venerdì 20 luglio 2012

Riassunto consiglio comunale del 12/07/2012 a Feltre su fondo Brancher



Giovedì 12 luglio si è tenuta una nuova seduta del Consiglio Comunale di Feltre. Due le proposte di deliberazione all’ordine del giorno, con i progetti da realizzare in forma associata con altri comuni e destinati ad essere inseriti nel bando del “Fondo per lo sviluppo dei Comuni di confine” (il cosiddetto fondo Brancher).

Il primo riguarda il progetto “Cu.Sp.Ide” (CUltura SPort IDEntità), all’interno del quale sono previsti l’adeguamento antisismico della scuola elementare Vittorino da Feltre (600mila euro), la sistemazione dei tetti delle scuole di Tomo e Vellai e il rinnovamento dell’impianto di refrigerazione del Palaghiaccio (senza il quale rischia la chiusura perché non più a norma, costo dei lavori pari a 900mila euro).

Il secondo, da realizzare con il comune di Pedavena, propone la costruzione della pista ciclabile fra i due comuni lungo il torrente Colmeda (800mila euro).

La seduta si apre con un preambolo del presidente del consiglio comunale che esprime tutta la sua stizza per la soppressione dell’Odi (organismo di indirizzo che gestisce i fondi per lo sviluppo dei comuni di confine) contenuta nel decreto Spending review del governo Monti; il presidente Dalla Gasperina ritiene vergognoso che, a fronte dei continui tagli nei finanziamenti statali, “i comuni siano costretti a chiedere l’elemosina a chi ha più soldi, sapendo che poi ci sarà qualcuno a decidere se dare o non dare i fondi” (chiaro il riferimento al presidente della provincia autonoma di Bolzano, Durnwalder).

A questo concetto si ricollega anche il giovane consigliere del PD Alessandro Del Bianco, che sottolinea il rischio di incorrere in una disparità di trattamento fra comuni di confine e denuncia il silenzio dei nostri parlamentari bellunesi.

Ma sono tutti i consiglieri comunali a ritrovarsi sulla stessa linea di pensiero. Anche noi abbiamo condiviso le valutazioni emerse in aula; abbiamo anche ricordato che, di fronte alla mancata attenzione per le reali problematiche e necessità dei territori di montagna da parte dello stato centrale ed alle conseguenti e crescenti richieste da parte dei comuni di passare da regione a statuto ordinario a regione autonoma, si tenta di rimediare stanziando qualche bando e qualche fondo economico. Un “contentino” che i comuni tentano di accaparrarsi per portare a casa qualche progetto che, altrimenti, resterebbe nelle belle intenzioni, stanti le grosse difficoltà economiche degli enti locali. Per questo bisognerà battere i pugni e far sentire forte la nostra voce anche nelle sedi opportune. Per ora, purtroppo, non resta che sperare in positivo.

Nulla da eccepire invece sui progetti presentati, illustrati dall’assessore Adis Zatta. L’unica perplessità emersa è quella suscitata dal consigliere di minoranza Trento, secondo il quale il costo della pista ciclabile è troppo elevato per un tracciato così breve (che però, è bene ricordarlo, viene realizzato in gran parte a sbalzo sul torrente Colmeda). Inoltre è stato espresso rammarico per l’esclusione della palestra di roccia dal Cuspide (non riusciva a rientrare nel budget complessivo del bando e quindi, non essendo una vera e propria priorità indispensabile, è stata scartata).

La seduta si conclude con la votazione delle due proposte di deliberazione, che passano con voto unanime dei consiglieri.

Piccola curiosità che subito è balzata ai nostri occhi: sono state eliminate dai banchi del consiglio le bottigliette d’acqua che venivano fornite in dotazione ad ogni consigliere, e sostituite con caraffe e bicchieri di vetro. Meno plastica, sì a materiali riutilizzabili ed un messaggio educativo che viene trasmesso, per primo, da chi amministra il territorio: beviamo la nostra acqua di rubinetto. Un altro piccolo segnale di cambiamento.

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