martedì 18 febbraio 2014

Il Comune aderisce al Manifesto dei Sindaci per il contrasto al gioco d'azzardo

Di seguito riportiamo l'intervento del nostro portavoce in Consiglio Comunale, Riccardo Sartor, per l'adesione del Comune di Feltre al Manifesto dei Sindaci per il contrasto al gioco d'azzardo.

"Quella contro il gioco d’azzardo e contro le slot machines è una battaglia che, come Movimento 5 Stelle, abbiamo particolarmente a cuore e lo dimostra anche l’intenso lavoro fatto in un anno dai nostri parlamentari. Qualche mese fa siamo intervenuti a livello locale manifestando il nostro pieno appoggio alla volontà dell’amministrazione di affrontare questo problema dilagante, che oramai è diventato una vera e propria piaga sociale visti i numeri preoccupanti diramati dalle aziende sanitarie.

L’Adesione al Manifesto dei Sindaci è sicuramente un passo importante e fondamentale per un comune che quotidianamente si raffronta con la tragica realtà legata all’uso e soprattutto all’abuso del gioco d’azzardo. Sono quotidiane le scene di gente incallita che divora “gratta e vinci”, che gioca sistematicamente al lotto, che passa ore e talvolta intere giornate dinnanzi alle macchinette mangiasoldi.  In questo momento di difficoltà economica il gioco viene visto come un miraggio, una falsa opportunità, per cercare una facile via d'uscita tentando la fortuna, ma peggiora di fatto la situazione economica di ciascun individuo.

Il gioco d’azzardo è la terza industria in Italia, con una spesa pro-capite di 500 euro a persona, tanto da classificarla come la nazione che spende di più al mondo in gioco d’azzardo.  È un modo con cui lo Stato si arricchisce a danno dei cittadini, ignari delle conseguenze, perchè tali dipendenze si traducono molto spesso in veri e propri drammi sociali ed umani a carico poi di tutta la comunità.
I comuni purtroppo possono fare ben poco per arginare questo fenomeno perché non hanno né gli  strumenti ne l’autorità per intervenire.

Ma se da un lato i Comuni vorrebbero frenare questo fenomeno, dall’altro lato lo Stato agisce in maniera diametralmente opposta

E’ bene sottolineare e ricordare la gravità di quanto accaduto il 19 dicembre 2013 in Senato, dove è stato votato da 140 senatori appartenenti alle liste del NCD, PD e Scelta Civica un emendamento che tagliava i fondi per le Regioni e i Comuni che si opponevano alle slot machine e al gioco d'azzardo. Denunciato dai parlamentari del Movimento 5  Stelle, l’emendamento è stato poi cancellato in seguito alle forti proteste da parte della società civile e dell’opinione pubblica. È lecito chiedersi come quei 140 senatori della Repubblica (e soprattutto quelli che, a parole, si dichiarano contro il gioco d’azzardo) abbiano potuto approvare il testo. Non l’avevano letto o forse più semplicemente era stato diramato l’ordine di votarlo?

Un altro esempio dell’atteggiamento dello Stato è il condono ai concessionari di slot machines, dove per risolvere i contenziosi erariali con le concessionarie del gioco d’azzardo si è passati da 98 miliardi di euro, prima a 2,5 miliardi e successivamente ad un misero 25%, scendendo quindi a 500 milioni (le le società del gioco d’azzardo ringraziano sentitamente).
Riccardo Sartor, portavoce del Movimento 5 Stelle
in Consiglio Comunale a Feltre, con il fazzoletto bianco
legato al polso
per il ripristino della democrazia
e contro l'uso della ghigliottina parlamentare
per imbavagliare le opposizioni
Non sarà poi un caso che il nostro (ormai ex) Presidente del Consiglio Enrico Letta abbia ricevuto sovvenzioni proprio da parte delle lobby del gioco (e in particolare, un finanziamento personale e uno alla sua fondazione Vedrò).
 
Ci sarebbe quindi molto da ridire sull’atteggiamento controverso e schizofrenico di certi partiti.
Crediamo che, dopo l’adesione a questo Manifesto, a maggior ragione sia necessario lavorare sia nell'ottica di un incoraggiamento nei confronti degli esercenti che decidono di non porre all'interno dei loro negozi slot machine e altri apparecchi per il gioco d'azzardo, sia nell'ottica di un'educazione culturale, con la collaborazione delle associazioni competenti, che riguardi principalmente la fascia adolescenziale e quella anziana della popolazione, che risultano essere quelle maggiormente interessate dal fenomeno. 

Rilanciamo anche l’idea dell’apposito contrassegno identificativo “no-slot” per quei locali della città che decidono di non installare le slot machines; si tratta di un’iniziativa già adottata con successo in altri comuni italiani che contribuisce a sensibilizzare esercenti e cittadini su questa importante problematica".

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