mercoledì 12 gennaio 2011

Video-insulto, Riposi querela Vedelago

tratto dal Corriere delle Alpi, mercoledì 12 gennaio 2011

FELTRE.  Gli avvocati erano entrati in scena ad agosto, quando in ballo c'erano soltanto soldi. Ma i burrascorsi rapporti tra comune e Centro di riciclo di Vedelago sono precipitati ulteriormente, al punto che nella vicenda hanno fatto la loro comparsa anche i carabinieri. Non di loro iniziativa, va detto. E' prassi che, in presenza di una querela, le forze dell'ordine svolgano opportuni approfondimenti.

La querela, nella fattispecie, è firmata dall'assessore all'ambiente Riposi, che non ha digerito le critiche e ancora di più l'insulto che la responsabile del Centro di Vedelago Carla Poli gli ha rivolto in una video-intervista registrata (e pubblicata su YouTube) dai rappresentanti del movimento Cinque Stelle proprio in merito alla fine del rapporto tra il comune di Feltre e l'impianto da lei diretto.

Nonostante il "bip" che copre l'insulto, il senso della frase è chiarissimo, così anche il contesto - una critica molto dura, benché argomentata - che mette in discussione le scelte del comune e dell'assessore. E Riposi, fedele alla linea battagliera della giunta Vaccari (che sta battendo tutti i record per il ricorso ad avvocati) ha presentato querela.

Qualche giorno fa i quattro rappresentanti del movimento Cinque Stelle sono stati dunque convocati in caserma dai carabinieri e interrogati per verificare la parola oscurata dal "bip" e un'altra accusa rivolta da Carla Poli all'assessore in merito al suo presunto disinteresse nei confronti di un corretto smaltimento della plastica. L'assessore da parte sua non conferma né smentisce: «Per il momento non posso parlarne», si limita a dire.

Nel frattempo resta aperto anche l'altro fronte, che vede comune e impianto in guerra per i compensi sulla plastica conferita a Vedelago e non ancora pagata. Feltre reclama 75 mila e 800 euro (altri 155 mila li rivendica la Cmf), ma Carla Poli ha sempre replicato sostenendo che quei soldi non devono uscire dalle casse del suo Centro: «Sono rimborsi dovuti dal Conai, noi siamo soltanto un intermediario e li aspettiamo tanto quanto il comune». Solo che in ballo c'è anche la qualità del rifiuto portato da Feltre: qualità «pessima», sempre a sentire Poli, perché la parte non riciclabile supererebbe di gran lunga la soglia tollerata dell'8 per cento. Prossimo appuntamento in tribunale.

Nessun commento:

Posta un commento