giovedì 24 febbraio 2011

Busche: lungo il lago cresce la torre asfalti

Sullo sfondo il lago artificiale di Busche, un bacino fluviale e lacustre di 49 ettari caratterizzato da rive rocciose e ghiaiose, di vegetazione ripariale ricca di salici, pioppi, ontano, con pregevoli tratti di canneto e una grande varietà di pesci e piante acquatiche. Insomma, una ricchezza di biodiversità ed un’importante oasi di rifugio e di sosta per l’avifauna, tant’è che il lago ricade sotto Zona a Protezione Speciale, è Sito di Interesse Comunitario, configura nell’elenco delle zone umide d’interesse internazionale (convenzione di Ramsar, 1976) ed è sottoposta a vincoli di natura idraulica e idrogeologica, perché area di esondazione ed espansione delle acque del fiume Piave, e di natura paesaggistica per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Un posto ideale per … una torre destinata alla produzione di bitume!!

A pochi metri dal lago, nell’ex area Merotto, sta crescendo in questi giorni l’imponente torre asfalti Ascon alta 33 metri, per un impianto industriale (circa tre volte più grande di quello già esistente) classificato come “insalubre di prima classe”, destinato alla produzione di conglomerato bituminoso e predisposto al riciclaggio degli asfalti stessi.

Sono non poco preoccupati gli abitanti della zona di Busche che da mesi, invano, chiedono alle istituzioni lumi su questa faccenda. Com’è possibile autorizzare un tale impianto in una zona così particolare dal punto di vista avifaunistico, idrogeologico e turistico? E soprattutto quali sono le ricadute sul territorio che comporterà l’ampliamento dell’impianto e l’innalzamento della torre?

I cittadini – con i quali il Movimento 5 Stelle si era incontrato ad ottobre – sono particolarmente allarmati e promettono battaglia: «Difficile affermare che si tratti di un intervento migliorativo o di una riqualificazione ambientale! Con questo nuovo impianto si avrà un incremento sproporzionato di traffico, di rumori e soprattutto di emissioni in atmosfera. È un intervento non giustificato, esclusivamente a beneficio del privato, la bellunese Ascon Srl». L’aspetto sul quale i cittadini hanno dibattuto a lungo è la mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale, «non necessaria» secondo gli enti locali, fondamentale secondo i cittadini: «Un sifatto progetto avrebbe presupposto un nuovo iter approvativo per verificare quali conseguenze di natura idraulica, idrogeologica ed ambientale potesse produrre nel territorio, ma ciò non è accaduto».

In comune a Cesiomaggiore il sindaco, nella convinzione di avere le mani legate, tenta di portare a casa il salvabile: «Ci sono dei poteri forti che hanno avuto il sopravvento, forse negli uffici dove si fanno le leggi. Certamente non qui in comune».

Sebbene in municipio tutto sia definito regolare, i dubbi però rimangono. E gli abitanti della zona non si rassegnano (segui la vicenda sul gruppo facebook “NoTorreBusche”).

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