domenica 30 giugno 2013

Brutte notizie per i feltrini: salgono Imu e Irpef

Sono in arrivo (ancora) brutte notizie per i cittadini di Feltre. A fine luglio si discuterà il bilancio previsionale del 2013 e la situazione economica del comune di Feltre è, a dir poco, drammatica. Si parte da un disavanzo iniziale di 1 milione 560 mila euro di cui:
- 450 mila euro in meno di trasferimenti statali (!!!)
- 600 mila euro in meno di fondi ministeriali (fondo Letta incluso)
- 80 mila euro in meno di entrate varie (parcometri, interessi e rimborsi vari)
- 170 mila euro di aggravi di spesa (manutenzioni obbligatorie non coperte da oneri di urbanizzazione)
- 140mila euro per altre maggiori spese obbligatorie
- 120mila euro per svalutazione crediti

Raschiando il fondo del barile, l'amministrazione comunale ha già tagliato 520 mila euro con risparmi di spesa per lo più sul personale, sul risparmio energetico e sul contenimento della spesa corrente. Resta però da recuperare 1 milione 40 mila euro e lo si può fare solo con l'imposizione fiscale, se non si vogliono toccare i servizi fondamentali  (asilo nido, scuole, azienda speciale). Per questo la proposta che l'amministrazione presenterà in consiglio comunale è sanguinosa per le tasche dei cittadini.

sabato 22 giugno 2013

5 Stelle al fianco dell'amministrazione comunale contro i videopoker

Il MoVimento 5 Stelle di Feltre apprende dalla stampa locale l’idea dell’Amministrazione Comunale relativa al contrasto del fenomeno legato alla dipendenza dei videopoker e delle slot machines.

 «Ne parliamo da qualche mese con il nostro gruppo. è positivo che l’argomento sia al vaglio anche dell’amministrazione comunale» commenta Riccardo Sartor, consigliere dei 5 Stelle.

Il gioco d’azzardo legalizzato sta diventando una piaga sociale ed è molto diffuso anche nel nostro territorio. In questo momento di difficoltà economica il gioco viene visto come un miraggio, una falsa opportunità, per cercare una facile via d'uscita tentando la fortuna, ma peggiora di fatto la situazione economica di ciascun individuo».

«È semplicemente un modo con cui lo Stato si arricchisce a danno dei cittadini, ignari delle conseguenze; tali dipendenze si traducono molto spesso in veri e propri drammi sociali ed umani, a carico poi di tutta la comunità. È dovere di un’amministrazione comunale cercare forme di contrasto a questo fenomeno, che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione e le spinge a stazionare diverse ore al giorno davanti alle macchinette mangiasoldi, con il rischio poi di dover contrarre debiti, finendo nel giro dell’usura e nelle reti della criminalità».

La campagna "no-slot" in un locale trentino
Sartor ricorda che «il gioco d’azzardo è la quinta industria in Italia, con una spesa pro-capite di 500 euro a persona; siamo la nazione che spende di più al mondo in gioco. Per questo la battaglia contro i videopoker è sacrosanta».

«Ci sono moltissimi comuni che hanno deciso di regolamentare, limitare e in alcuni casi addirittura vietare l’uso delle macchinette sul proprio territorio, incontrando però non poche difficoltà e spesso affrontando dure battaglie legali. Potremo valutare eventuali integrazioni al regolamento comunale che disciplina l’installazione di apparecchi da gioco».

Commento positivo alla proposta di predisporre degli sgravi fiscali per quei locali che rinunciano alle slot: «è interessante e spero sia praticabile» dice Sartor, che lancia poi un’ulteriore idea. «Un apposito contrassegno identificativo per i locali della città che decidono di non installare le slot machines; un marchio “no-slot” da esporre sulla vetrina della propria attività. Si tratta di un’iniziativa già adottata con successo in altri comuni italiani e che contribuisce a sensibilizzare esercenti e cittadini su questo tema».

sabato 15 giugno 2013

Tutti i dubbi dei 5 Stelle sulla nuova piastra chirurgica

Giovedì pomeriggio si è svolta una conferenza stampa organizzata dal M5S Feltre. Al centro dell'attenzione le perplessità sulla costruzione della nuova piastra chirurgica presso l'ospedale cittadino. Le rassicurazioni ricevute dal direttore generale Adriano Rasi Caldogno non convincono infatti i 5 Stelle feltrini che - attraverso il loro capogruppo Riccardo Sartor e con un accurato lavoro di analisi e di studio delle carte - hanno illustrato attentamente tutti i loro dubbi raccolti nel seguente dossier riassuntivo.
  
Vista di una parte del cantiere, 5 giugno 2013
Ritardo nei lavori.
  •  Risulta difficile credere che i lavori siano completati entro maggio 2014 visto lo stato di avanzamento degli stessi, verificabile con un semplice sopralluogo in cantiere;
  • Il corpo principale dell’opera (la piastra) è pressochè fermo da quando la zona bar è stata fatta sgomberare; in un anno è stato eseguito solo lo scavo e le fondamenta.
  • Troppe coincidenze fanno pensare che ci siano problemi e difficoltà ben più gravi ( un contenzioso in atto? ). Dal cartello dei lavori si vedono molti sub-appalti, indice che la ditta non è strutturata e deve far affidamento ad altre ditte; essendocene tante è quindi facile un eventuale contenzioso.

  Finanziamenti.
  • Qual'è il costo reale dell'intero progetto della piastra chirurgica? In alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale si segnalava più volte come “l'intero progetto della piastra chirurgica, che sarà quindi realizzata in due anni e mezzo, viaggia sui quaranta milioni di euro” (Corriere delle Alpi, 18 gennaio 2011) e che “Si comincerà con l'esecuzione dell'edificio che dovrà contenere le sette sale chirurgiche, i nuovi reparti di rianimazione e radiologia e il pronto soccorso. Questo primo stralcio costa 27 milioni” (Corriere delle Alpi, 29 novembre 2010)” . I 27 milioni infatti servono solo per la costruzione del contenitore! 
  • Infatti, dai dati in nostro possesso, i finanziamenti delle apparecchiature biomedicali e degli arredi mancano, poiché non sono inseriti nel quadro economico dei 27 milioni di euro. Si tratta di apparecchiature che costano centinaia di migliaia di euro, alcune addirittura milioni di euro. Ricordiamoci che attualmente in ospedale vi sono apparecchiature datate che spesso hanno manifestato dei guasti (es. la TAC). 
  • Dei 27 milioni, 14 provengono da finanziamenti statali e regionali. Per i restanti 11milioni (considerando il ribasso d'asta) l’Amministrazione ospedaliera accenderà un corposo mutuo che graverà necessariamente sui bilanci futuri dell’Ulss. In quanti anni sarà ripagato? Ipotizziamo un mutuo della durata di 30 anni: significa che ogni anno l’Ulss dovrebbe pagare circa 500mila euro, interessi compresi! Dove si andrà a prenderli? Andranno forse a discapito di qualche servizio offerto all’utenza? 
  • Tutto questo va considerato nel caso in cui non ci siano varianti in corso d’opera, cosa che invece si verifica puntualmente in simili cantieri.
  • Il rischio è che i lavori non vengano completati del tutto e che venga stralciata qualche parte del piano per altre opere di completamento
Teleriscaldamento e biomassa. 
  •  Quanto sarà il materiale necessario ad alimentare tutto l’ospedale? Uno o più autotreni di scarti al giorno? Abbiamo la possibilità di reperire nel feltrino tutta la biomassa necessaria? Perché se così non fosse bisognerebbe comprarla da fuori e portarla qui con i tir. Ci sfugge la convenienza dell’operazione.
  • Studi dimostrano che la biomassa produce comunque sostanze dannose per la salute e suscettibili di provocare asma, disturbi respiratori in genere e tumori polmonari. E’ davvero appropriato utilizzare questo modello al’interno di un ospedale cittadino in una vallata dalle caratteristiche morfologiche particolarmente sfavorevoli al ricambio dell’aria, con conseguente ristagno dei fumi? Bruciare biomasse per riscaldare l'ospedale ci sembra poco ragionevole
  • Da considerare poi che lo stoccaggio di legname produce anche muffe, che bisogna tener conto dei costi e delle emissioni derivanti dal trasporto del materiale combustibile e, infine, dello smaltimento di ingenti quantità di ceneri pesanti e leggere, evitando loro dispersioni durante la pulizia dei filtri e il trasporto.
  • Ci sono dubbi sulla copertura finanziaria del progetto, il cui quadro economico è di circa 7,2 milioni di euro.
 Duplicazione di figure professionali e riorganizzazione dei reparti. 
  • Se è vero che quattro piani del padiglione Dalla Palma verranno svuotati, che fine faranno e quale sarà il loro destino? Manca un piano preciso di riorganizzazione, ed in ogni caso serviranno ulteriori soldi per riorganizzare la struttura, rifare ed adeguare questi piani secondo la loro nuova destinazione (sempre che non siano destinati a restare vuoti).
  • Dubitiamo molto sulla possibilità di ridurre figure professionali o addirittura personale: la maggior parte di queste figure sono specialistiche per ogni sala e per ogni reparto (es. uno strumentista della sala operatoria di ortopedia non può andare in sala operatoria di ginecologia). Con la nuova piastra si aumenterà invece la distanza fra i reparti e le sale operatorie, con tutte le conseguenze del caso. 
Antisismica.
  • Attualmente alcuni padiglioni dell’ospedale versano in condizioni potenzialmente critiche. Secondo il rapporto stillato dalla “Commissione Parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale” (30/01/2013), alcuni padiglioni del Santa Maria del Prato vengono classificati come strutture con “gravi deficienze”, ovvero edifici a rischio collasso in caso di terremoto molto violento (magnitudo superiore a 6,2-6,3 gradi Richter). Una delle strutture maggiormente a rischio è il padiglione Gaggia, che già attualmente versa in condizioni critiche: alcuni utenti ci segnalano che il piano interrato della palazzina è stato puntellato, perché sotto la zona prelievi è crollato il solaio, a tal punto che in uno degli ambulatori c’è una zona transennata ad accesso vietato. Nella zona fisioterapia infantile lamentano continue crepe sul pavimento, da sei mesi più volte è stato segnalato il problema e il personale è molto preoccupato.
    Non era forte più opportuno che il progetto della piastra fosse stato meno impattante dal punto di vista delle dimensioni e dei costi, in rapporto all'evoluzione della sanità e del piano sociosanitario, mettendo così mano sia ad altri aspetti strutturali, come l'adeguamento all'antisismica quantomeno nei padiglioni più vecchi ed esposti al rischio, che a quelli degli adeguamenti strumentali?

martedì 11 giugno 2013

Sulla chiusura del Colotti il Comune chiede un passo indietro alla Provincia

L'Istituto Tecnico "A. Colotti"
Ieri sera il Consiglio Comunale di Feltre - in un'aula insolitamente affollata da studenti, genitori e docenti - ha approvato pressoché all'unanimità un ordine del giorno che impegna il Sindaco a ridiscutere con la Provincia la questione relativa al riordino dei plessi scolastici superiori, in attesa anche di una documentazione tecnica più dettagliata sul rischio sismico degli edifici per i quali si ipotizza la chiusura.

<<Si tratta di una decisione importante - dichiara il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Riccardo Sartor - che giunge a seguito dell'intenso dibattito di questi ultimi giorni. La mobilitazione degli studenti e la massiccia raccolta firme (tremila sottoscrizioni in pochi giorni) sono state fondamentali per arrivare a questo primo risultato. Prima di operare qualsiasi scelta è bene disporre di tutte le valutazioni oggettive necessarie, e questo si chiede alla Provincia. Con la precisazione, inoltre, che la chiusura di un edificio come quello che ospita l'istituto Colotti rappresenterebbe la perdita di un'ulteriore risorsa per la città di Feltre, destinata a diventare l’emblema, insieme alle vicine caserme dismesse, di una città in continuo decadimento>>.

Riccardo Sartor, portavoce M5S Feltre
E in tema di riorganizzazione scolastica, <<servono ragionamenti di ampio respiro; solo in questi termini è possibile adottare delle scelte strategiche per il futuro dell’istruzione scolastica del nostro territorio. Una riorganizzazione scolastica può essere condotta solo attraverso degli approfondimenti precisi che prendano in esame i diversi piani dell'offerta formativa, le strutture scolastiche e la loro ubicazione, i costi di mantenimento, il numero di studenti e di aule, la presenza di laboratori, macchinari ed attrezzature particolari, i servizi collegati alle strutture stesse, il tessuto urbano circostante, etc.. Tale ragionamento dovrebbe coinvolgere non solo gli istituti superiori, bensì anche le scuole di istruzione primaria. Non possiamo limitarci a discutere di ipotesi finalizzate ad un semplice ragionamento di risparmio economico>>.

domenica 9 giugno 2013

Conferenza stampa per esporre tutti i dubbi sulla nuova piastra chirurgica

Il direttore generale dell'Ulss 2 di Feltre, in risposta alle nostre perplessità sulla costruzione della nuova piastra chirurgica, ha fornito una relazione in cui getta acqua sul fuoco sia sul ritardo dei lavori sia sulla sostenibilità economica dell'opera.  Replicheremo punto per punto con una conferenza stampa che stiamo organizzando questa settimana. Sul futuro del nostro ospedale noi non molliamo. Al prossimo aggiornamento.

giovedì 6 giugno 2013

5 Stelle contro la vendita di Dolomiti Ambiente. Presentata un'interrogazione al sindaco.


Il M5S Feltre ha presentato un'interrogazione al Sindaco relativamente alla questione Dolomiti Ambiente, la società che gestisce l’unico impianto di trattamento dei rifiuti esistente nel bellunese (il Maseròt). L'argomento è di strettissima attualità e da mesi è sotto la lente di tutto il Movimento 5 Stelle bellunese, che più volte si è espresso senza ottenere alcuna risposta da parte delle istituzioni ("Dolomiti Ambiente, quale futuro?", "Chi decide il futuro dei bellunesi?", "Chi c'è batta un colpo"). Riassumendo brevemente i fatti,  la Provincia di Belluno - in mano al commissario straordinario - ha deciso di mettere in vendita la propria quota azionaria che possiede nella società. Il rischio è che la Dolomiti Ambiente venga lasciata completamente nelle mani del privato che potrebbe decidere di tenere una bassa differenziazione per vendere maggiore quantità di rifiuti agli inceneritori, oggi a caccia di rifiuti da bruciare con i danni alla salute che tutti conoscono. Non è un caso che circolino “rumors” in merito ad una possibile acquisizione da parte di Acegas-APS spa, già socio di minoranza, proprietaria dell’inceneritore di Padova. Dove sono finiti i sindaci e le forze politiche bellunesi sempre pronte a riempirsi la bocca di Provincia e Autonomia?! Cari sindaci bellunesi, vogliamo alzare la voce?

Ecco il testo dell'interrogazione che verrà trattata in Consiglio il 10 giugno.


VISTA

la deliberazione della Giunta Provinciale n° 27 del 7/3/2013 che pone in vendita, attivando una “Procedura Negoziata”, la società partecipata “La Dolomiti Ambiente

CONSIDERATO

che parlare di “La Dolomiti Ambiente” significa parlare, di fatto, della gestione integrata del ciclo dei rifiuti, con particolare riguardo al trattamento secco/umido, relativa a tutto il territorio bellunese;

che la Dolomiti Ambiente gestisce l’unico impianto di trattamento dei rifiuti esistente nel bellunese;

che questo significa, in pratica, determinare le scelte in materia di raccolta e trattamento dei rifiuti di tutti i comuni, nonché i relativi costi di trattamento e smaltimento;

che una scelta di tale rilevanza sia stata presa senza il coinvolgimento, il confronto e la partecipazione, non solo, di tutte le Amministrazioni Comunali, ma di tutto il tessuto sociale e dei cittadini;

SI CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA

se il comune di Feltre, intenda assumere una posizione e/o qualche iniziativa nei confronti della provincia relativamente a questa scelta;

se fra i sindaci del territorio sia mai stato affrontato l’argomento;

se all’interno dell’ATO vi siano sindaci che abbiano intenzione di cercare una soluzione (quale ad esempio l’acquisto della società attraverso un consorzio di enti del territorio) per mantenere in mano pubblica il controllo della filiera dei rifiuti o, come al solito, subire in silenzio l’ennesimo impoverimento della collettività bellunese.

MoVimento 5 Stelle
Consigliere Comunale
Riccardo Sartor