giovedì 7 ottobre 2010

Il MoVimento ha incontrato l'assessore Riposi. Ma restano ancora perplessità.



Martedì 5 ottobre il Movimento Cinque Stelle di Feltre ha incontrato l’assessore Riposi per parlare della gestione dei rifiuti. Fin da subito l’assessore si è dimostrato piuttosto arrabbiato nei nostri confronti. Avevamo anche fatto esplicita richiesta che l’incontro fosse video-ripreso, come ulteriore occasione per comunicare con i cittadini e dare quelle risposte tanto sperate, ma l’assessore non ha consentito le riprese. Per evitare un possibile scontro, non abbiamo voluto insistere e abbiamo accettato, purché l’assessore avesse risposto alle nostre domande e avesse fatto chiarezza sul tema della gestione dei rifiuti.

Riposi non ha gradito le diverse uscite sulla stampa da parte del movimento (“avete scritto cavolate”) e soprattutto non ha digerito la videointervista fatta alla signora Poli di Vedelago (“avete messo su Youtube un video che avete cannato su tutti i fronti”). Riposi ha precisato di non essere mai intervenuto sulla vicenda di Vedelago, di non sapere nulla della delibera per recuperare i crediti da Vedelago (anche se la delibera recita “sentito l’assessore competente Raffaele Riposi”) e di non essere mai stato al corrente di una proposta di “gestione virtuosa” da parte del centro di riciclo (anche se un operaio comunale, presente all’incontro, ha poi accennato ad una presunta “esternalizzazione” del servizio, il che fa pensare che “forse la proposta era stata abbracciata dalla precedente amministrazione”).

A quel punto, constatata la possibile estraneità dell’assessore ai fatti di Vedelago, abbiamo chiesto la sua disponibilità ad intervenire ad un incontro pubblico con la signora Poli per fare chiarezza sulla questione e dare una corretta informazione ai cittadini. Ma l’assessore ha immediatamente respinto la richiesta (“Io non voglio assolutamente incontrare la signora di Vedelago. Ci incontreremo nelle sedi opportune”). Riposi si è lamentato di essere stato “malamente inveito” e di essere ingiustamente vittima di una “situazione molto pesante in qualità di persona pubblica” (“Prendere dello stronzo o dell’incompetente in maniera gratuita non è piacevole. Io vanto trent’anni di attività, in cui mi sono sempre battuto per l’ambiente e per il portafoglio dei cittadini. E con la signora di Vedelago sono cinque anni che non parlo più”).

L’assessore ci ha detto di non centrare nulla nemmeno sulla decisione di cambiare il punto di riferimento per il conferimento della plastica (da Vedelago a Sandrigo), “decisione assunta autonomamente, contro il mio parere, dalla comunità montana”. Riposi ci ha detto anche di aver “sempre supportato Vedelago, come efficienza e capacità di fare le cose” e di averlo per primo fatto conoscere in provincia.

Poi l'assessore si è calmato e così abbiamo iniziato a parlare del sistema di gestione dei rifiuti. Riposi ha precisato innanzitutto che la gestione della differenziata (carta, plastica, vetro, umido) spetta alla Comunità Montana Feltrina, mentre sul secco sono i singoli comuni a decidere.

Per quanto riguarda il comune di Feltre, Riposi ci ha detto che la scelta delle calotte (che “sono in affitto”) è stata dettata da molte variabili ponderate “a favore di un futuro”: “Si utilizza un mono operatore che dal punto di vista della raccolta è il meno costoso in assoluto; si sono utilizzati i mezzi di raccolta già presenti, altrimenti il Comune avrebbe dovuto fare un enorme investimento per cambiare camion e attrezzature; ed infine, in nome della sicurezza e del rischio biologico, questo metodo si rivela il più sicuro per gli addetti allo svuotamento dei cassonetti”.
Riposi ha poi parlato del porta a porta che, secondo alcuni studi, “ha un incidenza ambientale, come emissioni in atmosfera, pari a quella di un inceneritore” ed è un metodo che “ha un vantaggio maggiore, ma dal punto di vista dei costi e della logistica, man mano che caleranno i contributi Conai, avrà pesanti ricadute sui cittadini”. Poi Riposi si è detto incerto se sia meglio mandare il secco all’inceneritore o al riciclo, dal punto di vista dei costi. A quel punto gli abbiamo fatto notare che sicuramente non è salutare per i cittadini mandare il secco ad incenerire, ma Riposi ha difeso gli inceneritori in nome delle tecnologie più avanzate.

Per quanto riguarda i cassonetti del secco che si aprono anche senza la chiavetta elettronica, Riposi ha detto che “non è colpa del comune ma del costruttore”, che Feltre è “il comune pilota per questo tipo di problema” e che la ditta incaricata provvederà a sigillarli. Non ci ha spiegato, però, se questi costi ricadranno ancora sui cittadini.

Poi l’assessore ha ribadito che “l’aumento della raccolta differenziata è stato un exploit a Feltre, oltre l’80%”, passando “dalle 50 tonnellate alle circa 415 tonnellate”. E sulla qualità della differenziata ha precisato che “è una delle migliori della Comunità Montana Feltrina”, che “il riciclato è aumentato del 70%” e che “è diminuito sostanzialmente il secco”. Secco che viene consegnato al Maseròt e che, successivamente, finisce nel centro di incenerimento di Padova, insieme al 24% della raccolta differenziata (lo scarto). E pensare che, se si fosse optato per una soluzione con il centro di Vedelago, il secco e lo scarto avrebbero potuto essere riciclati e produrre malte cementizie e calcestruzzi per ottenere manufatti e prodotti tipici dell’edilizia che trovano largo impiego nel mercato, con vantaggi e ritorni economici sia per il comune che per la collettività.

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