lunedì 3 ottobre 2011

Quantità VS qualità: le preoccupazioni del M5S sulla raccoltadifferenziata di Feltre



Dopo la pausa estiva, torniamo sull’argomento rifiuti. Perché vogliamo sottolineare l’indecoroso stato in cui versano quasi quotidianamente le isole ecologiche della nostra città. Cassonetti di carta e plastica stracolmi e traboccanti, sacchetti di immondizie abbandonati nelle isole ecologiche. Una situazione insostenibile e inaccettabile, di pessima presenza sia per i cittadini che per i turisti. A guardare le immagini che abbiamo scattato, la situazione è lampante.

Siamo preoccupati anche di fronte quello che viene conferito nei cassonetti, dove c’è veramente di tutto. Abbiamo condotto dei sopralluoghi in diverse giornate, monitorando alcune isole ecologiche della città, e abbiamo guardato cosa c’è dentro ai cassonetti. Nel bidoncino dell’umido insiste la presenza di sacchetti di plastica, non biodegradabili; ci è capitato di trovarci dentro addirittura bottiglie di plastica (vedi foto) o confezioni di tetrapack. Anche nei cassonetti della carta abbiamo visto diverse buste e sacchetti di plastica, mentre sopra i cassonetti degli imballaggi in plastica spesso stracolmi è presente di tutto: cartoni, scatoloni, barattoli ingombranti e grossi sacchi neri di dubbio contenuto.

Se da un lato la quantità di raccolta differenziata (sottolineiamo la parola “quantità”) è aumentata esponenzialmente raggiungendo la percentuale dell’80% (così come dimostrano i dati sull’andamento della differenziata), possiamo dire altrettanto per la qualità del rifiuto conferito? A guardare dalle immagini che abbiamo raccolto si direbbe proprio di no.

La vera sfida che abbiamo davanti è sì migliorare le quantità complessive di raccolta differenziata, ma soprattutto la qualità, per ridurre al minimo la necessità di seppellire i rifiuti o incenerirli. Differenziare bene porta i suoi vantaggi, economici e ambientali. I rifiuti sono una risorsa. La vera filosofia è “più ricicli più risparmi”, non più raccogli più risparmi!

La qualità del rifiuto conferito nei vari cassonetti della differenziata è ben più importante della raccolta in sé, visto che ne determina i successivi costi di selezione, riciclo e/o smaltimento. Se nel cassonetto della carta o della plastica vengono buttati anche altri rifiuti, o se nell’umido vengono conferiti rifiuti in sacchetti di plastica e non in quelli appositamente biodegradabili, viene compromesso l’intero sistema.

Se da un lato si riconosce un risparmio nei costi di smaltimento dell’indifferenziato, dall’altro si rischia di incorrere in un potenziale aumento dei costi di selezione e smaltimento del differenziato. Tant’è che - come recentemente evidenziato dalla stampa - i costi di gestione e di smaltimento sono ancora molto alti.

La responsabilità della qualità della differenziata è certamente del cittadino che purtroppo conferisce in maniera errata quello che comunemente viene chiamato rifiuto. C'è chi lo fa per una svista (una volta può succedere), chi perché magari è in buonafede ed è poco informato, e chi lo fa apposta perché dell'ambiente e della raccolta non gliene frega proprio niente (e quest'ultimo è innegabilmente da sanzionare severamente). Ma è qui che entra in gioco la Politica!

Se i cittadini sono abituati ripetutamente a commettere questi errori, qualcosa non funziona all'interno di questo sistema e forse esiste anche un problema di mancata sensibilizzazione e di poca informazione alla cittadinanza. Non basta un eco-dizionario, tantomeno sporadiche comunicazioni alla stampa. Su un argomento come quello della differenziata, se vogliamo veramente puntare al meglio, è necessario investire di più, puntare su una continua e diffusa formazione-informazione, intervenendo anche nelle scuole, rammentando ai cittadini giorno dopo giorno come si differenzia meglio. Non possiamo adottare un metodo e abbandonare i cittadini a sé stessi.

E lo sforzo profuso in questo senso dall’amministrazione comunale dovrebbe essere ben più importante, dal momento che con il sistema di raccolta differenziata di tipo stradale non c’è alcun controllo sul conferimento: in tutti i cassonetti può finire ogni genere di rifiuto, senza dimenticare che le isole ecologiche diventano spesso zone di abbandono di rifiuti di ogni genere. Dobbiamo quindi scontrarci con una qualità del rifiuto conferito di gran lunga inferiore rispetto a quella presente in metodi di raccolta di tipo porta a porta, che noi sosteniamo da sempre.

Leggi anche alcuni articoli di stampa correlati:
- "Feltre, è una raccolta poco differenziata" (Corriere delle Alpi, 6 ottobre 2010)
- "Feltre, due impegni non mantenuti" (Corriere delle Alpi, 22 novembre 2010)
- "Isole ecologiche, trionfo degli ecofurbi"   (Corriere delle Alpi, 21 giugno 2011)
- "La differenziata vola ma non paga" (Corriere delle Alpi, 29 settembre 2011)

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