lunedì 14 novembre 2011

A Feltre i giovani manifestano contro i nuovi divieti impostidall'amministrazione: "La città è già avara di proposte, non tocchiamogli unici spazi pubblici rimasti"



Duecento, duecentocinquanta. Sono questi i numeri della manifestazione di protesta che sabato scorso ha interessato il centro di Feltre, dove giovani e meno giovani hanno sfilato in corteo da via XXXI Ottobre a Piazza Maggiore contro il nuovo regolamento di polizia urbana approvato lunedì scorso dal consiglio comunale.

A molti l’idea di non potersi più sdraiare su un prato, di non poter più attingere l’acqua dalle fontanelle pubbliche, di non potersi più sedere sulle gradinate di una piazza a chiacchierare o a suonare il proprio strumento, evidentemente non è andata giù.  Ed in una realtà già scarsa di proposte per i giovani, come è Feltre, questa serie di divieti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.


Lo sdegno dei cittadini non si è fatto attendere: in due giorni è stata organizzata un’azione di protesta pubblicizzata su Facebook con un incessante tam tam mediatico e attraverso il passaparola.  E così la gente si è riversata in piazza, sotto lo sguardo incuriosito dei passanti, gli applausi di qualche cittadino e la sorveglianza degli agenti della questura e della polizia locale.

Alle 16 la folla si è radunata in via XXI ottobre, dove sono stati distribuiti dei volantini con i motivi della protesta, per poi proseguire in corteo attraversando porta Imperiale e salendo lungo via Mezzaterra, intonando canzoni di Gaber e l’intramontabile “Bella ciao”. Un corteo pacifico ed ordinato, all’insegna della musica e dell’ironia, fra chitarre, fisarmoniche, sonagli, tamburi e tamburelli.  In testa al corteo uno striscione a radunare le oltre duecento persone partecipanti. Numerosi anche gli slogan, dal ritiro dell’”editto medievale” alla richiesta di dimissioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Vaccari.

Mezz’ora dopo il lungo serpentone è sbucato nel cuore del centro storico, in piazza Maggiore, dove i manifestanti si sono seduti sul prato antistante la chiesa di San Rocco (comportamento vietato nel nuovo regolamento di polizia locale), mentre gli organizzatori hanno spiegato le ragioni della protesta. Non viene contestato in toto il nuovo regolamento approvato, ma solamente le norme ritenute più discutibili e più bizzarre, oltre a quelle così vaghe e generiche tali da poter essere interpretate a discrezione dell’agente di turno.

Imporre questi divieti, insomma, è stato un po’ come togliere gli unici momenti di incontro e di svago rimasti: perché senza un cinema, senza un centro civico, senza un luogo di ritrovo per i giovani, le uniche possibilità di aggregazione per i feltrini sono le due chiacchiere seduti sui gradini della piazza, i ritrovi a suon di musica nei giardinetti pubblici oppure, pur di non dover spostarsi fuori città,  i numerosi bar.

Una manifestazione gioiosa, senza tanti precedenti a Feltre, dove i dimostranti hanno lanciato un chiaro segnale alla politica: i cittadini vogliono vivere veramente la Città di Feltre e la Politica deve lavorare in questo senso, favorendo i momenti di scambio e di aggregazione, incentivando l’uso degli spazi pubblici. Anche a Feltre si inizia a respirare finalmente un’aria nuova, una ventata di entusiasmo e cambiamento.

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