mercoledì 20 ottobre 2010

Impianto ex-Merotto, interviene il Movimento Cinque Stelle

A pochi giorni dal via libera all'ampliamento dell'impianto ex-Merotto a Pez di Busche, con la costruzione di una torre alta 33 metri per la produzione di asfalti, interviene il MoVimento Cinque Stelle di Belluno-Feltre, reduce da un incontro con alcuni cittadini di Pez che si oppongono al progetto.

"I cittadini non sono stati interpellati, ma sono venuti a conoscenza del progetto solo durante una presentazione pubblica, segno di un’evidente mancanza di trasparenza da parte degli organi competenti e di un fallito coinvolgimento della popolazione locale" dicono i portavoce del Movimento, che lanciano poi una critica a tutti i politici: "Nessuno si è mai mosso con una visione a 360° per fare un completo ragionamento sull’impianto, sulla sua collocazione e sulle conseguenze di un eventuale ampliamento. Chi di dovere si è semplicemente barricato dietro il beneplacito della Sovrintendenza, aggirata dall’arroganza del privato e del suo potere economico". "È qui che entra in gioco il ruolo della politica. Bisogna che gli amministratori locali prendano in mano la questione e la esaminino in un’ottica futura: se questo impianto nuoce alla salute dei cittadini bisogna trovare una soluzione concreta".

Il Movimento sottolinea il problema di fondo: "A detta dei residenti, sono ben quarant’anni che la torre (tutt’ora fuorilegge) produce inquinamento, polveri e rumori, in una zona demaniale data in concessione idrica, Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale, nei pressi di un lago che è passaggio di rotte di migrazione dell’avifauna, habitat idoneo per la conservazione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori. Una zona splendida dal punto di vista ambientale, dove tutti i progetti che hanno incidenze significative devono essere assoggettati alla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale". E quindi le considerazioni sul progetto: "Su questo sito si innalzerà un’impattante torre di 33 metri destinata alla produzione di bitume (produzione tre volte superiore rispetto all’attuale), con uno sproporzionato incremento di traffico e conseguenti rumori, ma soprattutto con un ragionevole aumento di emissioni (per le quali, a detta dei cittadini, mancano ancora dati certi). Non verrà nemmeno creato nessun nuovo posto di lavoro, quindi si tratterà di un ampliamento esclusivamente a beneficio del privato, l’Ascon, società gestita dai più grossi asfaltatori della provincia".

"Se spostare l’impianto in un sito alternativo, come richiesto inizialmente dai cittadini, non è possibile, si ragioni almeno sui vecchi progetti di riqualificazione e mitigazione ambientale dell’area, a detta dei cittadini stralciati. Sarebbe indispensabile la messa a norma dell’impianto, un controllo serrato delle emissioni in aria, l’obbligo a mantenere il deposito degli inerti solo temporaneamente e con cumuli di altezza non superiore ai cinque metri. Inoltre sarebbe interessante un eventuale modifica e spostamento della viabilità verso Santa Giustina, il frequente passaggio di spazzatrici e l’utilizzo di irrigatori per evitare la dispersione in aria delle polveri, al fine di permettere ai residenti di convivere con l’impianto".

"Ma la nostra domanda sostanziale è questa: perché concedere al privato di triplicare la produzione? E perché il privato ha già l’impianto pronto per la messa in opera, nonostante il procedimento legislativo e burocratico non sia ancora giunto a conclusione?"

"Inoltre, è una coincidenza il fatto che venga richiesto questo ampliamento di produzione nel stesso momento in cui viene presentato anche il progetto per la centrale di Busche? Ricordiamo infatti che il materiale proveniente dalla galleria di 11 chilometri (circa 600mila metri cubi di roccia) verrà stoccato proprio nell’impianto ex Merotto di Pez, con un transito di circa 140mila camion in quattro anni (uno ogni dieci minuti). C’è forse una connessione di guadagni in questo?

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