venerdì 25 ottobre 2013

Consiglio comunale sull’immigrazione: per il MoVimento 5 Stelle è un’inutile strumentalizzazione

Un ordine del giorno demagogico e fuori luogo. È l’amara considerazione del Movimento 5 Stelle di Feltre su quanto presentato dal consigliere di maggioranza Bellumat che chiede al consiglio comunale di esprimersi e votare per l’abolizione della legge Bossi-Fini.

«Purtroppo si tratta di un’iniziativa che non avrà alcun riscontro concreto» scrive il portavoce feltrino dei 5 Stelle, Riccardo Sartor «poiché l’organo deputato a confrontarsi su tali argomenti è il Parlamento, e non certamente il consiglio comunale di una piccola città».

«Il tema dell’immigrazione è oltremodo complesso e di difficile soluzione, anche perchè il nostro Paese da solo non può nulla senza una seria politica europea e mondiale. Questa questione va affrontata in profondità, verificando la realtà dei fatti e abbandonando completamente pregiudizi, ideologie e demagogie. Sull’immigrazione ritengo ci siano diverse questioni da conoscere e comprendere prima di lanciarsi in qualunque giudizio o proposta, come l’abolizione della Bossi-Fini».

Vista la distanza fra le varie forze politiche in tema di immigrazione, Sartor immagina anche un’accesa e lunga discussione in consiglio comunale «probabilmente senza che ciascuno di noi abbia la minima cognizione di causa sull’argomento, con una discussione impostata su toni demagogici dove alla fine l’immigrazione si risolve sempre nella bipartizione fra i buoni che vogliono accogliere tutti e i duri che invece vogliono respingerli. Non si riesce mai a parlare di contenuti concreti. Se il dibattito si limita a dire sì o no all’abolizione della Bossi-Fini, allora è lo stesso dibattito in sé a non avere senso».

La conclusione del ragionamento di Sartor è chiara: «Rischiamo solamente di perdere tempo prezioso che invece potremo spendere affrontando i veri problemi della città. Mi dispiace dirlo» continua «ma personalmente mi sembra una mossa politica di facciata che strumentalizza l'immigrazione clandestina». L’invito finale di Sartor è dunque quello di «concentrarsi sui tanti problemi della città - come il rilancio turistico, la mobilità, l’inquinamento - motivo reale per cui siamo stati eletti democraticamente in consiglio comunale».

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