domenica 11 dicembre 2011

Regolamento di polizia locale, polemica finita ma la gente chiede uncambiamento



Ho partecipato molto volentieri all'appuntamento organizzato lunedì sera dalla Consulta “Diciamo la nostra” per discutere del nuovo regolamento di polizia locale di Feltre, incontro che ha permesso di aprire ai cittadini il confronto su questo tema.

Mi sarei aspettato una partecipazione un po’ più ampia da parte dei giovani di Feltre, vista anche la massiccia adesione alla manifestazione contro il nuovo regolamento di polizia urbana. Spero vivamente che in molti abbiano seguito il dibattito attraverso la diretta web messa a disposizione dalla Consulta (per la quale esprimo il mio vivo apprezzamento). Mi sarei aspettato anche - e qui non lo dico per polemizzare - la presenza del signor sindaco (purché dimissionario) che in giunta comunale detiene anche l'assessorato alle politiche giovanili: vedere il sindaco della propria città che si interessa e si confronta con i giovani sarebbe stato indubbiamente un gesto molto apprezzato da tutti.

Ho ascoltato con molta attenzione e vivo interesse tutti gli interventi  della serata. Parto da una considerazione emersa durante l'assemblea. Dal momento che tutte le norme contenute nel nuovo regolamento sono l'insieme di tante ordinanze emesse dal 2008 ad oggi (e che quindi queste regole esistevano già da diversi anni), qualcuno ha parlato di una protesta "strumentalizzata". Penso piuttosto che la protesta sia stata legittima. Negli ultimi anni (e specialmente in quest'ultimo periodo) ho visto crescere nei giovani della mia età un interesse sempre maggiore in relazione alle vicende feltrine; credo infatti che in tanti giovani cittadini ci sia la volontà di cambiare il volto e l’immagine di questa città, di renderla più viva ed accogliente per i giovani stessi, e allo stesso momento di rendersi parte attiva a questo cambiamento. Un cambiamento radicale che personalmente reputo necessario per la sopravvivenza futura della città stessa.

La protesta contro il nuovo regolamento è stata - anche per ammissione stessa degli assessori presenti all’incontro - la conseguenza più diretta e spontanea della mancanza di comunicazione, informazione e confronto, ma ancor prima di attenzione e sensibilità verso i giovani.

Era chiaro a tutti fin da subito che l’intento dell’amministrazione non era certamente quello di vietare di sedersi su una piazza pubblica, di bere l’acqua dalle fontanelle o di suonare una chitarra su un prato. L’errore era ““semplicemente”” contenuto nella forma in cui è stato elaborato il regolamento che, di conseguenza, lasciava ampi margini di discrezionalità a chi di dovere in fase di applicazione del regolamento stesso.

Come ha sottolineato anche il presidente della Consulta, la notizia è uscita sui giornali e i giovani ovviamente si sono arrabbiati e sono scesi in piazza per dare un segnale. E bene ha fatto la Consulta a proporre le opportune correzioni alla forma del regolamento.

Sulla vivibilità della città, poi, l’opinione di fondo emersa in sala ha evidenziato come vi sia la necessità di instaurare un “meccanismo virtuoso” che permetta ai giovani e meno giovani di rimanere in città, di trovare spazi e momenti di aggregazione. Insomma, provare a “definire anche una propria identità”, ragionare sul futuro.

Richieste alle quali il vicesindaco Trento ha risposto pressoché lapidario: “E’ l’iniziativa privata che deve attivarsi”. Immediata anche la replica: “C’è bisogno di un supporto. La gente c’è ed ha voglia di fare. Serve un po’ più di elasticità”. E ancora: “E’ sbagliato il modo con cui l’amministrazione si approccia ai cittadini e agli esercenti” perché “non servono né soldi né finanziamenti, ma è necessario condividere delle scelte, coinvolgere maggiormente la gente, aprire le porte verso i giovani”. Piccola stoccata, rimasta senza risposta, anche sulla viabilità cittadina: “Perché le macchine devono passare in centro??”. E infine un invito a coinvolgere maggiormente la Consulta Giovani, dandole la possibilità di pensare ed organizzare attività di diverso stampo.

Insomma, la polemica sul regolamento di polizia urbana sarà anche finita. Ma dall’assemblea è emerso in maniera evidente che la gente, giovani e meno giovani, vuole vivere veramente la città di Feltre, vuole renderla più ricca, più dinamica e - perché no - più al passo coi tempi.

E visto il fermento che in questi ultimi mesi sta animando la cittadinanza, non ci resta che sperare in qualcosa di positivo (soprattutto in vista delle prossime elezioni) e lavorare tutti insieme per raggiungere questo importante obbiettivo. Noi, come Movimento 5 Stelle, faremo tutto il possibile per tentare questo cambiamento, e dare a questa città un piccolo salto di qualità.
Riccardo Sartor

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