sabato 22 giugno 2013

5 Stelle al fianco dell'amministrazione comunale contro i videopoker

Il MoVimento 5 Stelle di Feltre apprende dalla stampa locale l’idea dell’Amministrazione Comunale relativa al contrasto del fenomeno legato alla dipendenza dei videopoker e delle slot machines.

 «Ne parliamo da qualche mese con il nostro gruppo. è positivo che l’argomento sia al vaglio anche dell’amministrazione comunale» commenta Riccardo Sartor, consigliere dei 5 Stelle.

Il gioco d’azzardo legalizzato sta diventando una piaga sociale ed è molto diffuso anche nel nostro territorio. In questo momento di difficoltà economica il gioco viene visto come un miraggio, una falsa opportunità, per cercare una facile via d'uscita tentando la fortuna, ma peggiora di fatto la situazione economica di ciascun individuo».

«È semplicemente un modo con cui lo Stato si arricchisce a danno dei cittadini, ignari delle conseguenze; tali dipendenze si traducono molto spesso in veri e propri drammi sociali ed umani, a carico poi di tutta la comunità. È dovere di un’amministrazione comunale cercare forme di contrasto a questo fenomeno, che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione e le spinge a stazionare diverse ore al giorno davanti alle macchinette mangiasoldi, con il rischio poi di dover contrarre debiti, finendo nel giro dell’usura e nelle reti della criminalità».

La campagna "no-slot" in un locale trentino
Sartor ricorda che «il gioco d’azzardo è la quinta industria in Italia, con una spesa pro-capite di 500 euro a persona; siamo la nazione che spende di più al mondo in gioco. Per questo la battaglia contro i videopoker è sacrosanta».

«Ci sono moltissimi comuni che hanno deciso di regolamentare, limitare e in alcuni casi addirittura vietare l’uso delle macchinette sul proprio territorio, incontrando però non poche difficoltà e spesso affrontando dure battaglie legali. Potremo valutare eventuali integrazioni al regolamento comunale che disciplina l’installazione di apparecchi da gioco».

Commento positivo alla proposta di predisporre degli sgravi fiscali per quei locali che rinunciano alle slot: «è interessante e spero sia praticabile» dice Sartor, che lancia poi un’ulteriore idea. «Un apposito contrassegno identificativo per i locali della città che decidono di non installare le slot machines; un marchio “no-slot” da esporre sulla vetrina della propria attività. Si tratta di un’iniziativa già adottata con successo in altri comuni italiani e che contribuisce a sensibilizzare esercenti e cittadini su questo tema».

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