  interviene duramente per sottolineare questo ritardo.

«È inaccettabile perdere sei mesi di tempo solo per istituire giuridicamente un comitato e trovargli un nome» attacca il portavoce dei 5 Stelle, Riccardo Sartor. «Forse l’Amministrazione crede poco in questa iniziativa.  Peccato che in altre realtà abbia avuto un notevole successo».

I 5 Stelle portano l’esempio del comune di Belluno dove sono quasi 150 le persone che si sono rese disponibili a svolgere dei lavoretti per sistemare la città, con importanti risultati che hanno visto la realizzazione di diversi i lavori di manodopera volontaria (tinteggiature, rifacimento capitelli, bonifiche, pulizia aree verdi etc). «In quel caso ai volontari è bastato iscriversi singolarmente all’Albo, senza dover passare per alcun comitato o associazione; non hanno messo alcun freno allo slancio dei cittadini. E il Comune ha predisposto un’apposita assicurazione comunale a copertura dei volontari per lo svolgimento degli interventi».

Da qui la sollecitazione dei 5 Stelle a velocizzare i tempi e agire concretamente. «La bella stagione è alle porte e la città necessita interventi di manutenzione, pulizia e decoro che spesso l’Amministrazione non riesce a garantire a causa delle ristrettezze di bilancio» sottolinea il Movimento.

«Il mondo del volontariato rappresenta un’importante risorsa, ma va promosso ed incentivato. A maggior ragione se dall’organico del comune mancano 6 dipendenti, di cui 2 per la nettezza urbana e 4 per le manutenzioni, causa impossibilità di nuove assunzioni» ricorda il portavoce.

«Questa forma di collaborazione fra Comune e cittadini» conclude Sartor «consente di coinvolgere gli abitanti dei diversi quartieri, di recuperare relazioni di cooperazione e riappropriarsi del territorio. Così come l’Amministrazione sostiene i Laboratori di Cittadinanza, altrettanto faccia concretamente per questo genere di iniziative, pratiche e materiali, e quindi sicuramente più tangibili da tutti i cittadini».