giovedì 21 giugno 2012

Il mancato accordo politico sulle nomine crea imbarazzo nella secondaseduta del consiglio comunale di Feltre

Il nostro consigliere sui banchi dell'aula

Avrebbe dovuto filare via liscia come l’olio, veloce e snella (o almeno questo trapelava nelle intenzioni dei consiglieri), ma alla fine qualche inghippo c’è stato ed ha creato non poco imbarazzo in aula consiliare. Nella seconda seduta del consiglio comunale di Feltre svoltasi lunedì sera (18/06/2012) l’ordine del giorno era tutto per le nomine.

Nessun problema per quanto riguarda la designazione dei consiglieri comunali. In Comunità Montana Feltrina sono stati nominati Ennio Trento per la minoranza, Cesare Campigotto e Ivan Dalla Marta per la maggioranza. Noi avevamo indicato il nome del nostro consigliere, ma la proposta è caduta nel vuoto; era infatti prevedibile che il resto della minoranza (Pdl, Lega e una lista civica) non accettasse l’idea di essere rappresentata da un “grillino” ed avesse deciso quindi di puntare sull’ex-vicesindaco. Eletti nella commissione per l’aggiornamento degli elenchi dei giudici popolari Gilberto Signoretti e Angelo Bellumat, mentre nel comitato di gestione dell’Asilo Nido designati Giulio Zallot per la minoranza, Luca Fontanive e Manuel Sacchet per la maggioranza.

Le altre nomine prevedevano invece la designazione di alcuni cittadini all’interno della Commissione Referendum, del Comitato della Biblioteca e della Commissione Pari Opportunità (ritirato all’ultimo momento il punto su Museo Civico e Galleria Rizzarda dove si è in procinto di cambiare il regolamento e l’assetto organizzativo del comitato stesso).
È successo quindi che maggioranza e minoranza - nei numeri indicati dal regolamento - hanno proposto i loro uomini e si sono presentati al tavolo con le nomine già pronte ed accordate, nella speranza quindi si potesse procedere per voto palese. Giochi già fatti insomma. Per questo abbiamo deciso di non votare le nomine degli esperti (leggi qui l’approfondimento).

Ma non tutto è filato liscio per il verso giusto e l’imprevisto alla fine c’è stato, a dimostrazione concreta del funzionamento di questo sistema di nomine partitiche. Per la composizione della commissione pari opportunità (6 esperti di cui 3 nominati dalla maggioranza e 3 dalla minoranza) le candidature presentate dalla minoranza erano quattro, una in più, perché le forze politiche non erano riuscite a raggiungere un accordo: due dal Pdl, una dalla Lega Nord e una dalla lista civica L’Altra Feltre. Alla prima votazione vengono eletti quelli della maggioranza, mentre gli altri non raggiungono il numero minimo di voti (solo 1 voto a testa su un minimo di 2); mentre si cerca una soluzione sul come procedere, tutti sanno che una delle quattro persone dovrà essere scartata. Ma nessuno vuole rimangiarsi promesse già fatte. Zallot (lista civica L’Altra Feltre) invoca un equilibrio nelle nomine, una per forza politica, ma il Pdl rimane fermo sulla sua posizione e vuole due persone. Signoretti (Lega Nord) prima propone il criterio dell’anzianità, poi insegue l’idea di Zallot, per tornare poi sui suoi passi. Nel frattempo la maggioranza, invitata a votare si o no per l’anzianità, annuncia l’astensione per non mettere becco nelle faccende della minoranza. Vista la difficoltà nel procedere, Trento (Pdl) propone il ritiro del punto all’odg, Malacarne (PD) di votare l’anzianità e rimandare poi il punto, mentre un imbarazzato sindaco Perenzin ipotizza un’eventuale sospensione di 10 minuti in modo che la minoranza risolva i suoi problemi e trovi un accordo. Ma il presidente del consiglio non ci sta e mette al voto il criterio di anzianità, limitato solo a questo caso specifico. Alla fine, nell’imbarazzo generale dell’aula, il consiglio decide di far valere il criterio di anzianità: Zallot (L’Altra Feltre) e la maggioranza si astengono, Lise (Sinistra Feltrina) vota contro, mentre Lega e Pdl votano a favore, spianando così la strada alle tre persone che proprio loro avevano nominato e che (caso fortuito?) erano proprio quelli più anziani.

Per la cronaca, l’elenco delle nomine approvate. Commissione per i referendum: Mauro Cassol, Davide Fent, Angelo Pontin. Comitato della Biblioteca: Paolo Slongo, Paolo Donazzolo, Fiorito Gandolfo, Valentina Cossalter (per la maggioranza) e Antonio Molisse, Daniela Cingolani, Gianfranco De Nato (per la minoranza). Commissione per le Pari Opportunità: Zoubida Ghezali, Michela Marchet, Cinzia Lusa (per la maggioranza) e Francesca Bona, Ilenia Renta ed Elena Polesana (per la minoranza).

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