martedì 14 maggio 2013

Bim-GSP, sì alle modifiche statutarie per introdurre trasparenza e controllo

Sabato 11 maggio in Consiglio Comunale si è discusso delle modifiche statutarie di Bim-Gsp, la s.p.a. che gestisce il servizio idrico integrato di 67 comuni bellunesi, la cui situazione finanziaria si presenta particolarmente disastrosa a causa di un buco di bilancio di circa 80 milioni di euro.

Nell'impossibilità di far fallire la società né di trasformarla subito in azienda speciale di diritto pubblico (i debiti verrebbero trasferiti in capo ai comuni, con conseguenze facilmente immaginabili), tantomeno di riprendersi in mano la gestione dell'acqua (per mancanza di competenze, personale e soldi), si sta cercando di introdurre nella società forti connotati di trasparenza, di chiarezza e di controllo, caratteristiche che in Bim-Gsp sono sempre mancate. Si tratta quindi di un passaggio intermedio, nell'ottica futura di puntare - una volta riappianati tutti i debiti (sempre se sarà possibile) - verso una società di diritto pubblico quale l'Azienda Speciale Consortile.


In Consiglio abbiamo espresso il nostro parere favorevole con un intervento curato e apprezzato da molti, in primis dal Sindaco e dall'Assessore ai Beni Comuni. Come Movimento 5 Stelle abbiamo inoltre proposto un ordine del giorno accompagnatorio alla delibera (che è stato poi approvato) per dare mandato al sindaco di sostenere con forza la pubblicità delle Assemblee dei Soci di Bim-Gsp; dal momento che la società gestisce un bene collettivo comune quale l'Acqua, riteniamo doveroso che tali riunioni siano pubbliche, sia per la stampa che per i cittadini.

Il centrodestra compatto con Pdl e Lega, i consiglieri de L'Altra Feltre e della Sinistra Feltrina hanno però espresso il loro parere contrario alle modifiche statutarie, convinti che non avrebbero cambiato la situazione ("sarebbe come dare un'aspirina ad un cadavere") e che Bim-Gsp andrebbe fatta fallire. Peccato che se fosse così potremo tranquillamente dire addio alla gestione pubblica del servizio perché, per i motivi spiegati in precedenza, si spalancherebbero le porte ai predatori privati dell'oro blu. Ineccepibile la replica dell'Assessore Bonan a chi (giustamente) attacca l'indiscussa malagestione di Bim-Gsp ma (furbescamente) si sottrae alla responsabilità di modificarne lo Statuto avviare una fase nuova di trasparenza e controllo. Merita di essere ricordato, poi, un passaggio dell'intervento del Sindaco Perenzin in cui afferma che «Bim-Gsp è una vergogna di sistema, tutta bellunese, che probabilmente è replicata anche al di fuori di questa società». Poche parole, ma esplicative. Come non essere d'accordo.

E adesso teniamo gli occhi ben aperti sull'evolversi della situazione.

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