giovedì 29 agosto 2013

Fondi alle scuole, 5 Stelle sollecita il Comune

Nel Decreto Legge cosiddetto “del fare” vengono stanziate
risorse da destinare all’edilizia scolastica, per sistemare e potenziare il patrimonio italiano di edifici scolastici e, in particolare, per migliorarne la sicurezza. Un tema che recentemente è stato oggetto di acceso dibattito anche in città.

Su questo tema il Movimento 5 Stelle, attraverso il suo rappresentante feltrino, ha sollecitato nei giorni scorsi l’amministrazione Perenzin: «Dobbiamo approfittare di questa opportunità e presentare tempestivamente i progetti che si ritengono prioritari nell’ambito dell’adeguamento degli edifici scolastici comunali» spiega Riccardo Sartor, consigliere dei 5 Stelle.

Sul tavolo ci sono complessivamente 450 milioni di euro (300 milioni spalmati nel triennio 2014-2016, più una tantum di 150 milioni nel 2014) da distribuire in tutto il territorio nazionale. «Cifre che non rispondono certamente all’insieme delle necessità per far fronte all’allucinante situazione dell’edilizia scolastica italiana, ma sempre meglio che niente» continua Sartor. «E’ anche un’opportunità di lavoro importante per imprese e aziende del settore edile e tecnico».

Sono gli Enti locali (Comuni e Province) a decidere quali istituti necessitano di interventi urgenti e conseguentemente ad utilizzare le risorse. Il primo passo è al 15 settembre, termine entro il quale comuni e province devono presentare alla Regione progetti immediatamente cantierabili. Le Regioni presenteranno le graduatorie entro il 15 ottobre. L’assegnazione sarà poi disposta dal Ministero dell'Istruzione il 30 ottobre. Se gli enti locali non rispettano queste date, e comunque in caso di mancato affidamento dei lavori entro il 28 febbraio 2014, i finanziamenti saranno revocati e andranno a premiare le scuole che seguono in graduatoria.
 

«Mancano quindici giorni al primo step, spero che l’amministrazione si sia già attivata in tal senso. Se non sarà rispettato questo calendario a tappe forzate si perde diritto al finanziamento; non lasciamoci sfuggire questa occasione» conclude il consigliere.

martedì 6 agosto 2013

Sempre meno trasferimenti ai Comuni. Senza i soldi dell'Imu sulla prima casa si rischia il dissesto

Ricapitoliamo. Quest’anno lo Stato lascia gli introiti dell’Imu ai comuni (fanno eccezione gli  immobili di categoria D, quelli che hanno rendita maggiore, per i quali lo Stato trattiene il 7,6 per mille) ma taglia i trasferimenti destinati agli stessi per una cifra di pari importo. Prosegue poi l’effetto della spending review con un ulteriore taglio delle erogazioni statali. Questo significa che per far fronte ai tagli i comuni sono costretti necessariamente ad aumentare la pressione fiscale nei confronti dei cittadini (alzando le aliquote Imu e Irpef) oppure a tagliare drasticamente spesa corrente e servizi (asili nido, mense scolastiche, case di riposo, etc.). 

Si conferma così una politica economica di tipo centralista portata avanti negli ultimi anni dai vari governi (prima Berlusconi, alla faccia del federalismo fiscale tanto sbandierato, poi Monti e ora Letta) che dal 2008 al 2013 ha ridotto i trasferimenti statali al comune di Feltre di oltre l'80%!!

I dati parlano molto chiaro ed evidenziano come in cinque anni lo Stato ha tagliato al comune di Feltre oltre 3 milioni e 800 mila euro di trasferimenti !!! Se nell'anno 2008 vi erano € 4.633.647,13 di trasferimenti, nel 2013 ve ne sono previsti solamente € 806.000. E' bene ricordare poi che il bilancio complessivo di un comune come Feltre si attesta intorno ai 15 milioni di euro; tagliare quattro milioni di euro in pochi anni non è cosa di poco conto !!

Questo ha comportato quindi un aumento esponenziale della pressione fiscale nei confronti dei cittadini: dal 2008 al 2013, infatti, i tributi locali nel comune di Feltre sono aumentati di circa il 168% !! (se nel 2008 erano complessivamente 3.948.135,00 euro, nel 2013 sono 10.584.000,00) senza alcun vantaggio economico per l'ente comunale tantomeno per il cittadino in termini di servizi !

Allo Stato non importa che i comuni siano alla canna del gas e che i cittadini non abbiano più un soldo per tirare a campare. L’importante è tagliare. Ce lo chiede l’Europa (dice niente il termine Fiscal Compat, che il governo Monti con l’appoggio di PD e PDL ha sottoscritto assicurandoci austerity per 20 anni?).
 
A Feltre ci sono ben 1 milione e mezzo di euro di minori trasferimenti previsti nel bilancio di previsione 2013. Un dato che presuppone il mantenimento dell’Imu sulla prima casa. Se invece l’Imu prima casa fosse abolita - e se, per assurdo, non venisse trasferito ai comuni il mancato introito - tutti i comuni italiani farebbero dissesto finanziario.

Il paese è allo sbando totale. Dobbiamo fermare questa follia quanto prima possibile. Non c'è più tempo.