domenica 12 settembre 2010

Sui rifiuti, dati “ingannevoli”. Quanti rifiuti sono effettivamentericiclati e quanti finiscono in discarica?

Nella sua ultima conferenza stampa l’assessore alle politiche dei rifiuti Riposi ha sfoderato ai giornali un po’ di numeri per tranquillizzare i cittadini sul nuovo sistema di gestione dei rifiuti. Ha parlato di una “riduzione significativa”, del “dieci per cento di risparmio” e di una raccolta differenziata che “supera il 70 per cento”.

Tante parole, ma poco o nulla di concreto. Dopo quattro mesi dalla nuova gestione, ancora non si conosce la cifra che dovrà sborsare ogni singolo cittadino per il conferimento dei rifiuti. Il periodo di prova del nuovo sistema si allunga e l’applicazione della tariffa slitta di mese in mese. Quando avrà inizio la tariffazione? Quanto graverà sui cittadini? Ma, soprattutto, come sarà possibile applicare una tariffa precisa in un sistema compromesso dai cassonetti a calotta che si aprono anche senza la chiavetta elettronica? Quanto e come il conferimento del secco, non registrato dal chip elettronico, influirà sulla tariffa?

L’assessore ha parlato di picchi record della raccolta differenziata, ma qual è veramente la qualità del differenziato? Semplicemente sbirciando nei vari cassonetti sembra che spesso il rifiuto differenziato sia di scarsa qualità. La responsabile di Vedelago, Carla Poli, alle nostre telecamere aveva detto che la qualità del differenziato di Feltre è «uno schifo» perché «mescolano tutto». «Quando venivano qua a conferire la plastica» aveva evidenziato la responsabile del centro «nonostante i grandi proclami sulla qualità della raccolta differenziata - che allora era al 30% circa - lo scarto era del 20-26%, su un massimo di errore consentito pari all’8%». «Quindi» aveva sottolineato «togliendo lo scarto, Feltre sarebbe addirittura sotto ai limiti imposti dalla Comunità Europea, con il rischio di pagare una multa salata».

Quindi quel 70% di raccolta differenziata propinato alla stampa dall’assessore Riposi è un dato ingannevole, poiché l’effettiva qualità del conferimento può risultare molto diversa. L’unico parametro che può indicare l’effettivo corretto funzionamento della raccolta differenziata è l’indice di riciclo effettivo (il comune di Ponte nelle Alpi, per esempio, ha un indice di riciclo pari al 90%). Qual è la percentuale, in quel 70%, di riciclo effettivo? Quali sono le percentuali di carta, vetro e “plastica” (o meglio imballaggi) effettivamente riciclati?

L’assessore Riposi, quindi, non si sogni nemmeno di dire alla stampa e ai cittadini che quello di Feltre è un comune “riciclone”. Piuttosto dica che è un comune “raccoglione”.

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