mercoledì 28 novembre 2012

Differenziata a Feltre, le nostre preoccupazioni erano più che fondate


Abbiamo sempre criticato con forza il sistema voluto dalla ex-giunta Vaccari, prima con l’introduzione della calotta per il secco e dopo con l’acquisto di un nuovo camion e delle nuove campane colorate. La cronaca di questi giorni in relazione alla raccolta rifiuti conferma che le nostre preoccupazioni erano più che fondate.

Buona parte dei cittadini di Feltre, pur impegnandosi nel differenziare, è stata beffata dal sistema, e dovrà pagare più indifferenziato di quanto effettivamente conferito. L'imporre un numero minimo di conferimenti è stata una scelta controversa che di fatto non ha premiato i cittadini virtuosi.

Ci preoccupano però soprattutto i costi che si dovranno affrontare il prossimo anno: abbiamo appreso dalla stampa che la frazione plastica rischia di sforare il 22% di scarto (soglia sopra la quale si paga lo smaltimento anziché introitare un ricavo) con il rischio di un forte aumento nelle bollette proprio in virtù della scarsa qualità della differenziata.

Abbiamo sempre rimarcato la differenza fra quantità e qualità della differenziata: la quantità senza la qualità non porta ad alcun risparmio. Un buon sistema di raccolta differenziata deve avere il suo punto di forza nella qualità dei materiali che vengono conferiti. Se al cittadino spetta il compito quotidiano di differenziare i propri rifiuti, la Politica deve predisporre un efficace ed efficiente sistema di raccolta.

L’Amministrazione precedente ha enormi responsabilità nell’aver intrapreso una strada diversa dagli altri comuni della Comunità Montana Feltrina; tale scelta, portata avanti con ostinazione e senza lungimiranza,  oggi si dimostra nefasta.

Il sistema dei conferimenti stradali non può garantire la qualità di quanto conferito nei vari cassonetti, poiché non vi è alcuna verifica di quello che ciascun singolo cittadino getta nella plastica, piuttosto che nella carta, o nella frazione secca. E sarebbe assurdo che, a posteriori, si sprechino soldi in sistemi di videosorveglianza delle piazzole ecologiche.

Inoltre, se tutti i Comuni intorno a noi fanno il porta a porta, i furbetti di turno possono tranquillamente scaricare qualsiasi tipo di rifiuto nei nostri cassonetti senza alcun controllo; questo “escamotage” può peggiorare ancor più la qualità della differenziata (soprattutto nella plastica). Nell’attuale situazione una simile problematica è di difficilissima risoluzione ed è la dimostrazione che un buon governo del territorio avrebbe optato per strumenti comprensoriali omogenei.

Una soluzione di tipo porta a porta, invece, permette un controllo preciso di quello che ciascun utente conferisce nel momento in cui l’addetto svuota il proprio bidoncino sull’uscio di casa. E’ proprio questo controllo serrato che permette di avere gradi di purezza molto elevati e quindi di aumentare i ricavi dalla vendita dello stesso, diminuendo i costi del servizio. Lo prova il successo ottenuto in tutti gli altri Comuni del circondario, dove la Comunità Montana ha avviato il porta a porta della plastica, che rappresenta il materiale più frequente nelle nostre case.

Dobbiamo capire come poter far fronte a questa pesante eredità di mala amministrazione. Esiste la possibilità concreta di abbandonare il sistema voluto dall'amministrazione Vaccari senza incorrere in sanzioni o penali, oppure possiamo solo limitarci a “salvare il salvabile”?

Invitiamo l’Amministrazione Comunale a fare le opportune valutazioni per rivedere completamente il sistema, tenendo presente che la grossa sfida su cui è assolutamente indispensabile puntare è la qualità della differenziata, che il metodo del porta a porta soddisfa ampiamente. Il nostro gruppo è pronto a sostenere la Giunta in questa battaglia.
Riccardo Sartor
Portavoce-Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle FELTRE

martedì 30 ottobre 2012

Manovra d’autunno: "sì" data la straordinarietà, ma è necessariorivedere le spese del Comune



Le difficoltà finanziare dell’Ente comunale sono da mesi all’attenzione di tutta la cittadinanza. All’appello – è risaputo - mancano 1  milione e 100 mila euro. In questa cifra pesa soprattutto il taglio dei trasferimenti statali per circa 890mila euro (su un totale di 1milione e mezzo di minori trasferimenti nel solo 2012).

Se da un lato il governo centrale mette in ginocchio i Comuni senza grandi preoccupazioni (e inverosimilmente continua a sperperare denaro pubblico nei costi della politica, nel finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali, nell’acquisto dei caccia F-35, etc..), dall’altro i Comuni sono costretti ad intervenire per ripianare i bilanci. Ovviamente a pagarne le conseguenze sono, come sempre, i cittadini.

L’unico modo per far fronte a tale disavanzo in così poco tempo - come sottolineato da tutti i gruppi in sede consiliare – è stato quello di chiedere, purtroppo, un sacrificio ai cittadini con l’aumento delle aliquote Imu e di quelle Irpef.

Se avessimo voluto fare una battaglia di principio avremo votato contro queste misure, poiché crediamo non sia giusto tassare ulteriormente i cittadini. Ma certamente, senza proporre alternative valide e percorribili, non avremo risolto il problema concreto, che resta quello di reperire finanze per oltre 1 milione di euro nell’arco di soli due mesi.

Il nostro gruppo ha ritenuto pertanto di dover esprimersi a favore di queste misure solo e solamente data la straordinarietà di questa situazione e con alcune considerazioni per il futuro.

Come si comporterà l’Amministrazione il prossimo anno? Pagheranno ancora i cittadini nel caso mancassero soldi e venissero tagliati ulteriori trasferimenti statali?

Riteniamo che l’Amministrazione debba impegnarsi fin da subito affinché queste misure, già dal prossimo anno, vengano riviste. Poniamo con forza la nostra convinzione che con un’analisi attenta delle spese comunali si possa arrivare a dei risparmi che consentano di non gravare ulteriormente sui cittadini. Sarà necessario esaminare voce per voce l’intero bilancio e capire i possibili margini di riduzione della spesa.

Ci riferiamo ad esempio ai consumi energetici, che con opportuni interventi (che non sono economicamente impossibili) possono essere ridimensionati. Oppure ad un intervento sulla raccolta dei rifiuti, che possa essere ancora più intelligente lavorando sul metodo, sulla qualità e sulla condivisione di un bacino più ampio del comune di Feltre in modo da creare economie di scala.

Sono solo due esempi che aggiunti ad altri ci possono aiutare ad essere più virtuosi e nel contempo a non intervenire con nuove tassazioni.

Il momento economico è certamente dei peggiori, ma dobbiamo riuscire, come nelle migliori famiglie, a ridurre o eliminare gli sprechi in tutti i campi.

Il nostro gruppo non si tirerà indietro nel fare proposte concrete, ed invitiamo tutte le altre forze politiche a fare altrettanto per il bene della città.

Movimento 5 Stelle Feltre

giovedì 11 ottobre 2012

Fra cultura, arte e tecnologia. Feltre nella App turisticadi "DolomitiLive".



L’utilizzo delle tecnologie mobili sono elementi chiave per l'ammodernamento del sistema turistico in Italia e per questo la comunicazione attraverso gli smartphone è sempre più importante. L’Italia è il primo paese al mondo per percentuale di possesso di telefoni cellulari. Gli smartphone costituiscono la quasi totalità delle nuove vendite e sono telefoni dotati di un sistema operativo aperto all’installazione di applicazioni, programmi informatici chiamati App.

Le App turistiche come “Dolomiti Live” costituiscono uno strumento utile al turista e alle persone del luogo. L’applicazione offre le informazioni e i servizi più utili per organizzare e accompagnare l'utente durante il viaggio e la permanenza presso le strutture ricettive. Il territorio può essere raccontato attraverso l’aspetto culturale, naturalistico, enogastronomico, sportivo con l'inserimento di percorsi tematici attraverso l'uso di tracce GPS che permettono al visitatore di seguire percorsi certificati e consigliati. Fulcro delle applicazioni turistiche come “Dolomiti Live” è l'uso del GPS che mette il visitatore al centro, fornendo sempre in modo preciso informazioni su “cosa c'è intorno a me” e “cosa c'è in questo momento”. Escursioni documentate da tracce di localizzazione satellitare e corredate da foto consentono al turista di visitare il territorio in autonomia, con l’ausilio di una guida completa e di immediata consultazione. L’applicazione aiuta l’utente offrendo tutte le indicazioni necessarie per raggiungere le strutture ricettive per il soggiorno, di accedere alle informazioni sulle manifestazioni e sugli eventi presenti nel luogo.

L’App “Dolomiti Live” (al momento solo per smartphone Android) permette di condividere i luoghi visitati o tutte le informazioni ritenute interessanti con la propria rete di amici grazie all'integrazione con i social-network. L'applicazione rende in questo modo il visitatore attivo nella promozione del territorio.

Crediamo che tutti i comuni del bellunese possano insieme puntare su piattaforme comuni di sviluppo turistico, cercando di investire insieme quei pochi fondi a disposizione. “Dolomiti Live” è solo un esempio di rete sovra comunale, ma l’adozione da parte di 12 comuni del basso feltrino, a cui andrà aggiunto Ponte Nelle Alpi, lo pone ormai come una delle grandi novità nello sviluppo turistico del bellunese.

Vogliamo per questo motivo chiedere all’assessore al turismo del comune di Feltre Valter Bonan, se sarà possibile ammirare anche la nostra bellissima città e il nostro splendido territorio all’interno di questa applicazione. Diventa spontaneo chiedere come possa essere completa una mappatura del territorio feltrino senza Feltre.

I turisti che si fermano nella nostra città aspettano fiduciosi di scaricare "Dolomiti Live" in cui la cultura e l’arte di Feltre e del suo territorio, con la città di Belluno, diventino porta d’accesso alle Dolomiti, Patrimonio Unesco del Mondo.

MoVimento 5 Stelle Feltre

venerdì 28 settembre 2012

Sabati pomeriggio in centro a Feltre. Marciapiedi affollati di gente,ma in mezzo transitano le auto*


I marciapiedi del centro città si affollano di gente, ma in mezzo transitano liberamente le auto. E' una circostanza, questa, che si verifica costantemente il sabato pomeriggio, soprattutto quando il tempo atmosferico è favorevole e il bel tempo invoglia i feltrini ad uscire di casa.

Ne è stata una prova l’estate appena trascorsa. È un vero peccato vedere giovani e meno giovani, turisti, famiglie con bambini e passeggini costretti a farsi spazio fra i marciapiedi, mentre le auto passano nel mezzo, spesso ad una velocità sostenuta.

Tale situazione si dimostra pericolosa anche sotto il profilo della sicurezza stradale, visto il continuo passaggio di pedoni lungo i sette attraversamenti pedonali presenti fra via Garibaldi e via XXI Ottobre. È sufficiente la minima distrazione di un automobilista, o di uno stesso pedone, per rischiare di essere urtati da qualche veicolo di passaggio.

È inoltre un peccato che i cittadini siano costretti a girare per negozi, a curiosare fra le vetrine, a fare acquisti, a bere un caffè oppure semplicemente a fare due passi in centro respirando i gas di scarico delle auto in circolazione.

Si tratta di elementi che dovrebbero far riflettere, considerata anche la necessità, sentita da più parti, di promuovere una fruizione del centro città più vivibile e più sana.

Invitiamo pertanto l’Amministrazione Comunale a vagliare quanto prima l’ipotesi di pedonalizzare il centro città durante i sabati pomeriggio, consentendo ai cittadini di godersi qualche ora di assoluta tranquillità senza il potenziale pericolo derivante dalla circolazione delle automobili,  e tutelando così la salute e il benessere di chi passeggia in centro.
La proposta troverebbe il consenso da parte di numerosi cittadini e commercianti. Vogliamo infatti ricordare che, a tal scopo, tre anni fa venne promossa una petizione popolare sostenuta da oltre 400 firme dei cittadini, supportata da altre 600 adesioni virtuali, e valutata positivamente anche da diversi negozi del centro che avevano aderito all’iniziativa.

In considerazione anche di quest’ultimo elemento, crediamo che l’Amministrazione Comunale possa accelerare il ragionamento su questa ipotesi al fine di rispondere ad una richiesta avvertita da molti cittadini che consentirebbe di aggiungere un tassello importante lungo il percorso di una progressiva pedonalizzazione del centro cittadino.

Movimento 5 Stelle Feltre

* Il 25/09/2012 avevamo depositato questa interrogazione affinchè venisse messa all'o.d.g. in uno dei prossimi consigli comunali. Visto che tale argomento è stato sollevato anche da un altro consigliere comunale con un'interrogazione molto simile alla nostra, il Sindaco ha colto l'occasione per rispondere ad entrambe nel corso della seduta del 27/09/2012.

martedì 18 settembre 2012

Salvare la Provincia di Belluno? No, aboliamo tutte le province!



Riportiamo integralmente le motivazioni per cui i Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Belluno e Feltre hanno espresso un voto contrario all'ordine del giorno per il mantenimento della Provincia di Belluno, durante le sedute consiliari del giorno 17 settembre 2012 svoltesi nei rispettivi comuni.

La visione del Movimento 5 Stelle sulla questione delle province è molto semplice: tutte le province italiane devono essere abolite, come contenuto anche nel nostro programma.

Per tutti gli attivisti del Movimento la questione è chiara e trasparente, da sempre condivisa in tutta Italia ed è il motivo per cui non ci presentiamo a nessuna elezione provinciale. In questi tempi di crisi, i risparmi di spesa come l’abolizione delle Provincie sono importanti e devono essere portati assolutamente a vantaggio reale dei cittadini.Come possiamo dimenticare che le province avrebbero dovute essere abolite già a partire dal 1970 con la creazione delle Regioni?

Le competenze provinciali sarebbero facilmente assorbibili da Regione e Comuni, magari con qualche salutare accorpamento tra questi ultimi che producesse ulteriore risparmio, senza che il cittadino se ne accorga. Finalmente, con l’abolizione delle Province andremmo a perdere un luogo di aggregazione di potere e una sistemazione sicura dove far sedere amici o gli esclusi di turno.

L’abolizione delle province deve essere parte integrante di un processo di rinnovamento della struttura statale, dobbiamo pretendere comuni più grandi con l’unione almeno dei comuni sotto i 5000 abitanti. Deve essere riorganizzato il rapporto Macrocomune-Regione, il cui centro dell’attenzione deve essere il Servizio al cittadino, un percorso da eseguire attraverso un miglioramento tecnologico e informatico.

Le provincie non sono altro che un ulteriore livello decisionale che spezza l’architettura degli enti locali, tra la Regione che presiede alle regole del gioco ed eroga importanti servizi come la sanità, e i Comuni, che sono il vero presidio e la necessaria interfaccia con i cittadini per tutti i problemi quotidiani.

L’inutilità sta appunto nel livello politico, e non serve accorpare più Province, ingrassando al contempo la nuova Istituzione. Eliminando un livello decisionale si avrebbe il beneficio di delegare non solo la pianificazione, ma anche la programmazione di vasta scala alla Regione in accordo coi Comuni. Inoltre siamo sicuri che il personale delle province sarà assorbito dai comuni stessi, andando a migliorare la qualità degli uffici e dando la possibilità di ridurre il numero e il costo delle consulenze esterne.

I cittadini delle province che saranno (forse) abolite, non devono cercare il salvataggio della provincia in cui risiedono, ma devono unirsi nello sforzo di abolire tutte le province. Non dobbiamo chiederci perché ci vogliono accorpare con Treviso o Vicenza, ma perché non aboliscono anche Treviso e Vicenza!

Tutti i cittadini dovrebbero concentrarsi sul mantenimento e sul miglioramento dei servizi, con particolare attenzione al territorio di residenza e questo va fatto senza strutture di intermediazione come le Province. A nostro avviso, in questo momento dobbiamo capire che fine farà la Dolomiti Bus, la Dolomiti Ambiente, le tratte ferroviarie provinciali, il GSP ecc. Oggi ci riempiamo la bocca di specificità, inserita in uno statuto ma svuotata di contenuto e stiamo perdendo di vista i SERVIZI ai CITTADINI come la raccolta dei rifiuti che, se inseriti in un moderno sistema di riciclo generano lavoro e materia prima, o la gestione dei servizi idrici dove abbiamo una società indebita con tutti o la perdita del trasporto pubblico locale!

Infine, siamo sicuri che i rappresentanti delle forze politiche del Pd, Pdl e Udc che in quest’aula voteranno per il salvataggio della provincia, domani stracceranno le proprie tessere di partito visto che quest’atto legislativo non è prodotto dal governo francese o australiano, ma dal governo Monti sostenuto per l’appunto dal Pd, Pdl e Udc.
Movimento 5 Stelle Belluno e  Feltre

lunedì 3 settembre 2012

Feltre fuori dalla Fondazione Teatri delle Dolomiti, un nuovo futuroper "La Sena"

Il Movimento 5 Stelle segue da mesi, con particolare attenzione, la discussione relativa alla “Fondazione Teatri delle Dolomiti” che è stata, fra l’altro, uno degli argomenti principali oggetto di dibattito durante la scorsa campagna elettorale nel comune di Belluno.

La Fondazione vive una situazione molto delicata sotto il profilo amministrativo ed economico; presenta un buco di bilancio abbastanza sostanzioso (si parla di circa 175mila euro), delle previsioni di entrate non certe; è reduce da giochi politici di basso profilo e da una guerra devastante tra Fondazione e creditori del TIB Teatro; vi è poca chiarezza e molta confusione nella gestione e nella transazione di gestione, conflitti tra consiglio di indirizzo e consiglio di gestione, etc…  Inoltre la Fondazione è stata abbandonata dalla Cariverona che ha comunicato a dicembre la volontà di recedere dalla qualifica di socio fondatore.

Feltre, con il suo magnifico Teatro La Sena, si inserisce in questo contesto difficile. Ad oggi questo nostro gioiellino d’architettura è agibile solo in maniera parziale, non è ancora completamente strutturato per consentirvi un pieno utilizzo (oggi funzionano solo la platea ed il primo ordine), servono onerosi interventi per sistemarlo definitivamente, non vengono fatti spettacoli pubblici, etc..

Con la Fondazione Teatri – che doveva garantire comunque delle iniziative in città - vi è stato uno scarso ritorno di attività teatrali e culturali.

Restare all’interno della fondazione così com’è concepita oggi rappresenta una scarsa possibilità per Feltre di essere protagonista della propria programmazione culturale; se vogliamo far rivivere veramente il teatro La Sena dobbiamo passare per l’uscita dalla fondazione, e studiare una gestione diversa. Uscire dalla fondazione significa riappropriarci del nostro teatro, ed è corretto che l’amministrazione rifletta sulle modalità e sui costi di gestione del teatro stesso.

Lo scopo non deve essere chiaramente quello di avere un teatro di immagine utilizzato solo per fare salotto, ma dare l’immagine chiara di un teatro per l’intera comunità, un luogo che diventa il centro di diffusione della cultura, vero momento di aggregazione di diverse entità espressive.

Serve un teatro che parli anche del territorio.  Se deve essere fatto teatro (inteso come musica, danza, teatro-spettacolo, lirica - quindi tutto l’aspetto culturale nel suo complesso) non deve esistere solo il teatro di prosa, ma lo spazio-teatro deve essere aperto a tutto il resto, anche alle numerosissime associazioni culturali che operano nel nostro territorio.

È necessario usare il teatro in un modo diverso, gestirlo in maniera più moderna, anche con la possibilità di far arrivare dei nuovi finanziamenti. A nostro parere lo strumento Fondazione è superato. Esistono sistemi più attuali.

Noi proponiamo, ad esempio, una residenza teatrale gestita con professionalità e capacità. È il sistema attualmente meno oneroso e più funzionale, normato da leggi chiare nazionali e da integrare con regole dettate dal Comune-proprietario del teatro. Il teatro verrebbe dato in gestione a chi ne ha i requisiti, quindi ad una compagnia professionista, ma al tempo stesso si aprirebbe anche a tutte le associazioni, anche amatoriali, presenti sul territorio.

domenica 19 agosto 2012

La rifusione dell'alluminio in centro città. Dopo tre anni di silenziochiediamo delucidazioni


In questi giorni le cronache nazionali concentrano grande attenzione sull’evolversi della vicenda Ilva nella città di Taranto, con il sequestro preventivo del sito disposto dalla Magistratura. Una realtà a noi distante solo in apparenza. Non possiamo infatti dimenticare che i nostri concittadini convivono quotidianamente con una fonderia situata nel cuore di Feltre, a poche centinaia di metri dal centro cittadino, dove si rifonde e si lavora l’alluminio.


Sono passati più di tre anni da quando - nel corso di un'assemblea pubblica tenutasi in sala Ocri il 9 luglio 2009 - gli allora componenti di maggioranza e minoranza, questi ultimi in nome della salvaguardia di duecento posti di lavoro, si pronunciarono a favore dell'installazione di un nuovo forno di fusione nello stabilimento di via Montegrappa che ne avrebbe triplicato la produzione. In quell’occasione furono numerose le perplessità emerse, sulla provenienza dei rottami di mercato, sul numero di camion entranti nello stabilimento e quindi circolanti in città e - non ultimo - sulle emissioni in atmosfera.

Da allora – ad eccezione di  un comunicato stampa del Partito Democratico ed una pronta risposta dell’ex sindaco Vaccari mirata a tranquillizzare i cittadini – tutto tace. Sulla fonderia è calato il silenzio.

Cosa è successo in questi tre anni? Quali sono le attuali condizioni dell’impianto? Sono stati installati dei filtri per ridurre le emissioni in atmosfera? Vengono effettuati controlli periodici sui camini? Se sì, con quale cadenza? Quali sono i risultati? Questi dati possono essere resi pubblici?

Sono tutte domande che qualsiasi attento cittadino ha il diritto di porsi. È  bene ricordare che lo stabilimento produttivo, in essere dal 1941, ha lavorato per 68 anni senza l'adozione di nessun tipo di filtri o abbattitori di polveri (lo ammise lo stesso direttore dello stabilimento durante il citato incontro pubblico del 2009 e lo confermarono diversi dipendenti),  rilasciando quindi in atmosfera notevoli quantità di fumi e sostanze inquinanti, in una vallata notoriamente caratterizzata da una conformazione ambientale che, non garantendo un adeguato ricambio d'aria nella conca feltrina, porta ad una stagnazione dei fumi e delle sostanze inquinanti, causa correlata all’elevata incidenza tumorale dell’area feltrina.

Nonostante non si capisca (e forse non si capirà mai) come in tutti questi anni sia stato possibile concedere ad un’azienda la possibilità di emettere fumi e inquinanti senza che nessuno l’abbia obbligata ad installare un minimo sistema di filtraggio, cosa normale in un’azienda situata in pieno centro cittadino, oggi chiediamo chiarezza sulla situazione odierna dello stabilimento.

Per questo ci appelliamo a tutti gli organi competenti e chiediamo alla nuova Amministrazione - certamente sensibile a queste problematiche – di poterci illustrare la fotografia odierna dello stabilimento e di richiedere gli eventuali ed opportuni chiarimenti a tutti gli enti preposti (ARPAV, ULSS), dandone successiva adeguata informazione alla cittadinanza.

La tutela della salute pubblica prima di tutto.
Riccardo Sartor
( Consigliere Comunale
del Movimento 5 Stelle
nel Comune di Feltre )

sabato 4 agosto 2012

Prima variazione di bilancio approvata e progetto Altanon bloccatonella seduta del 30 luglio a Feltre.

Un gazebo del comitato no-Altanon

FELTRE, Consiglio Comunale del 30 luglio 2012. La prima variazione di bilancio all'esame dei consiglieri: una variazione perlopiù tecnica, dall'importo complessivo di circa 558 mila euro, che in gran parte registra partite di giro. Gli indirizzi principali riguardano interventi sugli edifici scolastici (Asilo di Anzù e scuola elementare Vittorino da Feltre) e su infrastrutture stradali (il ponte Case bianche che collega Vellai a Villabruna e la strada del Monte Aurin), sul sociale (sostegno ai disoccupati e fondo lavoro per l'occupazione di persone indigenti) e sulla cultura (gemellaggi).

Ma la discussione in aula consiliare si è soffermata sull'adeguamento delle indennità di carica di sindaco e assessori. La precedente giunta Vaccari, casualmente poco tempo prima dell'ultima tornata elettorale, aveva infatti diminuito le indennità di sindaco e assessori portandole rispettivamente a 1.000 e a 300 euro lordi, ovvero 600 e 150 euro netti. Difficile per i nuovi arrivati lavorare a tempo pieno per la città con una retribuzione simile. Da qui la decisione della giunta comunale di riportare gli stipendi ai parametri normali previsti dalla legge: al Sindaco spetteranno 1.900 euro netti (2.700 lordi), al vicesindaco 1.200 euro netti (1.500 lordi), mentre gli assessori - almeno quelli che lavorano a tempo pieno - percepiranno un compenso (comunque modesto) di 800 euro al mese (1.250 lordi).

Hanno storto il naso a questa decisione i due consiglieri di centrodestra, Curto e Trento. Favorevoli ad una giusta retribuzione di sindaco e giunta i consiglieri di maggioranza e quelli di minoranza Signoretti (Lega), Zallot (L'Altra Feltre) e noi del Movimento 5 Stelle. <<Chi svolge a tempo pieno l'incarico di sindaco e assessore deve avere un giusto compenso; ovviamente i cittadini di Feltre vogliono vedere risultati concreti, ma per questo c'è tempo e giudicheremo più avanti>> abbiamo commentato in consiglio. La variazione di bilancio è quindi stata approvata all'unanimità dei presenti, con il solo voto di astensione del consigliere Trento.
Ed in consiglio comunale è ritornato ancora il progetto Altanon, il grande centro commerciale progettato davanti alla stazione ferroviaria, con la decisione finale sulla ratifica dell'iter procedurale. Dopo una discussione lunga tre ore il consiglio ha deciso di non ratificare l’accordo di programma. La scelta assunta dai consiglieri segue continue richieste di dialogo e di chiarimenti che l'amministrazione feltrina aveva posto alla proprietà (il gruppo Paterno) e alla Regione Veneto, senza mai ottenere disponibilità a riaprire il tavolo del confronto per avere delle delucidazioni sull'accordo di programma sottoscritto dalla precedente amministrazione.

Ripercorriamo le ultime tappe della vicenda. Il 26/06/12 il consiglio comunale, nonostante la pressione di una diffida legale giunta il giorno prima a ciascun consigliere, sospende la ratifica per chiedere alla Regione la riconvocazione della conferenza dei servizi al fine di chiarire alcuni aspetti dell'accordo giudicati poco chiari. Il 12/07 la Regione risponde con una nota a firma del dirigente tecnico e respinge la richiesta, senza entrare nel merito dei dubbi sollevati, invitando il consiglio a ratificare o meno, "con ogni conseguenza di legge". In risposta alla lettera, il 24/07 l’amministrazione inoltra una missiva alla Regione indirizzata al presidente Zaia, al dirigente e, in copia conoscenza, alla Provincia di Belluno e alla ditta Altanon srl (gruppo Paterno), ribadendo il proprio dissenso a tale decisione (“Non si comprende in forza di quale disposizione detto Dirigente ritenga preclusa, se non addirittura vietata, la riconvocazione.... L’assoluta chiusura espressa dalla Nota in commento, preclude di fatto alla scrivente Amministrazione la ratifica dell’Accordo di programma”). Il 30/07, giorno del voto definitivo, la Regione risponde  ribadendo la sua posizione.

E sempre il 30 luglio una nuova pesantissima nota del gruppo Paterno viene recapitata ad ogni singolo consigliere comunale. Prende di mira le parole esatte pronunciate dai consiglieri in occasione della seduta del 26/6, parla di "valutazioni di molti consiglieri [...] pesantemente condizionata da una conoscenza della pratica quantomeno impropria o inesatta", chiede il rispetto degli impegni presi e la ratifica dell'accordo, descrive un "potere pubblico che, cavillando di formalismi, non fosse al servizio della legalità amministrativa ma di interessi e di visioni di parte" . E allega la bozza di un ricorso al TAR (non ancora notificato) contro la decisione di sospendere la ratifica, adducendo motivazioni sulla "violazione di accordi", sull'"eccesso di potere" e "illogicità manifesta" e pesanti illazioni contro il presidente del Consiglio Comunale accusato di curare "interessi di bottega". Chiede, infine, i danni maturati fino ad oggi dalla mancata ratifica (750mila euro), un assaggio rispetto ai 45milioni di risarcimenti che la ditta potrebbe chiedere al TAR.

Ma il Consiglio Comunale è deciso. Contro la ratifica si schierano la maggioranza di centrosinistra e il Movimento 5 Stelle. A favore centrodestra, Lega e lista civica L'Altra Feltre (questi ultimi due fugano improvvisamente tutti i dubbi che, come altri, avevano manifestato sino a pochi giorni prima).

In chiusura di seduta, un'interrogazione da parte del gruppo L'Altra Feltre sulla pedonalizzazione del centro. Zallot chiede la pedonalizzazione di Largo Castaldi e via XXXI Ottobre dalle 18.30 alle 24 nei weekend. Perenzin gli risponde che, per evitare possibili disguidi, si continuerà con la chiusura del centro nei soli giorni di mercato e in concomitanza con manifestazioni, in attesa che una proposta di pedonalizzazione sia oggetto di dibattito quando si avrà cognizione di causa.

venerdì 20 luglio 2012

Riassunto consiglio comunale del 12/07/2012 a Feltre su fondo Brancher



Giovedì 12 luglio si è tenuta una nuova seduta del Consiglio Comunale di Feltre. Due le proposte di deliberazione all’ordine del giorno, con i progetti da realizzare in forma associata con altri comuni e destinati ad essere inseriti nel bando del “Fondo per lo sviluppo dei Comuni di confine” (il cosiddetto fondo Brancher).

Il primo riguarda il progetto “Cu.Sp.Ide” (CUltura SPort IDEntità), all’interno del quale sono previsti l’adeguamento antisismico della scuola elementare Vittorino da Feltre (600mila euro), la sistemazione dei tetti delle scuole di Tomo e Vellai e il rinnovamento dell’impianto di refrigerazione del Palaghiaccio (senza il quale rischia la chiusura perché non più a norma, costo dei lavori pari a 900mila euro).

Il secondo, da realizzare con il comune di Pedavena, propone la costruzione della pista ciclabile fra i due comuni lungo il torrente Colmeda (800mila euro).

La seduta si apre con un preambolo del presidente del consiglio comunale che esprime tutta la sua stizza per la soppressione dell’Odi (organismo di indirizzo che gestisce i fondi per lo sviluppo dei comuni di confine) contenuta nel decreto Spending review del governo Monti; il presidente Dalla Gasperina ritiene vergognoso che, a fronte dei continui tagli nei finanziamenti statali, “i comuni siano costretti a chiedere l’elemosina a chi ha più soldi, sapendo che poi ci sarà qualcuno a decidere se dare o non dare i fondi” (chiaro il riferimento al presidente della provincia autonoma di Bolzano, Durnwalder).

A questo concetto si ricollega anche il giovane consigliere del PD Alessandro Del Bianco, che sottolinea il rischio di incorrere in una disparità di trattamento fra comuni di confine e denuncia il silenzio dei nostri parlamentari bellunesi.

Ma sono tutti i consiglieri comunali a ritrovarsi sulla stessa linea di pensiero. Anche noi abbiamo condiviso le valutazioni emerse in aula; abbiamo anche ricordato che, di fronte alla mancata attenzione per le reali problematiche e necessità dei territori di montagna da parte dello stato centrale ed alle conseguenti e crescenti richieste da parte dei comuni di passare da regione a statuto ordinario a regione autonoma, si tenta di rimediare stanziando qualche bando e qualche fondo economico. Un “contentino” che i comuni tentano di accaparrarsi per portare a casa qualche progetto che, altrimenti, resterebbe nelle belle intenzioni, stanti le grosse difficoltà economiche degli enti locali. Per questo bisognerà battere i pugni e far sentire forte la nostra voce anche nelle sedi opportune. Per ora, purtroppo, non resta che sperare in positivo.

Nulla da eccepire invece sui progetti presentati, illustrati dall’assessore Adis Zatta. L’unica perplessità emersa è quella suscitata dal consigliere di minoranza Trento, secondo il quale il costo della pista ciclabile è troppo elevato per un tracciato così breve (che però, è bene ricordarlo, viene realizzato in gran parte a sbalzo sul torrente Colmeda). Inoltre è stato espresso rammarico per l’esclusione della palestra di roccia dal Cuspide (non riusciva a rientrare nel budget complessivo del bando e quindi, non essendo una vera e propria priorità indispensabile, è stata scartata).

La seduta si conclude con la votazione delle due proposte di deliberazione, che passano con voto unanime dei consiglieri.

Piccola curiosità che subito è balzata ai nostri occhi: sono state eliminate dai banchi del consiglio le bottigliette d’acqua che venivano fornite in dotazione ad ogni consigliere, e sostituite con caraffe e bicchieri di vetro. Meno plastica, sì a materiali riutilizzabili ed un messaggio educativo che viene trasmesso, per primo, da chi amministra il territorio: beviamo la nostra acqua di rubinetto. Un altro piccolo segnale di cambiamento.

mercoledì 27 giugno 2012

La diffida legale ai consiglieri comunali non spaventa: sospesa laratifica del progetto Altanon



L’Altanon si ferma, in attesa di chiarimenti e verifiche. Lo ha deciso martedì sera il Consiglio Comunale di Feltre dopo quattro ore di intensa discussione in un clima teso fra l'obbligo di discutere la ratifica dell'accordo di programma con la regione (firmato pochi mesi prima delle elezioni dall'ex sindaco Vaccari) e le minacce della proprietà privata su possibili conseguenze di una mancata ratifica.

E' infatti di lunedì,  giorno prima della seduta (scelta di tempo non casuale), la diffida legale che la proprietà (la ditta Altanon srl del gruppo Paterno) ha mandato tramite i suoi avvocati a tutti i singoli consiglieri comunali e al sindaco. "Ratificate l'accordo oppure ne pagherete le conseguenze economiche che ne deriveranno, conteggiate nell'ordine dei 45milioni di euro". Questo, in sostanza, il contenuto delle quattro pagine di «intimazione formale» diretta ad ogni consigliere e connessa alla «responsabilità erariale per il pregiudizio contabile che venisse arrecato alle casse comunali». In ballo, ricordiamolo, c'è la trasformazione di un'area strategica in area commerciale, con 19mila metri quadri di superficie commerciale sotterranea e una volumetria complessiva di 170mila metri cubi. Un'operazione da oltre 50milioni di euro.

La diffida giunge inoltre dopo la settimana in cui il gruppo Paterno, sempre con il chiaro intento di mettere sotto pressione consiglio ed amministrazione, aveva richiesto il permesso di costruire per il vecchio progetto Chipperfield, tutt'ora vigente, che rispolvera inutili palazzoni residenziali.

La reazione dei consiglieri però non si è fatta attendere, tant'è che già in mattinata il Presidente del Consiglio Comunale ha fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Belluno per valutare i possibili estremi di reato, dunque un condizionamento degli organi elettivi, mentre in serata il Consiglio Comunale si è ritrovato a discutere la proposta dell'amministrazione di sospendere la ratifica.

Troppe le discrepanze, i punti critici, i dubbi, le mancanze e le modifiche inspiegabili messe nero su bianco nell'accordo che, se fosse stato ratificato, avrebbe sostanzialmente dato il via definitivo all'operazione urbanistica.

Anche i legali del Comune spingevano, quantomeno, per una sospensione che quindi non ratificasse l’accordo di programma sottoscritto da Comune, Regione e gruppo Paterno. E sospensione è stata, con il voto favorevole della maggioranza (Perenzin, Dalla Gasperina, Lise, Sacchet, Fontanive, Campigotto, Dalla Marta, Malacarne, Del Bianco, Faoro) e del nostro gruppo consiliare M5S (Sartor). Nel resto dell’opposizione, invece, dubbi sul rinvio. Bond e Trento (Pdl) sono usciti dall'aula, spaventati dalla minaccia della penale e convinti della bontà del progetto; astenuti i consiglieri Curto (Tutti per Ennio), Signoretti (Lega Nord) e Zallot (lista civica L’Altra Feltre).

In pratica si torna in Regione per approfondire tutti gli aspetti poco chiari dell’accordo di un progetto che - comunque - si configura come un intervento devastante per la Città di Feltre. Proprio per questo motivo l'evolversi della vicenda sarà determinante per i passaggi successivi che attendono ancora l'esame del consiglio.

giovedì 21 giugno 2012

Il M5S non vota le nomine degli esterni: «Cambiare il metodo, cosìsembra una spartizione politica fra maggioranza e minoranza»



Lunedì sera si è svolta la seconda seduta del consiglio comunale di Feltre: l’ordine del giorno era tutto per le nomine (leggi il riassunto della seduta). Nessun problema per quanto riguarda la designazione dei consiglieri comunali; le altre nomine prevedevano invece la designazione di alcuni cittadini all’interno della Commissione Referendum, del Comitato della Biblioteca e della Commissione Pari Opportunità.

Più che nomine di “esperti”, però, lo svolgimento della seduta ed il modo con cui siamo arrivati in aula consiliare ci ha fatto sembrare si sia trattato piuttosto di spartizioni politiche fra maggioranza e minoranza; una scelta legittima e prevista dal regolamento vigente, ma che non condividiamo assolutamente.

Attualmente non è prevista una vera e propria selezione dei candidati aperta a tutti, perché di fatto i vari gruppi propongono i loro candidati scelti a loro piacere e a loro discrezione, selezionati quindi nella cerchia delle conoscenze di un gruppo consiliare piuttosto che di un altro.

Avremo invece preferito che si fosse avviato un periodo di raccolta delle candidature, aperta a tutti mediante avviso pubblico, dove tutti i cittadini potenzialmente interessati avrebbero potuto lasciare il proprio nominativo corredato di curriculum. I consiglieri comunali avrebbero poi potuto valutare tutte le candidature pervenute, vagliare i curriculum e nominare le persone più adatte per ricoprire gli incarichi, arrivando così alla votazione finale in consiglio. Questa sarebbe stata una selezione dei candidati molto più corretta, più democratica e soprattutto indipendente dai gruppi politici di questo consiglio.

Purtroppo così non è stato, complice anche l’impossibilità di modificare i regolamenti in tempi record per proporre tale metodo: le nomine dovevano essere formalizzate entro 45 giorni dall’insediamento della nuova amministrazione e si è proceduto quindi con il classico metodo politico per decidere questi incarichi, che probabilmente è sempre stata consueta prassi fino ad oggi.

Il nostro gruppo consigliare dapprima ha sollevato qualche perplessità sul modus operandi adottato e, conseguentemente, ha annunciato che sarebbe uscito dall’aula al momento del voto. E così è stato, proprio per una questione di principio. Non condividiamo questo meccanismo dove tutto è deciso all’interno delle stanze del potere fra i gruppi politici del consiglio.

Ci auguriamo che queste nostre considerazioni possano essere debitamente tenute conto in futuro affinché si eviti che in questi enti siano piazzati esclusivamente amici, conoscenti e personalità legate alla realtà politica locale (come, ad esempio, candidati consiglieri delle liste) a favore invece di una valutazione seria e completa delle professionalità specifiche di tutti quei cittadini che possono concorrere in queste nomine. Tale aspetto dovrà certamente passare anche per la modifica delle normative e dei regolamenti vigenti.

Per ora chiediamo la pubblicazione online dei componenti di tutti queste commissioni, e domandiamo evidenza dell'attività che svolgeranno, magari con relazione semestrale da pubblicare sul sito del Comune di Feltre.
Movimento 5 Stelle Feltre

Il mancato accordo politico sulle nomine crea imbarazzo nella secondaseduta del consiglio comunale di Feltre

Il nostro consigliere sui banchi dell'aula

Avrebbe dovuto filare via liscia come l’olio, veloce e snella (o almeno questo trapelava nelle intenzioni dei consiglieri), ma alla fine qualche inghippo c’è stato ed ha creato non poco imbarazzo in aula consiliare. Nella seconda seduta del consiglio comunale di Feltre svoltasi lunedì sera (18/06/2012) l’ordine del giorno era tutto per le nomine.

Nessun problema per quanto riguarda la designazione dei consiglieri comunali. In Comunità Montana Feltrina sono stati nominati Ennio Trento per la minoranza, Cesare Campigotto e Ivan Dalla Marta per la maggioranza. Noi avevamo indicato il nome del nostro consigliere, ma la proposta è caduta nel vuoto; era infatti prevedibile che il resto della minoranza (Pdl, Lega e una lista civica) non accettasse l’idea di essere rappresentata da un “grillino” ed avesse deciso quindi di puntare sull’ex-vicesindaco. Eletti nella commissione per l’aggiornamento degli elenchi dei giudici popolari Gilberto Signoretti e Angelo Bellumat, mentre nel comitato di gestione dell’Asilo Nido designati Giulio Zallot per la minoranza, Luca Fontanive e Manuel Sacchet per la maggioranza.

Le altre nomine prevedevano invece la designazione di alcuni cittadini all’interno della Commissione Referendum, del Comitato della Biblioteca e della Commissione Pari Opportunità (ritirato all’ultimo momento il punto su Museo Civico e Galleria Rizzarda dove si è in procinto di cambiare il regolamento e l’assetto organizzativo del comitato stesso).
È successo quindi che maggioranza e minoranza - nei numeri indicati dal regolamento - hanno proposto i loro uomini e si sono presentati al tavolo con le nomine già pronte ed accordate, nella speranza quindi si potesse procedere per voto palese. Giochi già fatti insomma. Per questo abbiamo deciso di non votare le nomine degli esperti (leggi qui l’approfondimento).

Ma non tutto è filato liscio per il verso giusto e l’imprevisto alla fine c’è stato, a dimostrazione concreta del funzionamento di questo sistema di nomine partitiche. Per la composizione della commissione pari opportunità (6 esperti di cui 3 nominati dalla maggioranza e 3 dalla minoranza) le candidature presentate dalla minoranza erano quattro, una in più, perché le forze politiche non erano riuscite a raggiungere un accordo: due dal Pdl, una dalla Lega Nord e una dalla lista civica L’Altra Feltre. Alla prima votazione vengono eletti quelli della maggioranza, mentre gli altri non raggiungono il numero minimo di voti (solo 1 voto a testa su un minimo di 2); mentre si cerca una soluzione sul come procedere, tutti sanno che una delle quattro persone dovrà essere scartata. Ma nessuno vuole rimangiarsi promesse già fatte. Zallot (lista civica L’Altra Feltre) invoca un equilibrio nelle nomine, una per forza politica, ma il Pdl rimane fermo sulla sua posizione e vuole due persone. Signoretti (Lega Nord) prima propone il criterio dell’anzianità, poi insegue l’idea di Zallot, per tornare poi sui suoi passi. Nel frattempo la maggioranza, invitata a votare si o no per l’anzianità, annuncia l’astensione per non mettere becco nelle faccende della minoranza. Vista la difficoltà nel procedere, Trento (Pdl) propone il ritiro del punto all’odg, Malacarne (PD) di votare l’anzianità e rimandare poi il punto, mentre un imbarazzato sindaco Perenzin ipotizza un’eventuale sospensione di 10 minuti in modo che la minoranza risolva i suoi problemi e trovi un accordo. Ma il presidente del consiglio non ci sta e mette al voto il criterio di anzianità, limitato solo a questo caso specifico. Alla fine, nell’imbarazzo generale dell’aula, il consiglio decide di far valere il criterio di anzianità: Zallot (L’Altra Feltre) e la maggioranza si astengono, Lise (Sinistra Feltrina) vota contro, mentre Lega e Pdl votano a favore, spianando così la strada alle tre persone che proprio loro avevano nominato e che (caso fortuito?) erano proprio quelli più anziani.

Per la cronaca, l’elenco delle nomine approvate. Commissione per i referendum: Mauro Cassol, Davide Fent, Angelo Pontin. Comitato della Biblioteca: Paolo Slongo, Paolo Donazzolo, Fiorito Gandolfo, Valentina Cossalter (per la maggioranza) e Antonio Molisse, Daniela Cingolani, Gianfranco De Nato (per la minoranza). Commissione per le Pari Opportunità: Zoubida Ghezali, Michela Marchet, Cinzia Lusa (per la maggioranza) e Francesca Bona, Ilenia Renta ed Elena Polesana (per la minoranza).

giovedì 31 maggio 2012

Prima seduta del consiglio comunale a Feltre con il nostro consiglierea 5 Stelle: «Massima trasparenza, partecipazione e idee concrete»



Da oggi comincia l’opzione trasparenza. Porteremo fuori dalle istituzioni tutto quello che in questi cinque anni di legislatura accadrà all’interno dei palazzi del governo della città, faremo costante informazione, denunceremo  ogni sorta di malaffare, porteremo avanti i progetti e proposte della cittadinanza. Lunedì 28 maggio 2012 si è tenuta la prima seduta del nuovo consiglio comunale di Feltre. Seduta d’insediamento, squisitamente tecnica.

Inizio seduta programmato per le ore 20. Il nostro consigliere eletto, Riccardo Sartor, arriva mezz’ora prima. Il loggiato del Municipio è già gremito di gente così come in rare occasioni. Due chiacchiere veloci, una veloce stretta di mano al neo-sindaco e Sartor prende posto in Sala degli Stemmi dove gli alunni delle scuole elementari del Boscariz hanno preparato qualche canzoncina di augurio alla nuova amministrazione. Tanta l’emozione.

Terminata l’accoglienza dei bambini ci si avvia verso la Sala Consiliare di Palazzo Pretorio. È il momento clou. Dopo due anni di lavoro sul territorio siamo all’interno delle istituzioni e finalmente potremo far sentire la nostra voce e quella dei nostri cittadini. Anche qui la sala è gremita di gente, giornalisti e fotografi.

Il nostro consigliere si siede nel posto prefissato - n° 15 riservato al Movimento 5 Stelle, che emozione! - proprio al centro dell’aula, spalle al pubblico (peccato!) e occhi puntati sui banchi della giunta. Davanti il microfono, i primi documenti e note tecniche, alcuni fogli bianchi per prendere appunti (ma ognuno non se li poteva portare da casa?) e infine bicchieri e bottigliette d’acqua minerale… di plastica (alla faccia dell’acqua pubblica, argh!).

Appello nominale e si comincia. Dopo il minuto di silenzio in ricordo dell’attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia Romagna del 20 maggio, vengono convalidati gli eletti e viene surrogato un consigliere comunale (per questioni di incompatibilità il candidato sindaco di una civica viene sostituito dal primo degli eletti).

Si procede quindi con la nomina del Presidente del Consiglio Comunale. La maggioranza di centrosinistra (Pd, Idv, Sinistra Feltrina, Corriamo con Paolo e Idea per Feltre) si propone compatta sul nome di Alessandro Dalla Gasperina, primo consigliere eletto in una delle civiche che hanno sostenuto il neo-sindaco Perenzin.

Il gruppo del centrodestra (Pdl con la civica che ha sostenuto l’ex vicesindaco Ennio Trento) si lamenta della e spiazza tutti proponendo il nome del nostro consigliere M5S Sartor per la presidenza del consiglio “per dare un segnale di novità”. Ma più che per un “rinnovamento generale”, la proposta civico-pidiellina sembra il tentativo di un piccolo sgambetto nei confronti della maggioranza e del consiglio comunale. Sartor, sicuramente un po’ imbarazzato, ringrazia ma declina la proposta: essere eletto in consiglio comunale a 21 anni è per lui già un importante soddisfazione, ma non si sente all’altezza di presiedere anche i lavori del consiglio (anche perché, essendo unico eletto del M5S, dovrà seguire tutte le tre commissioni e la conferenza dei capigruppo). Si procede quindi all’elezione del presidente con voto segreto: Sartor prende i tre voti del centrodestra, mentre Alessandro Dalla Gasperina viene eletto con 14 voti a favore. Per lui un discorso ricco, con il ricordo di un partigiano recentemente scomparso, spaziando poi sulla crisi economica (ma anche crisi di valori) e sul ruolo del consiglio comunale.

Si passa poi al giuramento del sindaco, che in giacca e cravatta promette fede alla Costituzione Italiana e ricorre all'aiuto del motto di Feltre "Nec spe, nec metu" («Né con la speranza, né con la paura»). Tocca a lui presentare i componenti della nuova giunta, equilibrio fra due volti di nota esperienza (Luciano Perco e Valter Bonan) e tre nuove facce giovani (Sabrina Bellumat, Giovanni Pelosio e Adis Zatta).

La parola passa poi ai consiglieri comunali, alcuni dei quali si dilungano anche fin troppo (speriamo almeno che nelle future discussioni non ci si dilunghi così facilmente!). Tocca anche al nostro consigliere Sartor fare due parole di saluto e di auguri alla nuova amministrazione: «Per me è un onore e un onere il ruolo che da qui in avanti andrò a ricoprire. Sono contento perché vedo le basi per un possibile cambiamento. Il nostro gruppo consiliare è sì di opposizione, ma - come abbiamo sempre detto - su tanti temi potrà esserci massima convergenza, proprio perché la nostra attenzione sarà focalizzata sulle idee, sui temi concreti, sui progetti, a prescindere da dove arrivino le proposte. Garantiremo la nostra massima collaborazione. Chiediamo ai nostri concittadini di partecipare, di aiutarci, di seguirci, perché ricordiamoci che dobbiamo essere protagonisti della vita politica della nostra città. Non mi resta quindi che augurare al sindaco, alla giunta e a tutto il consiglio comunale i migliori auguri di buon lavoro per la nostra città».

Gli ultimi punti all’ordine del giorno riguardano la nomina dei membri della commissione elettorale comunale e l’approvazione, unanime, delle linee di indirizzo per le nomine dei rappresentanti del Comune di Feltre (rimaste pressoché invariate rispetto al passato).

Adesione unanime alla proposta di devolvere il gettone di presenza alle popolazioni terremotate dell’Emilia.

In conclusione una domanda di attualità da parte del consigliere di centrodestra Curto, che ha chiesto lumi al neo-sindaco su un virgolettato che aveva preso di mira l’operato dell’ex assessore allo sport e che un quotidiano locale aveva attribuito proprio al sindaco.

Punto debole, a detta di molti, la scadente qualità della trasmissione audio e video della seduta. Ma ci batteremo anche per questo. Ai prossimi aggiornamenti!

Risparmio e trasparenza, il rendiconto economico della campagnaelettorale del M5S Feltre



Qualche settimana fa sono stati pubblicati i preventivi di spesa per la campagna elettorale dei candidati sindaci e delle liste che si sono presentate alle elezioni amministrative del nostro comune. Tenendo fede al nostro impegno di assoluta trasparenza, ci sembra giusto dar conto di quello che il Movimento 5 Stelle ha effettivamente speso in campagna elettorale. Il presente rendiconto, previsto anche dallo statuto comunale, è stato depositato ieri mattina presso gli uffici competenti.

Avevamo ipotizzato di spendere massimo mille euro di campagna elettorale. Siamo stati di parola, anzi ne abbiamo spesi un quarto in meno. Per la precisione 743,19 euro. Tutto coperto da autofinanziamento a carico dei candidati e dalle offerte spontanee di sostenitori e simpatizzanti. Non un centesimo è arrivato, come invece avviene di consueto per i partiti, dal finanziamento pubblico (che comunque il Movimento 5 Stelle ha sempre deciso di rifiutare, si vedano le elezioni regionali 2010).

Le uscite più rilevanti (pari alla metà della nostra campagna elettorale) sono quelle sostenute per allestire la serata con Beppe Grillo in piazza Isola: SIAE, servizio di ambulanza, cena e pubblicità varia (siamo ancora in attesa di istruzioni per disporre del pagamento dell’energia elettrica consumata).

Il resto sono piccole spese per volantini e manifesti. Dopotutto non abbiamo voluto spendere soldi per rovinare la nostra bella città con faccioni appesi alle vele pubblicitarie, ma abbiamo preferito girare per il centro e per le frazioni a bordo delle nostre biciclette. Abbiamo distribuito volantini durante i giorni di mercato, consegnandoli a mano o con il porta a porta, senza intasare le cassette postali dei nostri concittadini (tant'è che qualcuno si è pure sorpreso di non aver visto nemmeno un nostro volantino). C'è da porsi qualche seria domanda, visto il piccolo investimento a fronte del prezioso risultato (10,44%).

Anche alla luce di questi numeri una politica economicamente ragionevole (quindi meno spendacciona) è possibile: basta limitarsi all’essenziale, cercando di far prevalere la forza delle idee sulla disponibilità finanziaria, sfruttando le nuove tecnologie, puntando su pochi mirati manifesti negli spazi giusti e consentiti.

Risparmio e trasparenza: noi partiamo da qui. E adesso avanti tutta. Ricordiamo che tutte le spese del Movimento 5 Stelle Feltre sono consultabili anche on-line nel sito www.belluno5stelle.it .
Riccardo Sartor
consigliere comunale
Movimento 5 Stelle Feltre

sabato 12 maggio 2012

Il virus è entrato in consiglio comunale e l'avventura ha inizio



Il nostro progetto comincia a prendere forma. Il primo sindaco a Cinque Stelle, il Movimento al ballottaggio in più parti d'Italia, e ancora nuovi consiglieri comunali a Cinque Stelle. Il virus si sta diffondendo e finalmente è entrato anche a Belluno e Feltre, dove il M5S ha raggiunto un importante 10% rivelandosi la vera novità politica di questa tornata elettorale (guarda i risultati). Due i seggi conquistati a Palazzo Rosso a Belluno, uno a Palazzo della Ragione a Feltre (dove il secondo posto ci è sfuggito per una sola manciata di voti... un vero peccato!).

Chi ci ha votato ha creduto in noi, in un movimento che fa politica senza alcun finanziamento pubblico, che dal 2008 porta avanti proposte e progetti in centinaia di consigli comunali e in due consigli regionali. Scegliere il Movimento 5 Stelle è credere nella possibilità di un vero cambiamento, al di fuori di qualsiasi logica e legame partitico.

Il  dato che invece deve farci riflettere è quel 43% di feltrini che non è andato a votare, sintomo estremamente significativo della disaffezione alla politica, anche locale.

Grazie ai risultati ottenuti guardiamo con fiducia al futuro. Ci stiamo avviando verso un nuovo periodo politico, un cambiamento che vede finalmente un po’ di aria nuova sul Colle delle Capre, qualche volto giovane e sorridente, pieno di entusiasmo.

Questo brillante risultato è per noi un punto di partenza. La vera avventura inizia adesso e noi siamo pronti per affrontare insieme il grosso lavoro che ci attende nei prossimi mesi. Inizieremo a portare avanti, in sede di consiglio comunale, le istanze e le proposte della società civile, e porteremo fuori dalle "stanze del potere" le informazioni utili per i cittadini.  Il seggio ottenuto in consiglio comunale è per noi un onore e un onere. Il consigliere eletto sarà il portavoce e terminale di una "rete" di cittadini.

Passata l'esultanza per il risultato ottenuto, ci siamo messi al lavoro ed in questi giorni stiamo discutendo già una prima proposta da presentare in consiglio.

Il nostro primo passo sarà ovviamente quello di capire il funzionamento della macchina comunale; nel frattempo ci stiamo organizzando in modo che ognuno di noi possa seguire specifiche tematiche e si possa “fare rete” insieme.  Continueremo a perseguire i nostri obbiettivi in collaborazione con tutta la cittadinanza; risulterà fondamentale continuare a rafforzare la rete di contatti sul territorio, dialogare con esso e tradurne le proposte in azione politica.
Per questo chiediamo ai cittadini la loro collaborazione attiva, invitandoli a partecipare alle nostre prossime riunioni (la prossima verrà comunicata a giorni).

Queste settimane di campagna elettorale, intensa e frenetica, sono state un degno epilogo di un lavoro di gruppo iniziato circa due anni fa e, con l’elezione di un consigliere, sono state l’inizio di un lungo progetto che ci vedrà protagonisti in città per questi cinque anni.

Grazie a chi ci ha dato fiducia: non la tradiremo. Grazie a chi si è impegnato quotidianamente all'interno del Movimento, a chi ci ha semplicemente sostenuto o votato, a chi si è anche solo fermato ad un banchetto. Grazie a chi ha contribuito come ha voluto, come ha potuto. Grazie a chi vorrà collaborare con noi. Grazie a tutta la lista. Grazie a tutti, a tutti voi, 1.099 volte GRAZIE.
Riccardo Sartor
Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle

P.S. Un ringraziamento particolare alla C.T. Servizi per averci messo gratuitamente a disposizione il camion rimorchio su cui Beppe ha tenuto il comizio, i nostri elettricisti Ezio e Claudio , Lionello Gorza e l’Hotel Doriguzzi per la loro gentilissima ospitalità, il gruppo musicale “Le Querce” di Vicenza.

venerdì 4 maggio 2012

L'energia punto cardine del nostro sviluppo



Le risorse energetiche, il costo dell’energia influenzano profondamente la vita del pianeta a tutti i livelli, a partire dall’economia globale, attraverso l’economia dei singoli Stati, delle grandi società fino ad arrivare al bilancio delle singole famiglie. Il settore dell’edilizia è responsabile del 40% dell’impiego delle risorse energetiche e del 40% di tutti i rilasci di CO2 in atmosfera. Il sistema edificio genera enorme conseguenze energetiche, ambientali ed economiche. Tutto ciò giustifica ed impone notevoli sforzi allo Stato, alle Regioni e ai Comuni per il settore energetico ed edilizio.

In tempi di crisi economica, in tutti i settori, l’obiettivo primario è il risparmio. Proprio per questo sulla questione energetica il Movimento 5 Stelle di Feltre pone, per la nostra città, in primo piano il risparmio energetico attraverso diversi interventi.

Partire dalla verifica degli effettivi consumi energetici del parco immobiliare comunale e giungere ad una pianificazione di interventi sulle strutture edili e/o impiantistiche per una riqualificazione energetica che porti ad un notevole risparmio energetico ed economico, continuo negli anni.

Agevolare la riqualificazione energetica anche degli edifici privati e favorire le concessioni edilizie di nuove costruzioni ad ENERGIA QUASI ZERO (classe A+, A). Incentivare, premiare gli interventi  migliori dal punto di vista energetico e penalizzare, con maggior tassazione, le peggiori.

Predisporre un piano di risparmio energetico per l’illuminazione pubblica, con la sostituzione progressiva di quella tradizionale con quella a basso consumo e lunga durata (Led), ispirandosi all’esperienza di altri comuni.

Sostituzione dei veicoli comunali obsoleti con quelli elettrici e a basso impatto ambientale.

Un progetto energetico complesso che richiederà tempo, ma soprattutto anche un educazione dei cittadini al risparmio energetico che l’amministrazione comunale dovrà stimolare attraverso delle campagne di sensibilizzazione fra i cittadini e anche nelle scuole, rendendo protagonisti di questa rivoluzione culturale, all’insegna dello sviluppo sostenibile, i ragazzi consumatori di domani.
Riccardo Sartor
Candidato Sindaco-Portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune di Feltre

lunedì 30 aprile 2012

Cultura e turismo a Feltre: le nostre idee



Il MoVimento 5 Stelle crede che la cultura, così come la Politica, viva soprattutto fuori dai palazzi, in ogni strada, in ogni piazza, nella “rete”, che non è solo il web, ma un insieme di diversi legami sociali, di esperienze, di persone che si relazionano, si confrontano, si scambiano opinioni e progettano insieme il futuro.


A Feltre esistono numerose associazioni culturali, tenute in vita da un enorme potenziale di volontariato, le cui attività spaziano dal teatro-spettacolo alla pittura, dalla lettura espressiva alla musica, dalla scienza all’intrattenimento. Perché questa grande ricchezza si possa esprimere è necessario che l'Amministrazione Comunale si renda promotrice di una sinergia di forze, attraverso un tavolo di confronto aperto a tutte le associazioni, per costituire un progetto ben definito volto a dare impulso alla cultura a tutti i livelli.

Dare la possibilità a gruppi e associazioni locali, operanti nei più disparati settori, di esibirsi in occasione di eventi pubblici della città e delle frazioni come promozione della propria attività significa creare un’attrattiva a costo zero: concerti in spazi cittadini all'aperto, rassegne musicali, lettura e teatro nelle piazze e lungo le vie del centro, esibizioni di contorno alle visite turistiche nella cittadella, piccoli intrattenimenti. Attività di questo genere sortirebbero un duplice effetto: valorizzare maggiormente il territorio e promuovere nel contempo le associazioni locali.

Il Comune può dare un forte impulso a tali iniziative, senza aggravi di spesa, ad esempio riducendo il costo dell’occupazione di suolo pubblico, snellendo le procedure burocratiche, concedendo supporto logistico, pubblicizzando le manifestazioni attraverso il web e le bacheche comunali. Inoltre il Comune dovrà adottare un registro pubblico con l’elenco dettagliato di tutte le associazioni presenti sul territorio, in un’ottica di organizzazione e collaborazione tra vari soggetti culturali.

In questo contesto mercatini, musica, teatro, animazione, spettacolo ed ogni altra iniziativa devono essere proposte in maniera coordinata e collegata: è indispensabile evitare sovrapposizioni, che danneggerebbero i singoli eventi, razionalizzare i costi e sfruttare ogni singola manifestazione come richiamo e promozione delle altre. Troppo spesso, infatti, il centro città risente del mancato coordinamento fra gli eventi: a periodi con offerta particolarmente prolifica se ne alternano altri in cui il centro si trasforma in un luogo deserto e poco accogliente. Promuovere quindi un calendario di iniziative e di eventi in stretta collaborazione con gli esercenti del centro e con le associazioni risulta indispensabile per garantire un continuo afflusso di persone in città e nel centro storico e pone le basi per una collaborazione virtuosa fra pubblico e privato, per fronteggiare la scarsità di risorse economiche nelle casse comunali.

Si dovrà necessariamente considerare la realizzazione di una sala civica, sfruttando il patrimonio edilizio già esistente, che sia pienamente utilizzabile e fruibile dalla collettività per incontri, convegni e serate pubbliche. Particolare attenzione dovrà essere rivolta al Teatro “La Sena”; la piena fruizione della “piccola Fenice” è fondamentale per il rilancio della cittadella storica: il Comune dovrà ricercare i fondi necessari al definitivo completamento di questa struttura quale pilastro ricettivo e culturale della città, luogo di aggregazione, di scambio e di promozione, pienamente accessibile a tutti.

L’obbiettivo più lungimirante è quello di rendere la città e il suo territorio un polo attrattivo dal punto di vista sociale e turistico: la gente deve venire a Feltre perché sa che vi può trovare qualcosa di diverso in ogni periodo dell’anno. In quest'ottica, inoltre, è opportuno creare un legame tra turismo e produzioni locali, favorendo i prodotti tipici a chilometri zero e da agricoltura biologica, incentivandone l'uso nelle strutture ricettive. Il Comune deve farsi promotore di questo tipo di economia, attraverso l'allestimento di mercatini e banchetti agro-alimentari che permettano di far conoscere e quindi sostenere le numerose produzioni locali, le aziende agricole produttrici, la loro storia e le metodologie colturali, in un rapporto diretto fra produttore e consumatore.

Riccardo Sartor
Candidato Sindaco-portavoce
del Movimento 5 Stelle al Comune di Feltre

martedì 24 aprile 2012

Arriva Grillo e la gente invade la piazza: grande folla a Belluno eFeltre



BELLUNO. Il buco multimilionario di Bim Gsp, il proliferare di liste civiche di riciclati, i sondaggi falsi. Beppe Grillo arriva a Belluno e Piazza Piloni si riempie: oltre tremila persone, numeri che nessun politico si sogna più. E lui non delude: diverte, scandalizza, passa il microfono alle signore in prima fila e fa spostare le transenne «siamo la stessa cosa», ma forse vuole solo vedere l’onda che si muove verso di lui. Pochi i cenni a Belluno, nel tour de force della campagna elettorale è impossibile memorizzare dati locali, ne parleranno dopo i candidati del Movimento 5 Stelle che a Belluno candida a sindaco Andrea Lanari.

I temi sono quelli nazionali di maggiore attualità, ma prima, in una pausa sul camper «che qualcuno, non so chi, mi ha pagato, non so perché», Grillo spiega perché il Movimento si sta concentrando sulle elezioni amministrative: «La politica sta nei Comuni, è qui che si decide la vita della gente: cosa mangerà tuo figlio in mensa, dove curerai i tuoi nonni, a che ora prenderai l’autobus». Il Grillo del camper è molto diverso da quello del palco, c’è preoccupazione vera nei suoi occhi: «Non ne veniamo fuori più, tra un anno saremo falliti. Con la crisi, le entrate delle tasse saranno la metà. Servono scelte drastiche, improponibili per i partiti tradizionali. Noi siamo qui per progettare un mondo diverso: è possibile, ma bisogna cambiare tutto, la gente deve crederci e impegnarsi». E poi il timore del diffondersi di un odio sociale, aggravato dai provvedimenti del governo di Rigor Montis e sottovalutato da politici «che non fanno un cazzo a 20 mila euro al mese, nostri».

Dopo aver raccomandato la lettura del programma del Movimento 5 Stelle, scritto a mille mani da premi Nobel e gente qualsiasi, il comico genovese lascia la dinette per il palco e la folle esplode: «Ci odiano tutti», tuona, «mi accusano di qualsiasi cosa, ma sono loro quelli pericolosi». Subito la citazione per Bim Gsp e le bollette dell’acqua che i bellunesi vedono lievitare come il più perfetto dei soufflè: «Vi rendete conto che la vostra acqua è gestita da una spa con dentro sindaci che, invece di fare i sindaci, fanno gli azionisti e creano buchi da cento milioni che voi pagate?». È già il momento del primo «mi devo calmare», ma subito dopo arriva l’affondo alla Lega Nord: «Federalismo e pulizia? Abbiamo lo Stato più centralista del mondo, una disoccupazione pazzesca e tesorieri che tutti vorremmo come commercialisti». E a proposito di Carroccio: «Ho paura, i leghisti vengono da me» e in quel momento si becca un bacio in bocca da un ex leghista molto appariscente (il solito Orso Grigio).

Ma non c’è pace per nessuno: «Quelli del Pd? Stessero zitti, ci prendono pure per il culo. Adesso dicono che bisogna rinunciare ai finanziamenti pubblici, ma quelli rubati da Lusi non li possono restituire perché li hanno spesi ancora prima di prenderli. Cioè», fa capire meglio, «le banche hanno anticipato al Pd soldi vostri, ma a voi vi fanno morire di fame», urla il genovese che demolisce l’«ABC (Alfano, Bersani, Casini) triplice unione di carcerati»; ma anche «le televisioni senza memoria e i giornali finanziati». Alla cortesia di D’Alema, che lo ha definito un misto tra i Gabibbo e il Bossi degli inizi, Grillo replica con un paio di minuti di massacro, dal patto con Berlusconi a quello con gli speculatori di Borsa, per concludere con l’odio di D’Alema per le tecnolgie e l’orologio: «Ci credo che non gli serve, non fa un cazzo da trent’anni». Dopo aver ricordato che il Movimento ha rinunciato a qualsiasi rimborso (1,7 milioni) per non partecipare alla «spartizione del bottino», Grillo passa a Monti e le risate sono amare. Centinaia di migliaia di aziende che chiudono, suicidi «usati come parametro economico», odio sociale e generazionale e controlli della finanza (qui Grillo cita Cortina): «come se fossimo nella merda perché metà cittadini non pagano le tasse. Se ci fosse il doppio delle entrate, loro ruberebbero il doppio e farebbero il doppio di inceneritori, alta velocità, strade».

«Fanno pagare a noi il debito che hanno fatto loro, colpendo il nostro patrimonio privato: la casa, con l’Imu, che invece banche, sindacati e Confindustria non pagheranno».

E dunque che rivoluzione sia, invita Grillo, convinto che anche i poliziotti: «a 1.200 euro al mese, costretti a scortare malfattori con le fighe», si gireranno dalla parte dei cittadini.
(dal Corriere delle Alpi di lunedì 23 aprile 2012)

Ulteriori approfondimenti:
- "Arriva Grillo e la gente invade la piazza" (Corriere delle Alpi, 23 maggio 2012)
- "Avete un sindaco part time. A casa chi vuole il cemento" (Corriere delle Alpi, 23 maggio 2012)
- Video integrale del comizio di Beppe Grillo a Feltre

mercoledì 11 aprile 2012

Beppe Grillo a Belluno e Feltre per presentare le due liste delMovimento 5 Stelle



La travolgente comicità di Beppe Grillo torna in scena in provincia di Belluno. Ed è già grande attesa. Sarà il carisma dell'esplosivo comico genovese a lanciare liste e candidati del Movimento 5 Stelle nelle ultime due settimane di questa campagna elettorale. La data da appuntare nel calendario è quella di domenica 22 aprile, quando Grillo farà tappa prima a Belluno (ore 19, in Piazza Piloni) e successivamente a Feltre (ore 21, in Piazza Isola). Un ritorno, quello di Beppe, atteso da simpatizzanti ed incuriositi: la sua ultima apparizione in provincia risale alle elezioni regionali di due anni fa, in cui il Movimento 5 Stelle prese il 5,7% a Belluno e il 4,4% a Feltre. L'obbiettivo è dunque quello di confermare il già ottimo risultato ottenuto alle regionali ed incrementarlo, puntando all'elezione di almeno una persona all'interno del consiglio comunale.

E mentre si avvicina sempre più il camper con cui Beppe ha iniziato il suo tour elettorale (sono ben 101 le liste del Movimento presenti in tutt'Italia), fervono i preparativi per l'evento e si moltiplicano le iniziative delle liste civiche di Belluno e di Feltre.

Le attività del MoVimento 5 Stelle Belluno si stanno svolgendo principalmente sul territorio e ad un ritmo molto sostenuto: gazebo, volantinaggi, affissioni di manifesti, riunioni comunali. Lunedì 2 Aprile abbiamo depositato la lista con le firme insieme a tutti gli altri documenti necessari, giovedì 5 Aprile abbiamo assistito ai sorteggi (la nostra lista a Belluno è stata estratta come 13a, 2a a Feltre), venerdì 6 abbiamo avuto l'incontro con la Prefettura e con le altre forze politiche per l'esposizione delle principali norme sulla propaganda elettorale e per trovare accordi utili nell'intento di avere un sereno svolgimento della campagna elettorale.

I nostri appuntamenti si moltiplicano giorno dopo giorno, tutti i nostri attivisti impegnano il loro tempo in maniera completamente volontaria e tutto quello che facciamo è auto-finanziato: non prendiamo finanziamenti pubblici (il nostro scopo è togliere i soldi dalla politica), chiediamo le offerte nei gazebo e nelle manifestazioni (le entrate e le uscite sono pubblicate on-line in tempo reale).

Abbiamo aperto un conto Postepay per raccogliere eventuali donazioni (numero 4023 6006 1909 6391, titolare è Andrea Lanari, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Belluno); saremo grati del vostro prezioso, anche piccolo, contributo. A breve verrà aperto anche una Postepay per la lista di Feltre.

Isola pedonale nel centro di Feltre, alcune precisazioni su quantoemerso dalla stampa



Oggi il Corriere delle Alpi con un articolo intitolato <<Sull'isola pedonale i cinque candidati non fanno promesse>> sottolinea la mancanza di impegni precisi e di certezze sull'isola pedonale in centro città. Peccato, perchè quello della pedonalizzazione del centro cittadino rappresenta uno dei temi che, come Movimento 5 Stelle, abbiamo più a cuore.

Ecco che quindi sono opportune alcune precisazioni sull'argomento. Partiamo da una premessa: chiudere il centro cittadino dall’oggi al domani si può fare, basta mettere due transenne all’inizio di via Garibaldi e due in via Battisti e si decide che in centro non circola più una sola macchina. Ma non è certo calando decisioni dall’alto, tanto più affrettate, che si va incontro ai cittadini che – sappiamo, dopo mesi di confronto – vorrebbero l’isola pedonale in centro città.

Bisogna partire dal diffondere una cultura diversa della mobilità, portando i cittadini a ragionare con un'ottica diversa, ad abituarli a fare tre passi a piedi o in bici piuttosto che arrivare con la macchina fin sulla porta del negozio...

E' proprio per questo motivo che risulta indispensabile procedere a "step", progressivamente, partendo dalla chiusura del centro nelle giornate di mercato (tutt'ora le macchine, se vogliono, passano comunque in barba ai divieti!) e nei fine settimana (ogni sabato il centro è gremito di gente e intanto le macchine vi sfrecciano nel mezzo). Parliamo di chiusure vere, di isole interdette al traffico in cui passano solo pedoni e biciclette, non come quelle della domenica in cui l'area pedonale è limitata ad un tratto di venti metri di lunghezza...

Bisogna abituare così i cittadini a vivere diversamente il centro città, elaborando nel contempo un piano volto, nel breve periodo, a chiudere definitivamente e completamente il centro città alle auto, e in primis il centro storico. E per far questo bisognerà coinvolgere tutti i cittadini e tutti gli attori interessati, capirne le eventuali problematiche e studiarne le possibili soluzioni (pass limitati ai soli residenti, orari specifici in cui è consentito il carico/scarico merci dei negozi e via dicendo) e promuovendo attività di intrattenimento.

Basta leggere il nostro programma per capire che l'isola pedonale in centro città è una delle idee che vogliamo sostenere con forza per la città di Feltre.
Riccardo Sartor
candidato sindaco-portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune di Feltre

sabato 7 aprile 2012

La partecipazione dei giovani è il cambiamento.



Se è vero che i giovani rappresentano il futuro, è giusto che i giovani possano partecipare alle scelte amministrative di Feltre.  Questo mi ha spinto, insieme a tutto il Movimento 5 Stelle Feltre, a sottoscrivere il documento per la concessione dell’Assessorato alla politiche giovanili alla Consulta Giovani “Diciamo La Nostra”. Ho messo volentieri la mia faccia e la mia firma perché voglio farmi promotore di quel cambiamento che percepisco sempre di più nella volontà ferrea dei giovani di partecipare e di non lasciare che la propria vita sia decisa a tavolino da poche persone, che spesso vivono solo nel proprio interesse e senza l’amore per il prossimo.

Bisogna credere nel futuro dei giovani. Dobbiamo educare, incoraggiare e dare gli strumenti ai giovani per intervenire materialmente nei processi decisionali. L’istruzione, la partecipazione, il lavoro, la socialità, la salute, la mobilità, l’ambiente sono tutti temi che riguardano le nuove generazioni e il loro futuro.

Oggi i giovani si sentono traditi dalla politica, la diffidenza e l’avversione verso i partiti produce lontananza dai beni comuni e dalla loro amministrazione, bisogna avere il coraggio di aprire le porte e di creare le dinamiche in grado di permettere il cambiamento generazionale che l’Italia intera aspetta.

Crediamo che la Consulta, con otto anni di impegno ed attività fra i giovani del feltrino, abbia acquisito l’autorevolezza di poter essere rappresentata con un proprio membro all’interno della futura amministrazione. Chiaramente deve essere trovato il modo e la forma in base ai regolamenti e normativa oggi vigenti, ma la sostanza non cambia: diamo ai giovani la possibilità di partecipare direttamente alle scelte della città.

Possono credere di chiudere le porte delle istituzioni ai giovani, possono nascondere le chiavi o raccontare che le porte non sono mai esistite, ma questo non fermerà il cambiamento. Io non posso conoscere chi sarà il futuro sindaco. Posso essere solo sicuro che manterrò gli impegni presi con tutti i giovani di Feltre e la Consulta “Diciamo La Nostra”.
Riccardo Sartor
Candidato Sindaco-portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune di Feltre

lunedì 26 marzo 2012

Ufficializzata la candidatura di Sartor per il M5S Feltre. Presentatele linee guida del programma per un «futuro a 5 stelle»


Mancava solo l'ufficialità per far partire la propria corsa al Colle delle Capre. Con la conferenza stampa di presentazione pubblica, svoltasi giovedì 15 marzo, anche il Movimento 5 Stelle ha fatto partire la sua campagna elettorale in vista delle prossime elezioni comunali di Feltre, con un proprio candidato sindaco, un gruppo di lavoro determinato, un programma elaborato con il contributo dei cittadini e la volontà di mettersi a disposizione per tentare un reale cambiamento nelle logiche che amministrano la città.

Candidato sindaco è il giovane, anzi giovanissimo, Riccardo Sartor, volto noto nella battaglia contro il progetto Altanon. << L'entusiasmo dei vent’anni. È stata proprio la freschezza del perito informatico a caratterizzare la presentazione della sua candidatura a sindaco di Feltre per il Movimento Cinque Stelle>> (Il Gazzettino, venerdì 16 marzo 2012). «Il nostro è un movimento, non un partito», specifica lui che della lista è portavoce. «E sottolineo portavoce perché al posto mio potrebbe ebbero esserci qualsiasi altro del gruppo. L'obiettivo è portare idee e proposte concrete fuori da qualsiasi vincolo» sottolinea. «Il fulcro del progetto è la partecipazione, coinvolgere i cittadini nelle scelte della città e per questo abbiamo iniziato due anni fa la nostra avventura cominciando a conoscere il territorio, sentendo la gente, incontrando le associazioni e girando le frazioni». Da qui si è sviluppato il programma della civica beppegrillo.it, con l'obiettivo di portare almeno una rappresentanza in consiglio: «una lista lista tutta nostra, con gente giovane e di età media. Tutte persone che non sono mai state in alcun consiglio comunale. Siamo scesi in campo perché siamo stufi di come vengono gestite le cose, serve una scossa verso il cambiamento e vogliamo provarci, correndo da soli e nel caso di un ballottaggio lasciando libera scelta agli elettori», spiega Sartor. «La gente sente il bisogno di un rinnovamento completo».

Guarda il video della conferenza stampa di presentazione.

 

Leggi anche gli articolo di stampa locale:
- “Riccardo Sartor candidato a 5 stelle” (Corriere delle Alpi, venerdì 16 marzo 2012)
- “Cementificazione, i grillini dicono stop” (Il Gazzettino, venerdì 16 marzo 2012)

giovedì 8 marzo 2012

A Feltre il M5S lancia un ventenne nella corsa al Colle delle Capre.Giovedì 15 marzo la presentazione, già raccolte le prime firme.



E' iniziata la raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione della Lista Civica del Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni amministrative di Feltre. Nel nostro primo gazebo organizzato martedì mattina durante il mercato abbiamo raccolto la prima settantita di firme e abbiamo distribuito materiale informativo con le idee e le proposte emerse in questi mesi di lavoro. Con molti cittadini c'è stato un bello scambio di opinioni e punti di vista, anche con chi non condivideva qualche nostra idea e con chi magari non ha firmato. E' stato soprattutto uno scambio umano. L'essere fra la gente, ascoltarla, darle attenzione e importanza, farla sentire partecipe, ha avvalorato la nostra tesi che quella della partecipazione e del coinvolgimento sia, senza ombra di dubbio, la via maestra per gestire correttamente il nostro territorio.


In tanti hanno manifestato il desiderio di un ricambio, anche generazionale, all'interno delle istituzioni cittadine: la volontà di mandare avanti giovani e idee nuove è stata manifestata da tante persone che si sono avvicinate al gazebo.

La raccolta delle firme prosegue anche questo sabato pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30, in Largo Castaldi di fronte alle bacheche comunali. L'obbiettivo è quello di raccogliere fra le 100 e le 200 firme necessarie per far apparire il simbolo del Movimento sulla scheda elettorale. Al gazebo i cittadini avranno la possibilità di conoscere il Movimento 5 Stelle, gli attivisti e le tante proposte per Feltre. Per sabato, poi, è indetta anche una giornata nazionale di informazione No Tav, con la distribuzione di volantini per fare informazione sui perchè il Movimento 5 Stelle sostiene la battaglia contro la Tav in Val di Susa.

La conferenza stampa di presentazione pubblica aperta a tutta la cittadinanza è programmata per giovedì 15 marzo, alle ore 20.30, presso la saletta interna della Birreria Pedavena. Sarà l'occasione per presentare il Movimento 5 Stelle, il nostro portavoce-candidato sindaco e il programma elaborato in questi mesi con il contributo dei cittadini. Sono invitati a partecipare tutti gli organi di stampa.


mercoledì 7 marzo 2012

Il cittadino come fruitore della città e dell’ambiente che lo circonda.Le proposte del M5S Feltre per trasformare la mobilità.



Da sempre il nostro gruppo di lavoro dedica particolare attenzione al tema della mobilità, intesa come modo di spostarsi dei cittadini. In questo senso crediamo sia necessario avere un approccio completamente diverso da quello utilizzato in questi anni.

Ragionare in un’ottica di mobilità sostenibile significa mettere al centro di tutte le nostre riflessioni il cittadino come fruitore della città e dell’ambiente che lo circonda, per contrastare anzitutto l’uso troppo spesso indiscriminato del trasporto privato su gomma (l’automobile).

È chiaro però che dobbiamo applicare un ragionamento di ampio respiro, che prenda in considerazione limitazioni del traffico, aumento del trasporto pubblico collettivo e promozione della mobilità pedonale e ciclabile. Per questo serve una programmazione puntuale basata su interventi da applicare in maniera integrata, in modo da rinforzarsi uno con l'altro, che potrebbero confluire in un Piano Urbano della Mobilità.

In questi mesi di confronto con i cittadini sono emerse tutta una serie di proposte che costituiscono parte integrante del nostro programma, o meglio, delle nostre “linee guida per una città a 5 Stelle”: censire i percorsi ciclabili esistenti per sviluppare di conseguenza gli interventi necessari per la loro sistemazione e messa in sicurezza; programmare nuovi tratti ciclabili, anche in sinergia con i comuni confinanti (la Feltre-Belluno, la Feltre-Pedavena, un percorso ciclabile verso la Valsugana ed uno verso la trevigiana); predisporre parcheggi di interscambio fra gomma-rotaia-bicicletta-autobus nelle aree strategiche della città; partire dai più piccoli con la sperimentazione del “pedibus” e la realizzazione di percorsi sicuri nel tragitto casa-scuola; ottimizzare il trasporto pubblico per garantire collegamenti efficienti tra frazioni e centro cittadino; rinnovare la stazione ferroviaria per farla diventare strategica porta di accesso alla città; studiare un possibile rafforzamento e prolungamento della linea ferroviaria verso Primolano, etc…
Sono tutte idee concrete che vogliamo sostenere nei mesi futuri.

Il nostro dito poi è puntato da sempre sulla chiusura al traffico del centro cittadino. La città murata di Feltre è uno dei centri storici più belli d’Italia, luogo naturale di vocazione turistica. Promuovere una progressiva pedonalizzazione della città murata e del centro cittadino è un’azione indispensabile per restituire al cittadino la vivibilità di questo luogo, facilmente raggiungibile a piedi da tutti i parcheggi situati intorno all’anello cittadino ad una distanza massima di due/quattrocento metri.

Impossibile poi non soffermarsi sul tanto dibattuto (mancato) prolungamento della superstrada Fenadora-Anzù, per il quale la soluzione definitiva sembra sia quella di perforare il Telva per costruire una galleria destinata a convogliare il traffico all’altezza della nuova rotatoria del Casonetto. Un'ipotesi, quest'ultima, che ci sembra particolarmente difficile da sostenere: dove pensiamo di trovare 300milioni di euro, tale è il costo per la realizzazione dell’opera? Visto che siamo segnati da interventi portati avanti nel corso degli anni senza una vera programmazione di fondo che hanno cambiando radicalmente l’aspetto, nonché la vita, di alcune zone della nostra città, ora l’unico modo di “salvare il salvabile” è quello di studiare la soluzione meno impattante sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico, per non compromettere ulteriormente il territorio e per non gravare troppo sulle tasche dei contribuenti.

Trasformare la mobilità. E’ questa una delle nostre idee per Feltre.

Riccardo Sartor
per il Movimento 5 Stelle di Feltre

mercoledì 22 febbraio 2012

Una città ricca di associazioni culturali e di grandi potenzialità: ilM5S a confronto sul tema della cultura, del teatro e dello spettacolo



Una città che potrebbe vivere di cultura, ma che risente della mancanza di un progetto d'insieme, di un coordinamento e di una sinergia fra i vari attori. È quanto emerso dall’incontro che abbiamo organizzato qualche settimana fa con alcune realtà associative operanti nel settore del teatro, della cultura e dello spettacolo. L’obbiettivo è stato quello di riflettere sui problemi, sulle possibilità e sulle prospettive future nell’ambito culturale della città di Feltre.  L’incontro è stato particolarmente costruttivo e ci ha permesso di stillare una serie di proposte che saranno parte integrante del nostro programma elettorale.

Si è partiti da alcune premesse iniziali. A Feltre esistono numerose associazioni culturali che hanno voglia di fare e che spaziano dal teatro-spettacolo alla pittura, dalla lettura espressiva alla musica, dall’animazione all’intrattenimento. La città poi offre infinite possibilità per essere valorizzata, sia sotto il profilo storico che architettonico. A tutto questo va aggiunto un enorme potenziale di volontariato che tiene in vita le varie associazioni (e non solo quelle culturali).

Quello che manca – e che secondo noi potrebbe realmente fare la differenza – è un filo conduttore che riesca a coinvolgere tutti questi attori. Cosa può fare in questo senso un’amministrazione comunale? Promuovere una sinergia di forze, attraverso un tavolo di confronto aperto a tutte le associazioni interessate, per costituire un progetto ben definito volto a promuovere la cultura a tutti i livelli; accogliere a braccia aperte (soprattutto in un periodo particolarmente “magro” come questo) la possibilità di usufruire dei numerosi gruppi locali per fare cultura e svolgere così un ruolo di coordinamento.

Durante l’incontro è emersa anche la proposta di fare un censimento di tutte le associazioni presenti sul territorio: chi sono, quante sono, cosa fanno, quali materiali e mezzi hanno a disposizione, in un’ottica di organizzazione e collaborazione fra gruppi diversi. In questo contesto si inserisce anche l’idea di creare un collegamento fra le varie manifestazioni, in modo da poter razionalizzare i costi e proporre in modo efficace i vari eventi, evitando sovrapposizioni controproducenti.

Grazie a tale sinergia si potrebbero realizzare innumerevoli e variegati progetti: rassegne musicali nelle vie del centro con gruppi ed artisti locali, lettura e teatro nelle piazze e nelle frazioni, esibizioni di contorno alle visite turistiche nella cittadella, piccoli intrattenimenti nei momenti di festa della città. Attività di questo genere sortirebbero un duplice effetto: valorizzare maggiormente la città attraverso la creazione di diverse attrattive e promuovere le associazioni locali stesse.

Quello che le associazioni del territorio chiedono non è nient’altro che un supporto logistico: snellire le procedure burocratiche, concedere temporaneamente qualche attrezzatura e magari ridurre i costi di occupazione suolo pubblico.

Vista la scarsità di risorse economiche nelle casse comunali, uno degli strumenti per ovviare alla carenza di fondi è quella di instaurare una collaborazione virtuosa fra pubblico e privato, promuovendo attività che possono essere elegantemente sponsorizzate da privati.

Infine, un tema al quale è stato riservato ampio spazio nel corso della serata è il Teatro La Sena. Come Movimento 5 Stelle riteniamo sia necessario considerare prioritaria la piena fruizione della “piccola Fenice”, ricercando i fondi necessari al definitivo completamento di questa struttura che dovrà rappresentare il pilastro ricettivo e culturale della città di Feltre, luogo di aggregazione, di scambio e di promozione delle associazioni locali, e non solo privilegio di qualcuno.
Riccardo Sartor
per il Movimento 5 Stelle di Feltre