lunedì 19 luglio 2010

Sul nuovo sistema dei rifiuti, centinaia di migliaia di euro spesiinutilmente

Recentemente l’amministrazione comunale di Feltre ha dato via ad un nuovo sistema di raccolta differenziata che prevede, per la parte secca del rifiuto, l’utilizzo dei cassonetti a calotta ad apertura elettronica. Ad ogni cittadino viene consegnata una chiavetta elettronica che permette l’apertura delle calotte per inserirvi il sacchetto contenente il rifiuto secco. Il numero di aperture determinerà la tariffa a carico di ogni utente.
Questo nuovo sistema di raccolta differenziata nel comune di Feltre è iniziato solo da qualche mese, ma già dimostra tutta la sua inefficienza. I primi risultati di questo nuovo metodo non possono certamente dirsi soddisfacenti, visto che ancora oggi, a distanza di tre mesi, troviamo ancora sacchi dell’immondizia lasciati per terra, ma soprattutto carta e plastica fuori dagli appositi cassonetti che il comune ha voluto incredibilmente e ridicolamente sigillare con i lucchetti.
Non bastasse questo, ora apprendiamo dalla stampa locale che nel nuovo sistema di raccolta è presente una grossa falla: per smaltire il secco non serve la chiavetta, perché è sufficiente un po’ di forza nelle braccia e una buona spinta per sollevare il coperchio dei cassonetti e conferire sacchi dell’immondizia anche fuori misura, senza lasciare traccia.
Il nuovo sistema si dimostra dunque non solo inefficiente, ma anche fatto veramente male. L’amministrazione ha compiuto un investimento pari a centinaia di migliaia di euro, logicamente soldi pubblici dei feltrini, che ora si sta rivelando un vero flop.
Ieri sulla stampa l'assessore ai rifiuti Riposi (al quale avevamo chiesto, due mesi fa, una videointervista sul tema dei rifiuti, senza mai ottenere una sua risposta) ha detto che i cassonetti del secco non verranno sigillati, ma tutto starà al buon senso dei cittadini. Dunque, anche senza azionare la calotta metallica col chip, se conforme alla tipologia del secco indifferenziato, lo smaltimento andrà bene in ogni caso visto che, a quanto pare, non esiste nessuna norma che sanziona l’apertura a mano del cassonetto del secco.
Con i cassonetti del secco che si aprono normalmente, ora stiamo utilizzando il medesimo sistema esistente prima di questo nuovo metodo di raccolta. Con la differenza che ora abbiamo i cassonetti di carta e plastica chiusi con i lucchetti e, dunque, straripanti di immondizie.
Cassonetti riadattati al nuovo sistema, calotte e chiavette con microchip inutili, ma si và avanti così. Soldi pubblici, centinaia di migliaia di euro presi dalle nostre tasche, spesi inutilmente. Com’è possibile che l’amministrazione sia stata colta in fallo su questa questione? Com’è possibile che ci sia stata una svista così grande che, di fatto, rende completamente vano e superfluo questo nuovo sistema di raccolta? E dov’è finito il rispetto del denaro pubblico e dei cittadini? Perché sono sempre i cittadini a dover pagare per gli errori dei nostri amministratori? A Feltre la raccolta differenziata non arriva al 50%, a differenza di altri comuni (come Ponte nelle Alpi) dove la raccolta differenziata è schizzata all'83,5% grazie al metodo del porta a porta. Un metodo, guarda caso, intelligentemente adottato anche da tutti gli altri comuni della Comunità Montana Feltrina, eccezion fatta per il comune di Feltre che ha voluto fare di testa propria e non seguire la strada intrapresa dagli altri comuni.
Una scelta che ora sta mostrando tutti i suoi risultati. Allora non era forse conveniente adottare anche a Feltre un sistema di raccolta differenziata porta a porta spinta, “il miglior metodo per la raccolta differenziata” secondo Legambiente, che avrebbe responsabilizzato i cittadini al decoro e non li avrebbe invogliati ad abbandonare l’immondizia, come invece accade ora?

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