martedì 24 aprile 2012

Arriva Grillo e la gente invade la piazza: grande folla a Belluno eFeltre



BELLUNO. Il buco multimilionario di Bim Gsp, il proliferare di liste civiche di riciclati, i sondaggi falsi. Beppe Grillo arriva a Belluno e Piazza Piloni si riempie: oltre tremila persone, numeri che nessun politico si sogna più. E lui non delude: diverte, scandalizza, passa il microfono alle signore in prima fila e fa spostare le transenne «siamo la stessa cosa», ma forse vuole solo vedere l’onda che si muove verso di lui. Pochi i cenni a Belluno, nel tour de force della campagna elettorale è impossibile memorizzare dati locali, ne parleranno dopo i candidati del Movimento 5 Stelle che a Belluno candida a sindaco Andrea Lanari.

I temi sono quelli nazionali di maggiore attualità, ma prima, in una pausa sul camper «che qualcuno, non so chi, mi ha pagato, non so perché», Grillo spiega perché il Movimento si sta concentrando sulle elezioni amministrative: «La politica sta nei Comuni, è qui che si decide la vita della gente: cosa mangerà tuo figlio in mensa, dove curerai i tuoi nonni, a che ora prenderai l’autobus». Il Grillo del camper è molto diverso da quello del palco, c’è preoccupazione vera nei suoi occhi: «Non ne veniamo fuori più, tra un anno saremo falliti. Con la crisi, le entrate delle tasse saranno la metà. Servono scelte drastiche, improponibili per i partiti tradizionali. Noi siamo qui per progettare un mondo diverso: è possibile, ma bisogna cambiare tutto, la gente deve crederci e impegnarsi». E poi il timore del diffondersi di un odio sociale, aggravato dai provvedimenti del governo di Rigor Montis e sottovalutato da politici «che non fanno un cazzo a 20 mila euro al mese, nostri».

Dopo aver raccomandato la lettura del programma del Movimento 5 Stelle, scritto a mille mani da premi Nobel e gente qualsiasi, il comico genovese lascia la dinette per il palco e la folle esplode: «Ci odiano tutti», tuona, «mi accusano di qualsiasi cosa, ma sono loro quelli pericolosi». Subito la citazione per Bim Gsp e le bollette dell’acqua che i bellunesi vedono lievitare come il più perfetto dei soufflè: «Vi rendete conto che la vostra acqua è gestita da una spa con dentro sindaci che, invece di fare i sindaci, fanno gli azionisti e creano buchi da cento milioni che voi pagate?». È già il momento del primo «mi devo calmare», ma subito dopo arriva l’affondo alla Lega Nord: «Federalismo e pulizia? Abbiamo lo Stato più centralista del mondo, una disoccupazione pazzesca e tesorieri che tutti vorremmo come commercialisti». E a proposito di Carroccio: «Ho paura, i leghisti vengono da me» e in quel momento si becca un bacio in bocca da un ex leghista molto appariscente (il solito Orso Grigio).

Ma non c’è pace per nessuno: «Quelli del Pd? Stessero zitti, ci prendono pure per il culo. Adesso dicono che bisogna rinunciare ai finanziamenti pubblici, ma quelli rubati da Lusi non li possono restituire perché li hanno spesi ancora prima di prenderli. Cioè», fa capire meglio, «le banche hanno anticipato al Pd soldi vostri, ma a voi vi fanno morire di fame», urla il genovese che demolisce l’«ABC (Alfano, Bersani, Casini) triplice unione di carcerati»; ma anche «le televisioni senza memoria e i giornali finanziati». Alla cortesia di D’Alema, che lo ha definito un misto tra i Gabibbo e il Bossi degli inizi, Grillo replica con un paio di minuti di massacro, dal patto con Berlusconi a quello con gli speculatori di Borsa, per concludere con l’odio di D’Alema per le tecnolgie e l’orologio: «Ci credo che non gli serve, non fa un cazzo da trent’anni». Dopo aver ricordato che il Movimento ha rinunciato a qualsiasi rimborso (1,7 milioni) per non partecipare alla «spartizione del bottino», Grillo passa a Monti e le risate sono amare. Centinaia di migliaia di aziende che chiudono, suicidi «usati come parametro economico», odio sociale e generazionale e controlli della finanza (qui Grillo cita Cortina): «come se fossimo nella merda perché metà cittadini non pagano le tasse. Se ci fosse il doppio delle entrate, loro ruberebbero il doppio e farebbero il doppio di inceneritori, alta velocità, strade».

«Fanno pagare a noi il debito che hanno fatto loro, colpendo il nostro patrimonio privato: la casa, con l’Imu, che invece banche, sindacati e Confindustria non pagheranno».

E dunque che rivoluzione sia, invita Grillo, convinto che anche i poliziotti: «a 1.200 euro al mese, costretti a scortare malfattori con le fighe», si gireranno dalla parte dei cittadini.
(dal Corriere delle Alpi di lunedì 23 aprile 2012)

Ulteriori approfondimenti:
- "Arriva Grillo e la gente invade la piazza" (Corriere delle Alpi, 23 maggio 2012)
- "Avete un sindaco part time. A casa chi vuole il cemento" (Corriere delle Alpi, 23 maggio 2012)
- Video integrale del comizio di Beppe Grillo a Feltre

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