martedì 11 giugno 2013

Sulla chiusura del Colotti il Comune chiede un passo indietro alla Provincia

L'Istituto Tecnico "A. Colotti"
Ieri sera il Consiglio Comunale di Feltre - in un'aula insolitamente affollata da studenti, genitori e docenti - ha approvato pressoché all'unanimità un ordine del giorno che impegna il Sindaco a ridiscutere con la Provincia la questione relativa al riordino dei plessi scolastici superiori, in attesa anche di una documentazione tecnica più dettagliata sul rischio sismico degli edifici per i quali si ipotizza la chiusura.

<<Si tratta di una decisione importante - dichiara il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Riccardo Sartor - che giunge a seguito dell'intenso dibattito di questi ultimi giorni. La mobilitazione degli studenti e la massiccia raccolta firme (tremila sottoscrizioni in pochi giorni) sono state fondamentali per arrivare a questo primo risultato. Prima di operare qualsiasi scelta è bene disporre di tutte le valutazioni oggettive necessarie, e questo si chiede alla Provincia. Con la precisazione, inoltre, che la chiusura di un edificio come quello che ospita l'istituto Colotti rappresenterebbe la perdita di un'ulteriore risorsa per la città di Feltre, destinata a diventare l’emblema, insieme alle vicine caserme dismesse, di una città in continuo decadimento>>.

Riccardo Sartor, portavoce M5S Feltre
E in tema di riorganizzazione scolastica, <<servono ragionamenti di ampio respiro; solo in questi termini è possibile adottare delle scelte strategiche per il futuro dell’istruzione scolastica del nostro territorio. Una riorganizzazione scolastica può essere condotta solo attraverso degli approfondimenti precisi che prendano in esame i diversi piani dell'offerta formativa, le strutture scolastiche e la loro ubicazione, i costi di mantenimento, il numero di studenti e di aule, la presenza di laboratori, macchinari ed attrezzature particolari, i servizi collegati alle strutture stesse, il tessuto urbano circostante, etc.. Tale ragionamento dovrebbe coinvolgere non solo gli istituti superiori, bensì anche le scuole di istruzione primaria. Non possiamo limitarci a discutere di ipotesi finalizzate ad un semplice ragionamento di risparmio economico>>.

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