lunedì 19 luglio 2010

Teatro La Sena a Feltre: "Accessibile, ma non fruibile dai cittadini"

Pubblichiamo un'interessante lettera-analisi di Mauro Fantinel, regista e attore teatrale, sul Teatro de La Sena di Feltre.

Ho ascoltato e visto sabato scorso “Quaderni Feltrini” diretto da Laura Pontin, la parte riguardante il teatro di Feltre, la sua apertura e quanto è stato espresso dal nostro assessore alla Cultura, l'architetto Trento Ennio.
Premetto che ringrazio fortemente tutti coloro che si sono adoperati per far in modo che il teatro comunale venga aperto e sia reso accessibile alla popolazione. Ho ascoltato con attenzione e ho sentito tante belle parole ben impostate per quello che riguarda la costruzione, i posti a sedere, l’architettura e lo stabile, poche parole, anzi pochissime per quanto riguarda la cultura.

Ricordo un’affermazione dell’assessore che dice che il teatro verrà restituito ai cittadini, in realtà sarà per i cittadini, come sarà accessibile, ma non fruibile dai cittadini.

Mi permetto di dire questo, come rappresentante e presidente di un’associazione di teatro e danza, perché non molto tempo fa, parlando appunto con l’assessore Trento, egli ha affermato che se dobbiamo presentare progetti di tipo teatrale non troveranno spazi disponibili, in quanto davanti a tutte le associazioni culturali amatoriali no profit, ci sono professionisti che hanno sicuramente la priorità e inoltre esiste una fondazione che esige un progetto ben definito, che va ben oltre le capacità di associazioni che si adoperano in maniera amatoriale, tengo a precisare che ciò non significa che la nostra arte sia meno professionale.

Nel documento programmatico del comune 2007-2012 è stato scritto di voler adottare un contenitore culturale dedicato agli artisti di origine e di adozione feltrina dove le diverse espressioni d’arte possano trovare sostegno ed affermazione e dove si riesca a favorire la crescita culturale della comunità locale secondo la sua specificità.
Un maggiore rafforzamento della rete del volontariato protagonista principale delle attività culturali ritenendo fondamentale un giusto equilibrio tra domanda ed offerta, cercando una rilevante trasformazione degli spazi culturali.

Con la fondazione Teatri delle Dolomiti negli anni 2005/2007 le associazione culturali artistiche avevamo trovato un accordo di massima e stavamo lavorando perché anche il teatro, la musica, l'arte amatoriale trovasse degli spazi, si rafforzasse e riuscisse a disegnare dei progetti culturali in modo da essere presenti nel territorio. In poco tempo siamo riusciti a trovare una solidarietà tra associazioni feltrine creando un sodalizio nominato Chiné Arts che interagiva con la Fondazione Teatri e con il Tib Teatro.

Purtroppo questo progetto è sfumato, non per volere delle associazioni, ma per lotte intestine all’interno della Fondazione Teatri, Il TIB e il Comune di Feltre che non ha dimostrato alcun interesse, né si è adoperato a far funzionare le attività come era nei progetti programmati, indipendentemente dalla linea politica, dall’allora Architetto Velo.

Un teatro a Feltre, perché venga si usato, ma anche perché esista una formazione artistica, prospettata da parte nostra attraverso dei progetti di teatro, musica, danza, e non solo anche a livello sociale per coloro che trovano difficoltà nella vita quotidiana, a dare voce alla propria espressione e non di meno, all'organizzazione di rassegne di tipo amatoriale dove anche i nostri artisti locali possano avere uno spazio. Progetti presentati in comune e dei quali purtroppo non abbiamo mai avuto risposta.

Le cose belle avvengono perché le persone si rimboccano le maniche e nessuno glielo chiede. Feltre ha dei giocatori, tanti e formidabili… ma mancano come sempre i campi da gioco, e anche quando questi ci sono, vengono occupati dai poteri individuali (in quanto un campo libero SPAVENTA).

Quando tutta una città ha un sogno, questo dovrebbe essere realizzato anche attraverso i suoi cittadini. Per questo quel teatro è un luogo che non dovrebbe avere delle limitazioni, ma dovrebbe essere spazio oltre che di spettacolo, anche di formazione culturale artistica e sociale, dovrebbe disegnare rassegne oltre che di genere professionale anche amatoriale, per gente anche comune, per una città fatta di molte persone, dove esistono anche le "diversità".

Non diamo la colpa alla mancanza di risorse e di fondi…o trovare la scusa del come si paga un custode fuori dalle usuali ore di lavoro settimanale. Questa è la tipica scusa di una mancanza di sinergia, e non di un propagazione sinergica della quale il nostro assessore sostiene.
Mauro Fantinel

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