domenica 30 giugno 2013

Brutte notizie per i feltrini: salgono Imu e Irpef

Sono in arrivo (ancora) brutte notizie per i cittadini di Feltre. A fine luglio si discuterà il bilancio previsionale del 2013 e la situazione economica del comune di Feltre è, a dir poco, drammatica. Si parte da un disavanzo iniziale di 1 milione 560 mila euro di cui:
- 450 mila euro in meno di trasferimenti statali (!!!)
- 600 mila euro in meno di fondi ministeriali (fondo Letta incluso)
- 80 mila euro in meno di entrate varie (parcometri, interessi e rimborsi vari)
- 170 mila euro di aggravi di spesa (manutenzioni obbligatorie non coperte da oneri di urbanizzazione)
- 140mila euro per altre maggiori spese obbligatorie
- 120mila euro per svalutazione crediti

Raschiando il fondo del barile, l'amministrazione comunale ha già tagliato 520 mila euro con risparmi di spesa per lo più sul personale, sul risparmio energetico e sul contenimento della spesa corrente. Resta però da recuperare 1 milione 40 mila euro e lo si può fare solo con l'imposizione fiscale, se non si vogliono toccare i servizi fondamentali  (asilo nido, scuole, azienda speciale). Per questo la proposta che l'amministrazione presenterà in consiglio comunale è sanguinosa per le tasche dei cittadini.


Salasso sull'Irpef, che va a incidere soprattutto sulla fascia di reddito più bassa con un'impennata, consistente e dolorosa, dallo 0.35 per cento allo 0.6. La seconda fascia balza dallo 0.5 allo 0.7 per cento, mentre le tre più alte erano già al massimo: 0.78, 0.79 e 0.80 per cento. Mantenuta però l'esenzione totale fino a 15 mila euro.

L'Imu seconda casa viene portata al massimo, cioè al 10.6 (l'anno scorso era al 10.5). La prima casa invece sarà rivista all'insù dello 0.8, passando dal 4 al 4.8 per cento.

Nel corso dell'ultima seduta del consiglio comunale - nella quale si erano discussi gli indirizzi generali di bilancio - il nostro portavoce Riccardo Sartor aveva evidenziato l'insostenibilità di questa situazione: «In un momento di enormi difficoltà economiche si andranno a penalizzare ulteriormente i feltrini. Il governo sta mettendo in crisi i comuni e sta giocando sulla pelle dei cittadini. Abbiamo raggiunto livelli che non sono più tollerabili. Non è ammissibile che per far tornare i conti degli enti ci si rivalga sui cittadini con l'aumento dell'imposizione fiscale. Non è corretto far pagare ai cittadini le conseguenze di scelte che non sono nostre ma che ci vengono dettate dall'alto. Vale la pena amministrare una città a queste condizioni?  Dove andremo di questo passo?» 

Ne discuteremo in consiglio comunale, ma c'è poco da dire: la stangata è servita.

Nessun commento:

Posta un commento