martedì 10 dicembre 2013

Gattile, i 5 Stelle si rivolgono ai Sindaci

Una giornata di sensibilizzazione
organizzata dall'Associazione
Dopo essersi confrontati più volte con i volontari dell’associazione San Francesco ed aver incontrato pochi giorni fa anche con il Direttore Generale dell’ULSS 2, gli attivisti del Movimento 5 Stelle chiedono l’intervento dei Sindaci della Comunità Montana Feltrina sulla vicenda del “gattile” del Casonetto. Lo fanno con un corposo documento in cui illustrano dettagliatamente la vicenda «apparentemente insignificante, in realtà particolarmente delicata e spesso trascurata. Se non vi fosse l’associazione San Francesco a curare questi animali aumenterebbero i fenomeni di randagismo, le nascite incontrollate e tutti quei problemi igienico sanitari strettamente correlati» afferma Riccardo Sartor, portavoce dei 5 Stelle in Consiglio Comunale a Feltre.  Un problema che assume dimensione comprensoriale perché «tale attività risponde alle numerose esigenze che si presentano nel bellunese e in primis nella Comunità Montana Feltrina. Tutti i gatti randagi vengono portati alla colonia del Casonetto perché nessun altro comune è dotato di una simile struttura, quindi parliamo di un servizio utile all’intera comunità».

Ma c’è un altro risvolto di questa vicenda, non meno importante. Dal 2011 la San Francesco collabora con il Ministero della Giustizia, attraverso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, per il reinserimento sociale di persone coinvolte in attività criminose. «Sono soprattutto giovani che vengono a scontare la condanna con una misura alternativa, attraverso attività riparative a favore della collettività: spesso puliscono i locali e sfalciano l’erba attorno alla colonia, oppure si prendono cura degli animali, li accudiscono e li portano a spasso». Una realtà poco conosciuta che si allarga anche alle persone diversamente abili mediante progetti specifici con la Regione Veneto.

Da qui l’appello ai Sindaci affinché intraprendano le idonee iniziative per una rapida risoluzione della vicenda (all’Associazione infatti servono i finanziamenti per sgomberare la colonia del Cassonetto, che l’ULSS 2 vuole alienare, e trasferirsi in un terreno adiacente). «Le normative vigenti in materia di animali d’affezione sono chiare: i comuni individuano nel proprio territorio appositi spazi da destinare a questi animali. E dal 2010 la Regione Veneto stanzia contributi straordinari ai comuni per contrastare il randagismo. È una strada da percorrere».  L’alternativa è che i quattordici comuni si facciano carico pro-quota di qualche piccola spesa o comunque elargiscano un libero contributo, nella speranza che l’unione faccia la forza.

Alcuni attivisti del MoVimento, particolarmente sensibili alla tematica, saranno presenti anche martedì sera a Lamon ad una serata pubblica per affrontare il problema dei bocconi avvelenati che recentemente hanno causato la morte di numerosi animali d’affezione.