lunedì 30 agosto 2010

Sui rifiuti Feltre ha rinunciato a Vedelago

La miccia è accesa. La gestione dei rifiuti in città è ancora una polemica rovente. Dopo la delibera della giunta comunale che ha aperto una partita legale (l’ennesima) contro il Centro di Riciclo di Vedelago, gli attivisti feltrini del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo sono scesi nei giorni scorsi nella cittadina trevigiana per chiedere delucidazioni sulla faccenda. A parlare di fronte ad una telecamera è direttamente la titolare e responsabile del centro, Carla Poli, che getta fiamme e fuoco sull’amministrazione comunale e sull’assessore alle politiche dei rifiuti Raffaele Riposi. Guarda il video dell'intervista.

«Noi collaboriamo con enti pubblici e privati. Comuni e aziende vengono dai noi per chiedere di occuparci dello smaltimento dei loro rifiuti a causa dei costi elevatissimi, centinaia di migliaia di euro» dice la responsabile dell’impianto che riesce a riciclare quasi il 99% dei rifiuti che riceve (compresa la parte secca del rifiuto). «Anzi» precisa «non sono rifiuti. Noi dobbiamo eliminare il termine rifiuto. Qui stiamo parlando di materiali che possono essere riciclate per dare vita a nuovi prodotti».

Parlando del bellunese, la signora Poli precisa che «tranne Ponte nelle Alpi e qualche comune, nessuno ha adottato il sistema proposto dal nostro centro». È qui che si accende la polemica: «A Riposi, che è quindici anni che è sopra le sedie, non gliene fregava niente di tutto questo. Ma allora non farmi perdere tempo. Dimmi se il tuo fine ultimo è quello di fare l’inceneritore o la discarica. E non prendermi in giro».

Qui la Poli è particolarmente irritata. Vola anche una parolaccia. Sulla Comunità Montana dice che i dirigenti «sono degli indolenti. Non si accontentavano che venissi ad illustrare loro il nostro metodo e il nostro approccio per fare informazione nelle scuole, ma volevano che io andassi scuola per scuola a spiegare questo sistema. Dovevo fare tutto io. Ma non ce l’hai gente capace di parlare agli studenti? Io non sono di Feltre, non conosco le esigenze, i metodi, la cultura di questo territorio». Poi precisa che «qui non siamo in televisione, non dobbiamo fare spot. Dobbiamo fare cultura. Altrimenti non ci siamo con i concetti primari».

Gli attivisti del Movimento allora chiedono ulteriori spiegazioni sulla faccenda: il centro di riciclo di Vedelago aveva proposto concretamente una “gestione virtuosa” dei rifiuti al Comune di Feltre? «Certo. E sembrava che partissero con questo sistema. Però sono percorsi a lungo termine. Si deve partire da un’informazione corretta prima nelle scuole e poi nelle famiglie. Devi gestire una corretta raccolta dei rifiuti. E non si possono avere risultati subito dopo un mese, perché devi avviare tutta la filiera. Ma alla fine riesci ad ottenere risultati brillanti, come è successo in Italia, da nord a sud» dice la titolare del centro. «Evidentemente far fatica non piace a tutti, visto che ad un certo punto è arrivato qualcuno che ha deciso di interrompere tutto e di avviare un bando per affidare la gestione dei rifiuti a chi costava meno».

Ma quali sono realmente i costi totali? La Poli se lo chiede: «Fatevi dire i costi totali dello smaltimento dei rifiuti di Feltre. E tenete conto anche del costo, previsto dalla legge, per i danni alla salute provocati dalle discariche». «Così tutto il nostro investimento iniziale è andato in fumo. Sono io che dovrei chiedere i danni al Comune. Io e il mio assistente siamo venuti su e giù per mesi. Perché loro non avevano il tempo o non volevano fare quello che era da fare. Perché fare una cosa vuol dire impegnarsi in prima persona». Poi continua: «Avevamo iniziato il percorso, lavorando quasi due anni. E si è fatta poca strada, perché non c’era il supporto al territorio. Poi hanno deciso diversamente. Ma allora io non sono qui a fare il tappabuchi, ma ti aiuto a percorrere una strada che ti porti ad una gestione corretta, risparmiosa e rispettosa dell’ambiente e dei cittadini».

La possibilità di gestire diversamente i rifiuti, quindi, c’era. Con una raccolta differenziata corretta, i rifiuti sarebbero stati completamente riciclati, compresa la parte secca del rifiuto, con la quale il centro di Vedelago produce composti inerti per l’edilizia. Ma l’amministrazione non ha voluto intraprendere questa strada. Perché?

Quando gli attivisti fanno notare che il comune ha adottato il sistema dei cassonetti a calotta, la titolare del centro boccia sbotta e boccia il metodo: «È sbagliato. È un sistema obsoleto e dismesso dal resto del mondo. In Europa neanche se lo sono sognati. Dappertutto fanno il porta a porta, anche qui nel trevigiano. Possibile che solo a Feltre non siano capaci di istituire un porta a porta? E sprecano soldi nelle calotte che si aprono senza la chiavetta elettronica. È una gestione fuori di testa».

E sulla delibera della giunta, la responsabile del centro precisa che «è il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) a dare il contributo per il conferimento della plastica. Io non sono il Conai. Io faccio solo da tramite. Devo attendere che il consorzio nazionale mi rimborsi e poi io ti pago la tua quota. Ma ci vuole pazienza. Perché io ho lavorato per riciclare i tuoi rifiuti e prendo i soldi per il mio lavoro. Tu li vuoi prendere… ma cosa hai fatto? Niente. Allora calma, aspetta».

Infine l’appello: «Ora mi rispondano. Io voglio un incontro pubblico con Riposi, voglio che spieghi alla cittadinanza le sue scelte». Intanto il Movimento Cinque Stelle ha inviato all’assessore Riposi un’email chiedendo la sua disponibilità ad una video-intervista, in modo che possa fornire eventuali repliche, al fine di fornire una corretta informazione ai cittadini sui motivi e sui costi del nuovo metodo di raccolta dei rifiuti adottato dal Comune. Sperando che, questa volta, risponda...